
Luisa Valvo
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Il fenomeno della produzione e vendita di farmaci contraffatti, sviluppatosi nell’ultimo decennio con andamento esponenziale, ha ormai raggiunto proporzioni tali da rappresentare un grave problema di salute pubblica oltre che un ingente danno economico. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce come contraffatto quel farmaco la cui etichettatura è stata deliberatamente e fraudolentemente preparata con informazioni ingannevoli circa il contenuto o l’origine del prodotto. La contraffazione può riguardare sia prodotti originatori che prodotti generici e include diverse tipologie:
• Prodotti che contengono la corretta quantità del principio attivo specificato ma la cui origine è diversa da quella dichiarata;
• Prodotti contenenti il principio attivo specificato ma in dosaggio diverso da quella dichiarato o contenenti principi attivi di scarsa qualità;
• Prodotti non contenenti alcun ingrediente attivo;
• Prodotti contenenti principi attivi differenti da quelli dichiarati.
Una particolare categoria di farmaci contraffatti è rappresentata da medicinali prodotti legalmente e successivamente riconfezionati in confezioni contraffatte attestanti un dosaggio più elevato o riconfezionati dopo la data di scadenza in confezioni che riportano una data di scadenza falsa.
Nei Paesi in via di sviluppo la contraffazione ha una diffusione estremamente elevata, principalmente a causa delle insufficienti risorse umane e finanziarie e di una legislazione debole relativa alla produzione, distribuzione e importazione dei medicinali. Il fenomeno riguarda soprattutto farmaci salva-vita quali gli antibiotici, gli antimalarici, gli antitubercolari e gli antiretrovirali per la terapia dell’AIDS.
Nei Paesi industrializzati la contraffazione farmaceutica presenta caratteristiche ed entità molto differenti rispetto a quelle dei Paesi in via di sviluppo. Il fenomeno, infatti, riguarda soprattutto i farmaci nuovi e costosi, i cosiddetti "life-style products" (anabolizzanti, ormoni della crescita, alcuni glucocorticoidi, prodotti contro l’impotenza e alcuni psicotropici). Questi prodotti contraffatti sono spesso commercializzati illegalmente nei cosiddetti "afro-shops", nelle palestre e attraverso il mercato in internet.
È evidente come le diverse tipologie di contraffazione abbiano un impatto differente sulla salute pubblica. Talvolta le conseguenze sanitarie sono trascurabili e vi è solamente un danno economico per la Ditta produttrice, ma nella maggior parte dei casi l’utilizzo di un farmaco contraffatto costituisce un grave rischio per la salute. Nei casi di sotto-dosaggio, infatti, si può avere inefficacia terapeutica e, se il farmaco è un antibiotico, un antimalarico o un antiretrovirale, anche l’insorgenza di fenomeni di resistenza. È poi evidente quale minaccia per la salute sia costituita da prodotti privi di principio attivo. Altrettanto grave è la diffusione di medicinali che contengono principi attivi o eccipienti differenti da quelli dichiarati o addirittura sostanze molto tossiche: va ricordata, per la sua gravità e per gli effetti disastrosi che ha avuto sulla salute, la vicenda degli sciroppi contraffatti contenenti glicole etilenico al posto della glicerina quale eccipiente che hanno causato, in tempi diversi, numerosi morti in India, Haiti, Nigeria e Panama.