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   Responsabile: Alessandro Polichetti
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Effetti sulla salute

Effetti biologici dei campi elettromagnetici

Le risposte dell’organismo umano ai campi elettromagnetici dipendono in modo determinante dalla frequenza di questi ultimi. I meccanismi di interazione con i tessuti biologici e con gli organi variano infatti sostanzialmente nelle diverse regioni dello spettro elettromagnetico.

Schematicamente, si possono distinguere quattro regioni: campi elettrici e magnetici statici, campi elettrici e magnetici a frequenza estremamente bassa (ELF, Extremely Low Frequency), campi elettrici e magnetici a frequenza intermedia (IF, Intermediate Frequency) e campi elettromagnetici a radiofrequenza e microonde (RF/MW, Radiofrequency/Microwaves).

Sono stati identificati, e sono ben compresi, alcuni meccanismi di interazione a livello macroscopico che danno luogo a risposte biologiche ben definite.

I campi magnetici statici possono provocare l’allineamento di molecole dotate di particolare struttura (magneticamente polarizzate o polarizzabili) mentre i campi elettrici statici, efficacemente schermati dalle cariche elettriche che si dispongono sulla superficie del corpo per effetto dei campi stessi, non penetrano nel corpo e provocano al più sensazioni superficiali.

I campi elettrici e magnetici ELF inducono all’interno del corpo campi elettrici e correnti elettriche che possono stimolare tessuti elettricamente eccitabili, in particolare quelli del sistema nervoso e i tessuti muscolari. Tali effetti di stimolazione sono possibili perché i campi e le correnti indotti all’interno del corpo, a causa di meccanismi di polarizzazione del materiale biologico attivi alle frequenze più basse, non penetrano all’interno delle cellule, creando delle consistenti differenze di potenziale elettrico (aggiuntive rispetto a quelle normalmente presenti) attraverso le membrane che racchiudono le cellule.
All’aumentare della frequenza, i campi e le correnti elettriche tendono a penetrare sempre più all’interno delle cellule, nel citoplasma, impedendo il crearsi delle differenze di potenziale aggiuntive attraverso le membrane cellulari, rendendo così sempre più improbabile il verificarsi degli effetti di stimolazione, che sono praticamente impossibili alle radiofrequenze e microonde.

I campi elettromagnetici a radiofrequenza e microonde trasportano energia elettromagnetica che viene assorbita dai tessuti corporei e trasformata in calore provocando, in definitiva, un aumento di temperatura dell’intero corpo o di sue parti, secondo le modalità di esposizione. Gli effetti di questo processo sono legati all’aumento di temperatura piuttosto che all’azione dei campi elettromagnetici di per sé; per questo motivo, sono comunemente indicati come effetti termici.

Nel caso dei campi elettromagnetici a frequenza intermedia possono essere attivi entrambi i meccanismi di stimolazione e di riscaldamento.

I campi elettromagnetici generati da sorgenti esterne interagiscono con le cariche e le correnti elettriche interne al corpo a qualunque livello di intensità; teoricamente, quindi, qualunque esposizione provoca delle risposte che possono tradursi in effetti biologici.
Occorre tuttavia tenere presente che esistono correnti elettriche endogene connesse a funzioni vitali; è quindi plausibile attendersi risposte biologiche soltanto se le correnti indotte sono dello stesso ordine di grandezza, o superiori, rispetto a quelle fisiologiche.
Analoghe considerazioni valgono per gli effetti termici, osservabili solo se l’aumento di temperatura è superiore alle variazioni normalmente provocate da processi fisiologici (come l’attività fisica) o da altri agenti esterni, comprese le condizioni climatiche.

Esistono quindi delle soglie di osservabilità per gli effetto biologici, che tuttavia non sono ben definite. A bassi livelli di esposizione è infatti difficile discriminare i contributi endogeni da quelli dei campi esterni e le relative ricerche forniscono risultati incerti e contraddittori. Dal punto di vista delle protezione, comunque, si assume che variazioni dei parametri fisici sopra elencati che siano confrontabili con quelle associate ai normali processi fisiologici non costituiscano un danno per la salute.

Gli effetti biologici chiaramente documentati non sono necessariamente nocivi: alcuni possono essere benefici, altri non avere conseguenze ed altri infine provocare danni alla salute, traducendosi così in effetti sanitari.

La ricerca di vari decenni, con la pubblicazione di migliaia di articoli scientifici, ha permesso di identificare chiaramente alcuni effetti sanitari. I dati indicano che tutti gli effetti accertati sono acuti (cioè si presentano come risposta immediata all’esposizione) e si osservano solo al di sopra di determinate soglie, ovviamente più alte delle soglie per gli effetti biologici.

Essendo diversi i meccanismi di interazione, si hanno effetti acuti diversi per i campi statici, quelli ELF, quelli a frequenza intermedia e quelli a radiofrequenza e microonde.

E’ stata avanzata l’ipotesi che l’esposizione a campi di intensità inferiore alle soglie per l’insorgenza di effetti acuti, soprattutto se cronica, possa causare malattie degenerative ed in particolare il cancro (effetti a lungo termine).
Nonostante il fatto che i meccanismi di interazione alla base di quest’ultima categoria di effetti siano plausibilmente differenti da quelli alla base degli effetti acuti, quanto discusso in precedenza in relazione alla diversa capacità dei campi di diversa frequenza di indurre campi e correnti all’interno di strutture e compartimenti cellulari di fondamentale importanza, quali la membrana e il citoplasma, mostra che ogni estrapolazione dei dati scientifici da un intervallo di frequenza all’altro è arbitraria e scientificamente scorretta.
Anche nel caso degli effetti a lungo termine, pertanto, è necessario considerare separatamente i diversi intervalli di frequenza.

La possibilità di effetti a lungo termine dell’esposizione a campi ELF o a campi a radiofrequenza e microonde è stata oggetto di un crescente numero di studi negli ultimi anni. Più limitate, anche per la rarità delle esposizioni, sono le ricerche sugli effetti a lungo termine dell’esposizione a campi statici e a campi a frequenza intermedia.

Pubblicato il 30-05-2008 in Effetti sulla salute , aggiornato al 17-06-2008

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