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Stefano Vella

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Nei pazienti anziani neoplasici cresce il rischio di suicidio

Secondo tre nuovi studi, i pazienti malati di cancro hanno un maggior rischio di suicidio.
Il primo studio condotto da ricercatori dell’Università di Washington ha stabilito che la percentuale di suicidi tra i pazienti con tumore è stata del 31.4 per 100mila persone/anno, rispetto al 16.7 per 100mila persone/anno riportato nella popolazione generale: più alto è il tasso di suicidi tra gli uomini, bianchi e anziani con neoplasia polmonare, o allo stomaco, alla laringe o al cavo orofaringeo, con rischio maggiore entro i primi cinque anni dalla diagnosi, e che resta elevato per i successivi quindici anni.
L’osservazione svolta dai ricercatori della Harvard School of Public Health e da quelli della Harvard Medical School, ha confrontato 128 abitanti residenti del New Jersey, di 65 anni di età, o più anziani, suicidi tra il 1994 e il 2002, e 1280 soggetti viventi dello stesso gruppo d’età.
Rispetto ai soggetti sani, lo studio ha verificato che tra gli anziani americani con tumore il rischio suicidio è doppio.
Quelli che si sono suicidati si trovavano nella fase di metastasi: in molti prima di togliersi la vita avevano incontrato un medico almeno un mese prima di morire, e il 25% aveva visto un dottore una settimana prima.
In Gran Bretagna i ricercatori dell’Università di Edumburgo hanno stabilito che nei pazienti con neoplasia il rischio suicidario aumenta: su 2924 malati con neoplasia riceventi assistenza ospedaliera circa l’8% dei pensieri suicidari persistono per diversi giorni oltre le prime due settimane. In Australia un simile studio sulla popolazione generale ha trovato che solo il 2.6% ha avuto pensieri di autolesionismo estremo. Gli specialisti dell’Università di Edimburgo hanno stabilito che i pensieri suicidari tra i pazienti di cancro sono stati associati ad uno stress emotivo forte o al dolore fisico, ma non alla tipologia del cancro. Una migliore gestione della preoccupazione emotiva del paziente e del dolore possono migliorare la qualità della vita e ridurre il rischio suicidio, hanno concluso i ricercatori. La ricerca è stata pubblicata online su Journal of Clinical Oncology. in Australia. HealthDay - 12 agosto 2008

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