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   Responsabile: Domenica Taruscio
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Prevenzione delle Malattie Rare

Screening neonatale

Le malattie metaboliche ereditarie o MME, sono malattie rare caratterizzate da un progressivo e irreversibile deterioramento clinico della persona affetta che sviluppa nel tempo importanti disabilità fisiche e mentali. La prognosi è variabile, molte MME neonatali hanno un decorso fatale se lo specifico trattamento non è iniziato tempestivamente.

La diagnosi precoce è pertanto di fondamentale importanza per la possibilità di ricorrere tempestivamente ad un trattamento risolutivo ove disponibile (es. terapia enzimatica sostitutiva), ad una terapia di supporto e dietetica e ad un consiglio genetico mirato.

Sul versante della prevenzione secondaria è offerta alla popolazione una diagnosi tempestiva delle MME nella fase preclinica o asintomatica. La possibilità di attuare interventi terapeutici in fase iniziale può migliorare sensibilmente lo stato di salute del paziente e la sua qualità di vita. Numerose malattie rare possono oggi essere identificate con un test diagnostico.

L’esempio paradigmatico di quanto la tempestività della diagnosi possa incidere sul decorso della malattia è dato da alcune malattie neurologiche riconducibili ad alterazioni del metabolismo diagnosticabili attraverso programmi di screening neonatale.

Lo screening neonatale offerto a tutti i neonati, rappresenta uno degli strumenti più avanzati della pediatria preventiva.
Il termine “screening neonatale” definisce i programmi di medicina preventiva secondaria basati sulla misurazione analitica di specifici metaboliti attraverso il prelievo di alcune gocce di sangue del neonato che vengono versate su un apposito cartoncino, con l’obiettivo di selezionare in modo precoce e tempestivo i soggetti a rischio per alcune malattie congenite per le quali sono disponibili trattamenti e terapie in grado di modificare la storia naturale della malattia.

In Italia sono disponibili da diversi decenni dei programmi di screening neonatale resi obbligatori per legge in riferimento a tre patologie: fenilchetonuria (PKU), ipotiroidismo congenito e fibrosi cistica.

Nell’ultimo decennio l’utilizzo della spettrometria di massa tandem (MS/MS) ha modificato in modo sostanziale la filosofia dello screening neonatale, rendendo possibile l’analisi di un’ampia gamma di metaboliti su un singolo spot di sangue. Grazie ai progressi tecnologici, oggi si possono effettuare a basso costo molti test, anche automatizzati, per l’individuazione di un ampio spettro di condizioni e soprattutto di patologie endocrino-metaboliche.

Questo approccio allo screening, definito Screening Neonatale Allargato o Esteso, permette l’individuazione precoce di un’ampia gamma di patologie del metabolismo intermedio (es: acidurie, aminoacidopatie, difetti di ossidazione degli acidi grassi e del ciclo dell’urea) con una incidenza complessiva e di circa 1:3000 nati vivi, buona parte delle quali ad alto rischio di scompenso metabolico (acuto o lentamente progressivo), ma suscettibili di un rilevante miglioramento della prognosi se trattati precocemente.

A tale scopo, lo screening neonatale esteso (SNE) per le MME rappresenta uno degli strumenti più avanzati della pediatria preventiva, consentendo una diagnosi precoce prima dell’instaurarsi di danni cerebrali o d’organo irreversibili. Per il test di screening si utilizza la tecnologia denominata spettrometria di massa tandem (MS/MS) che permette di analizzare diversi metaboliti contemporaneamente su una sola goccia di sangue. Buona parte delle regioni italiane dispone di tale strumentazione, attualmente il Ministero della Salute di concerto con il Centro Nazionale Malattie Rare con altri gruppi di esperti, affinché venga garantito il raggiungimento e l’esecuzione dello SNE al 100% della popolazione neonatale residente in Italia.

Background

Lo screening neonatale ha esordito come un programma di salute pubblica in Italia nel 1992 per tre malattie congenite: ipotiroidismo (CH), fenilchetonuria (PKU) e fibrosi cistica (CF). Da allora, alcune di regioni hanno esteso i loro programmi di screening neonatale per malattie congenite aggiuntive, tra cui galattosemia, leucinosi, deficit di biotinidasi, omocistinuria, iperplasia surrenalica congenita e glucosio-6-fosfato deidrogenasi. Lo screening di queste patologie (indicato come facoltativo, viene ancora oggi eseguito con metodi analitici tradizionali.

L’introduzione nei laboratori clinici, avvenuta sul finire degli anni ’80, della tecnologia della “tandem mass spectrometry” (spettrometria di massa tandem MS/MS) ha permesso di fatto una relativa semplificazione del processo analitico per lo screening neonatale esteso, consentendo di fatto la possibilità di espandere il numero di patologie tecnicamente affrontabili con politiche di screening neonatale, e di un'ulteriore espansione del pannello di malattie oggetto di screening neonatale per un certo numero di errori congeniti del metabolismo rilevabili (SNE).

Attualmente solo in poche regioni italiane la MS/MS è applicata per diagnosticare oltre 40 malattie, differenziando i modelli operativi con forti disomogeneità territoriali di accesso ai servizi sanitari.

Allegati

Pubblicato il 22-10-2014 in Prevenzione delle Malattie Rare , aggiornato al 12-04-2017

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