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   Responsabile: Alessandro Polichetti
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Effetti sulla salute

Effetti sanitari dei campi magnetici statici

Tutti sono esposti al campo magnetico terrestre, che è un campo statico la cui intensità (in termini di induzione magnetica) varia, a seconda della posizione geografica, tra 30 e 70 µT (microtesla). Non c’è nessuna evidenza scientifica che negli esseri umani, a differenza di alcune specie animali, questo campo magnetico abbia influenza sui processi fisiologici.
Al contrario, vi sono poche occasioni di esposizione del pubblico a campi magnetici statici di origine artificiale. Anche nei luoghi di lavoro la presenza di intensi campi magnetici statici è rara e ciò limita le conoscenze su possibili effetti sanitari.

Su base teorica sono stati ipotizzati alcuni meccanismi attraverso i quali i campi magnetici statici potrebbero interagire con l’organismo umano. Questi consistono in effetti magnetoidrodinamici, azioni su radicali liberi e orientamento di microscopici cristalli di magnetite eventualmente presenti nel cervello.
I calcoli indicano però che questi meccanismi potrebbero dar luogo a effetti osservabili solamente a intensità di campo molto elevate, superiori a quelle generate dalle sorgenti oggi disponibili. Queste previsioni sono confermate dalle osservazioni sui lavoratori più esposti, nonché sui pazienti sottoposti a esami diagnostici a risonanza magnetica mediante apparecchiature al cui interno si creano campi magnetici dell’ordine di qualche tesla.

In nessuna di queste situazioni si sono riscontrati effetti nocivi per la salute attribuibili ai campi magnetici statici di per sé; tuttavia, sono stati segnalati disturbi dovuti al movimento del corpo o di sue parti (testa, occhi) all’interno di campi magnetici particolarmente intensi. Questi disturbi, che comprendono stimoli visivi (magnetofosfeni), vertigini e senso di nausea sono stati osservati a partire da circa 2T. La gravità del disturbo non dipende solo dall’intensità del campo, ma anche dalla rapidità del movimento; inoltre, la risposta biologica varia molto da un individuo all’altro.

Mancano indicazioni di eventuali effetti a lungo termine, perché l’esposizione è rara e molto variabile, inoltre i più elevati livelli di campo magnetico statico si riscontrano in particolari ambienti lavorativi dove sono presenti altri agenti nocivi (agenti “confondenti”): queste circostanze limitano molto la possibilità di ricavare utili informazioni dagli studi epidemiologici.
È stato comunque raccomandato un monitoraggio dello stato di salute di alcune categorie di lavoratori, tra cui il personale medico e paramedico impegnato negli esami di risonanza magnetica; i dati così raccolti potranno fornire indicazioni utili in futuro.

Per maggiori informazioni si vedano, nella sezione “Documenti” di questo sito, il promemoria dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) “Campi elettromagnetici e salute pubblica " Campi elettrici e magnetici statici” e la monografia “Campi statici” della stessa OMS.

Pubblicato il 29-05-2008 in Effetti sulla salute , aggiornato al 17-06-2008

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