
Stefano Vella
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Un nuovo studio pubblicato il 1 maggio su PLoS Medicine e condotto da ricercatori britannici e danesi, mostra il collegamento diretto tra l’indice di massa corporea (body mass index, BMI) e il rischio di sviluppare malattie cardiache.
L’indice di massa corporea è il valore che misura altezza e peso: quelli con BMI tra 18.5 e 24.9 hanno un peso normale mentre un BMI di 30 o superiore descrive soggetti obesi. Chi ha un valore intermedio si deve considerare sovrappeso.
Per lo studio, i ricercatori hanno analizzato i dati da oltre 75mila abitanti di Copenhagen e trovato che quelli con un indice di massa corporea alto hanno avuto il 26% di aumento del rischio di sviluppare malattia cardiovascolare. Ulteriori analisi con l’utilizzo della genetica hanno mostrato che l’aumento del BMI di 4 punti aumenta il rischio di malattia cardiaca.
"Dagli studi epidemiologici eseguiti combinati con l’analisi genetica, abbiamo reso possibile dimostrare, che in un gruppo di quasi 76mila persone con un BMI alto, è plausibile il danno cardiovascolare" ha dichiarato Borge Nordestgaard, medico al Copenhagen University Hospital.
"Gli studi osservazionali suggeriscono la relazione tra malattia cardiaca e obesità, non sufficiente per provare la correlazione diretta. Le persone obese possono condividere le caratteristiche o lo stile di vita che hanno influenza sia sul cuore che sul peso. O può esistere una casualità contraria, che il disturbo cardiaco causa obesità e non il contrario" dice Nordestgaard, professore di scienze mediche all’Università. HealthDay - 2 maggio 2012