
Pietro Panei
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Prima di somministrare i farmaci per l’ADHD alcuni pediatri eseguono l’elettrocardiogramma ai bambini anche se dati recenti mostrano che non è necessario.
Diversi anni fa, i report su bambini e adulti che assumevano gli stimolanti per il trattamento dell’ADHD, deceduti improvvisamente per crisi cardiache e ictus, causavano allarme circa la di questi farmaci.
I report che raccomandavano di non prescrivere l’Adderall, sul mercato dal 2005, venivano suggeriti dall’autorità sanitaria canadese, mentre l’FDA ora richiede che sulle etichette dei farmaci per l’ADHD venga apposto l’avviso circa i potenziali rischi cardiaci.
Ulteriori ricerche suggeriscono che il rischio può essere solo per i bambini che hanno avuto difetti cardiaci non noti, come anomalie congenite o aritmie. Sull’Adderall, per esempio, l’avviso attuale dice: "nei bambini e negli adolescenti con anomalie strutturali cardiache o altri problemi cardiaci seri si sono verificati casi di morte improvvisa in associazione con la somministrazione di dosi abituali di farmaci stimolanti del sistema nervoso centrale".
L’American Heart Association pochi anni fa affermava che è ragionevole sottoporre i bambini a elettrocardiogramma per accertare anomalie elettriche del cuore, prima di iniziare la terapia con i farmaci stimolanti.
Nel 2008, l’American Academy of Pediatrics, AAP, ha pubblicato un parere secondo cui l’ECG di routine ai bambini ADHD prima di iniziare la terapia con psicostimolante, non era necessario.
Due recenti studi non hanno trovato rischi associati ai medicinali per l’ADHD: secondo un lavoro pubblicato a novembre 2011 sul New England Journal of Medicine, i ricercatori affermavano che Ritalin, Adderall e Concerta non aumentano il rischio di morte improvvisa, crisi cardiaca o ictus nei ragazzi e nei giovani adulti. HealthDay - 16 gennaio 2012