
Stefano Vella
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Tra gli uomini con tumore alla prostata in stadio iniziale l’allenamento intenso produce cambiamenti in alcuni dei 180 geni coinvolti tra cui quelli in grado di sopprimere lo sviluppo del tumore e di riparare DNA. Il dato che emerge dalla ricerca condotta dal gruppo coordinato da June Chan, professoressa associata in epidemiologia, biostatistica e urologia all’University of California, San Francisco, è che l’esercizio fisico può prevenire o ritardare la progressione della malattia.
Per lo studio la dr.ssa Chan con i colleghi ha confrontato i geni di 70 uomini a basso rischio tumore con i geni della prostata non malata di altri 70: i pazienti con il cancro sono stati sottoposti a "sorveglianza attiva" piuttosto che ad un trattamento attivo.
Sono stati scoperti 184 geni espressi in modo diverso negli uomini che svolgevano attività fisica come la corsa, il tennis o nuoto per almeno tre ore alla settimana, rispetto agli uomini dotati di meno dinamismo.
"Se confermati i risultati suggeriscono che l’attività fisica e il buon allenamento possono offrire protezione dalla progressione del cancro", dice June Chan.
I risultati del nuovo studio sono stati proposti al convegno medico dell’American Society of Clinical Oncology di San Francisco. HealthDay - 1 febbraio 2012