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   Responsabile: Alessandro Polichetti
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Effetti sulla salute

Effetti a lungo termine dei campi a frequenza estremamente bassa

In uno studio epidemiologico condotto negli Stati Uniti, pubblicato nel 1979, venne evidenziato per la prima volta un eccesso di mortalità per tumori in bambini residenti nei pressi di linee elettriche che avevano caratteristiche tali da produrre probabilmente all’interno delle abitazioni campi magnetici ELF più elevati del normale. Da allora sono state effettuate numerose ricerche, sia di tipo osservazionale (studi epidemiologici il cui oggetto d’indagine è l’essere umano) che di tipo sperimentale (studi di laboratorio effettuati in vivo su animali o in vitro su campioni cellulari), allo scopo di indagare la possibilità di effetti a lungo termine (anche non connessi al cancro) dei campi elettrici e magnetici ELF.

L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha esaminato nel 2001 tutte le evidenze scientifiche relative alla cancerogenicità dei campi elettrici e magnetici alle frequenze ELF. Le evidenze di cancerogenicità relative ai campi elettrici ELF, per tutte le patologie tumorali, e quelle relative ai campi magnetici ELF, per tutte le patologie tumorali negli adulti e tutte quelle differenti dalla leucemia nei bambini, sono state giudicate “inadeguate”. Nel caso invece degli studi epidemiologici che hanno evidenziato un’associazione tra la leucemia infantile e le esposizioni residenziali ai campi magnetici, l’evidenza scientifica è stata giudicata “limitata”, giudizio intermedio tra quello di evidenza “inadeguata” ed evidenza “sufficiente”. In altre parole, secondo la IARC, un’interpretazione causale dell’associazione riportata dagli studi epidemiologici può essere ritenuta credibile, ma non è possibile escludere con ragionevole certezza che sia invece dovuta al caso, a distorsioni o a fattori di confondimento.
Questa incertezza nell’interpretazione dell’associazione osservata, alla quale si aggiunge il fatto che la ricerca sperimentale non ha fornito elementi a sostegno della cancerogenicità dei campi magnetici mediante studi su animali esposti in condizioni controllate di laboratorio (evidenza “inadeguata”) né ha permesso di individuare dei meccanismi biofisici che possano spiegare l’ipotizzato ruolo dei campi magnetici nella cancerogenesi, ha condotto la IARC a classificare i campi magnetici ELF come “possibilmente cancerogeni per l’uomo” (Gruppo 2B).

Nel 2007, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato una monografia relativa a tutte le conseguenze sanitarie, anche quelle diverse dal rischio cancerogeno, delle esposizioni ai campi elettrici e magnetici ELF. Secondo l’OMS, le conoscenze scientifiche attuali riconfermano le valutazioni della IARC circa la leucemia infantile, indicano come non sussistente l’associazione con i tumori della mammella e le patologie cardiovascolari, e suggeriscono di continuare le ricerche relative ad un’eventuale associazione con il rischio di tumori cerebrali e alcune patologie neurodegenerative (sindrome laterale amiotrofica, morbo di Alzheimer). Inoltre, una relazione tra l’esposizione ai campi ELF e alcuni sintomi non specifici (la cosiddetta “ipersensibilità elettromagnetica”) non è stata dimostrata.

Pubblicato il 27-05-2008 in Effetti sulla salute , aggiornato al 21-11-2013

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