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ISS : Farmaco : Attività di ricerca : Meccanismi dell'invecchiamento: alterazioni genomi...

Stefano Vella

Istituto Superiore di Sanità
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Meccanismi dell'invecchiamento: alterazioni genomiche e proteiche, danno ossidativo ed apoptosi in modelli sperimentali ed ex vivo

L'invecchiamento dei tessuti è associato, in genere, ad uno sbilanciamento nello stato redox della cellula segnalato da formazione ed accumulo di prodotti di ossidazione (basi modificate del DNA; ossidazione, aggregazione o "missfolding" di proteine) ed accelerata apoptosi o necrosi.
Alcune malattie su base genetica presentano, sotto il profilo del danno ossidativo, una situazione analoga allo sbilanciamento redox, al punto che alcune di queste possono essere considerate patologie da invecchiamento accelerato o precoce (ad es. Talassemia, Anemia Falciforme, Anemia di Fanconi, Sindrome di Down) altre sono patologie connesse con l'invecchiamento (si pensi ad es. ad alcuni tipi di tumori, al Parkinson, all'Alzheimer, all'Huntington, al Diabete di tipo II). Il collegamento tra invecchiamento e malattie ad esso correlate è largamente sconosciuto anche se l'idea che questi fenomeni siano associati ad una eccessiva o non regolata produzione di radicali responsabili del danno ossidativo è generalmente accettata. Una delle difficoltà è quella di definire markers cellulari specifici dei processi ossidativi, degenerativi e/o dell'invecchiamento. Il progetto si propone l'individuazione di:
a) geni e markers indicativi di invecchiamento;
b) determinanti di longevità in termini di mutazioni al DNA mitocondriale e di risposta al danno ossidativo;
c) determinanti di invecchiamento precoce in patologie umane di rilevanza sanitaria.
In particolare questa UO ha il compito di analizzare il ruolo dei mitocondri nei processi di longevità e di sensibilizzazione ad apoptosi intrinseca. A tal scopo è previsto l'impiego di cellule ingegnerizzate (cybrids) ottenute con mitocondri provenienti da cellule di pazienti con patologie genetiche rare caratterizzate da mutazioni già note del mtDNA. Inoltre è prevista la caratterizzazione di markers del danno ossidativo su elementi del sangue periferico (plasma, linfociti, eritrociti e piastrine) e, successivamente, monitorarne le modifiche nel tempo anche a fronte di trattamenti farmacologici.

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