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   Responsabile: Pietro Panei
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Definizione

Il Disturbo da Deficit Attentivo con Iperattività (ADHD, acronimo per l’inglese Attention Deficit Hyperactivity Disorder) è un disordine dello sviluppo neuropsichico del bambino e dell’adolescente, caratterizzato, secondo i criteri del Diagnostic and Statistical Manual Of Mental Disorders (DSM-III; DSM-IIIR; DSM-IV), da inattenzione e impulsività/iperattività.
Nello specifico, il DSM-IV distingue tre forme cliniche: inattentiva, iperattiva, combinata. Nel corso dello sviluppo, lo stesso soggetto può evolvere da una categoria all’altra manifestando nelle varie fasi d’età le tre differenti dimensioni psicopatologiche in modo variabile.
Tutti questi...

Pubblicato il 16-03-2007 in L'ADHD , aggiornato al 02-01-2013 Leggi...

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Cause

FATTORI GENETICI

Numerosi studi hanno dimostrato che questi bambini presentano significative alterazioni funzionali di specifiche regioni del Sistema Nervoso Centrale, rispetto a bambini appartenenti a gruppi di controllo. In questo senso l’ADHD non viene considerato come un disturbo dell’attenzione in sé, ma come originato da un difetto evolutivo nei circuiti cerebrali che stanno alla base dell’inibizione e dell’autocontrollo, in particolare corteccia prefrontale e nuclei o gangli della base.

FATTORI AMBIENTALI

I fattori non genetici che sono stati collegati all’ADHD includono la nascita prematura, l’uso di alcool e tabacco da parte della madre, l’esposizione a elevate quantità di piombo nella prima infanzia e le lesioni cerebrali -...

Pubblicato il 16-03-2007 in L'ADHD , aggiornato al 02-01-2013 Leggi...

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Diagnosi

La disattenzione, l'iperattività e l’impulsività sono comunemente noti come i sintomi chiave di questa sindrome (si sottolinea che in psichiatria ogni disturbo è definito sindrome). Essi devono essere presenti per almeno 6 mesi ed aver fatto la loro comparsa prima dell'età di 7 anni. In base ai criteri diagnostici sistematizzati nel Diagnostic and Statistical Manual Of Mental Disorders (DSM-III; DSM-IIIR; DSM-IV) e nel Diagnostic and Statistical Manual for Primary Care, Child and Adolescent Version (DSM-PC) la diagnosi di ADHD si basa sulla presenza di:

- 6 o più dei 9 sintomi di disattenzione

oppure

- 6 o più dei 9 sintomi di iperattività\impulsività

La International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems...

Pubblicato il 16-03-2007 in L'ADHD , aggiornato al 02-01-2013 Leggi...

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Epidemiologia

Tra il 1982 e il 1996 sono stati condotti dieci studi che, basandosi sui criteri diagnostici del “Diagnostic and statistical manual of mental disorders (DSM-III)”, hanno valutato la prevalenza di ADHD. A seconda degli studi, si hanno valori di prevalenza che oscillano tra il 4% e il 12%. Una revisione sistematica di questi studi, ad opera di Green e colleghi (1), utilizzando il modello degli effetti random per i pool di dati altamente eterogenei, stima una prevalenza del 6,8% (95% C.I. 5-9%) con i criteri del DSM-III e del 10,3% (95% C.I. 7.7-13.4%) utilizzando i criteri del DSM-IIIR. Esiste un solo studio di prevalenza basato sui criteri del DSM-IV che stima un valore di ADHD del 6.8%. La prevalenza tra i maschi è tre volte più alta che nelle femmine: 9.2% (95% C.I. 5.8-13.6%) vs...

Pubblicato il 16-03-2007 in L'ADHD , aggiornato al 02-01-2013 Leggi...

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Curva di arruolamento

L’otto marzo 2007, il C.d.A. dell’AIFA autorizzava l’immissione in commercio di due farmaci per l’ADHD: Atomoxetina e Metilfenidato.
I farmaci devono rientrare nell’ambito di un programma di terapia multimodale monitorato dal Registro nazionale.
Il grafico mostra l’andamento cumulativo dei soggetti in età evolutiva con diagnosi di ADHD e piano terapeutico semestrale, predisposto dai Centri di riferimento, inseriti nel Registro italiano.

Pubblicato il 15-03-2007 in L'ADHD , aggiornato al 12-05-2014 Leggi...

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