
Domenica Taruscio
Istituto Superiore di Sanità
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Un angelo che suona la mandòla, dipinto dalla mano maestra del Rosso Fiorentino e frutto del suo tratto sublime in cui grazia e leggerezza si fondono. Sembra quasi di udire la musica lieve di quello strumento, nel guardare l’immagine che per anni ha rappresentato il Centro Nazionale Malattie Rare.
Simbolo onnipresente su opuscoli, sito e pubblicazioni, cui siamo legati dal profondo per quel senso di protezione capace di evocare, per quella musica che sembra di sentire quando lo si osserva.
Oggi quell’immagine si è trasformata: il logo che contraddistingue il Centro non è più il quadro dell’angelo così com’è stato dipinto dal Maestro, ma una sua versione moderna e stilizzata.
Una reinterpretazione segno del cambiamento e della volontà di modellarsi sui nuovi scenari che cambiano senza abbandonare ciò che da sempre ci appartiene, ma anche un simbolo più "nostro" rispetto a quello originale.
Frutto di un restyling che fa parte della forte spinta verso nuovi modelli di comunicazione, sempre più mirati e incisivi, che oggi più che mai ci caratterizzano.
Immagine:
"Putto che suona", Giovanni Battista Rossi, detto il Rosso Fiorentino (1495-1540), Firenze - Museo degli Uffizi (per gentile concessione della Soprintendenza speciale per il Polo Museale Fiorentino)