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Prevenzione Primaria delle Malformazioni Congenite e degli altri Esiti Avversi della Gravidanza

Sono disponibili i materiali congressuali della convegno Sanit
Venerdì 20 Novembre 2015

 Gli esiti avversi della gravidanza, e più in generale della riproduzione (EAR), rappresentano un importante tema di sanità pubblica sia per le conseguenze in termini di salute materno infantile che per i costi sanitari diretti e indiretti connessi a queste condizioni.

In linea generale si tratta di diverse condizione e patologie che contrastano il desiderio riproduttivo della coppia e la salute materno-infantile e che riconoscono uno o più fattori di rischio di origine preconcezionale o prenatale.
Non esiste ad oggi una lista condivisa queste condizioni ne è nota la frequenza complessiva di questi esiti. Dati di frequenza sono disponibili solo per alcuni gruppi di queste condizioni, come per le malformazioni congenite maggiori (di gravità tale da essere incompatibili con la vita fetale o richiedere un intervento medico o chirurgici rilevanti), che attraverso il prezioso lavoro di registri regionali dei difetti congeniti, viene stimata tra il 3 e 6 % di tutte le gravidanze. Altre condizioni comunemente incluse tra gli EAR sono gli aborti spontanei, le complicanze della gravidanza (eclampsia, distacco di placenta, rottura prematura delle membrane), la prematurità, la restrizione crescita fetale, come anche alcuni esiti di salute tardivi dell'infanzia. Alcune stime suggeriscono che gli EAR nel nostro paese interessano almeno 1 coppia ogni 4-5 (20-25% delle gravidanze) .

Le conseguenze in termini di salute infantile e costi sanitari degli EAR non sono quindi affatto trascurabili soprattutto quando ci si riferisce a EAR che compromettono in modo rilevante lo stato di salute infantile come accade ad esempio le MC strutturali maggiori, la prematurità grave e le anomalie genetiche e cromosomiche. Queste condizioni infatti oltre a essere associati molto spesso a disabilità di varia natura e gravità, nei Paesi sviluppati sono responsabili di una quota considerevole di mortalità infantile stimata intorno al 30%.

La prevenzione primaria di queste condizioni diventa pertanto un'arma imprescindibile e indispensabile anche in considerazione del fatto che sono noti diversi fattori di rischio (es. fumo, alcol, alimentazione, farmaci, agenti chimici, infezioni o malattie croniche come il diabete) che possono essere efficacemente controllati intervenendo nel periodo preconcezionale e prenatale.

Anche il Piano Nazionale delle Malattie Rare 2013-2016 ha identificato come priorità la prevenzione primaria esplicitando che "per le specifiche malformazioni per le quali è noto un nesso causale con l’esposizione agli agenti infettivi, ai fattori tossici ed ai farmaci, la prevenzione primaria deve essere attuata nel periodo pre-concezionale e peri-concezionale" sostenendo in particolare il counselling preconcezionale, l’adozione di corretti stili di vita unitamente allo studio e ricerca sui fattori causali (maggiori o minori) delle MR e dei fattori e/o condizioni di rischio.

Con queste premesse l'ISS ha realizzato il 20 novembre 2015 al Sanit-Forum internazionale della salute 2015 un convegno per promuovere nell'opinione pubblica e nelle pratiche degli operatori sanitari il valore socio-sanitario della prevenzione primaria per gli esiti avversi delle gravidanza in linea con le recenti raccomandazioni europee per la prevenzione delle malformazioni congenite.

Video

Video tratto dalla Conferenza Ministeriale Europea 2015 "Salute della Donna - Un approccio Life Course"
presentato dalla Dott.ssa Serena Battilomo (Ministero Salute)

Video istituzionale della campagna di comunicazione AIFA 2014 "Farmaci e Gravidanza"
presentato dalla Dott.ssa Jelena Ivanovic (AIFA)



Allegati

Pubblicato il 06-11-2015 in News , aggiornato al 25-02-2016

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