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<!-- |           Istituto Superiore di Sanità 4 v.1.0 - 20130619            | -->
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		<title>Istituto Superiore di Sanità  - Farmaco</title> 
		<link>http://www.iss.it/farm/</link>
		<description>Farmaco: Le novità del Sito</description>
		<language>it</language>
		<managingEditor>Gruppo Web (webmaster@iss.it)</managingEditor>
		<webMaster>Gruppo Web (webmaster@iss.it)</webMaster>
		<pubDate>Wed, 19 Jun 13 00:37:49 +0200</pubDate>
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			<title>Osservatorio - HealthDay - Movimenti fetali ed esposizione a pesticidi. Studio</title> 
			<description>L’esposizione di una donna in gravidanza, a contaminanti ambientali, può incidere sulle condizioni cardiache e di movimento del feto.&lt;br /&gt;
“Motricità e condizioni cardiache che rivelano come il feto stia crescendo forniscono elementi di valutazione di come l’esposizione a sostanze chimiche possa  incidere sullo sviluppo del sistema nervoso” ha dichiarato, Janet Di Pietro, autrice  dello studio e preside di facoltà associato per la ricerca alla &lt;a title="" href="http://www.jhsph.edu/"&gt;Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
Con lo studio sono stati analizzati i campioni di sangue di 50 donne in stato interessante, a basso reddito, dell’area urbana di Baltimora. Tutte hanno avuto livelli distinguibili di organo clorurati tra cui DDT, PCB e altri pesticidi vietati negli Stati Uniti da oltre 30 anni: le donne con alto reddito hanno subito maggiori concentrazioni di sostanze chimiche rispetto alle donne con redditi più bassi.&lt;br /&gt;
Come pubblicato online da  &lt;a title="" href="http://www.nature.com/jes/index.html"&gt;Journal of Exposure Science and Environmental Epidemiology, JESEE&lt;/a&gt;, i campioni di sangue sono stati raccolti alla 36° settimana di gravidanza insieme alla misurazione del battito cardiaco e dei movimenti.&lt;br /&gt;
I ricercatori hanno determinato che elevati livelli di inquinanti ambientali sono associati a movimenti fetali più frequenti e vigorosi. Alcune delle sostanze chimiche sono accomunate a pochi cambiamenti del battito cardiaco, che di solito è equivalente ai movimenti del feto.&lt;br /&gt;
“Molti studi sui contaminanti ambientali e sullo sviluppo del bambino attendono la crescita per valutare gli effetti di eventuali esposizioni a cui la madre si è sottoposta durante la gravidanza. Nel nostro studio abbiamo osservato gli effetti in utero” la dichiarato la Di Pietro secondo la quale “i risultati mostrano che lo sviluppo fetale è suscettibile all’esposizione ambientale misurata tramite il neuro comportamento fetale”. HealthDay - 12 giugno 2013
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			<link>http://www.iss.it/			farm/index.php?id=3776&amp;tipo=9&amp;lang=1</link>
			
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			<title>Osservatorio - HealthDay - Nuovo farmaco per sclerosi multipla collegato a serie complicanze cerebrali</title> 
			<description>Il principio attivo dimetilfumarato, estere metilico dell’acido fumarico, probabile trattamento diffuso per la sclerosi multipla è stato messo in relazione a dei casi, verificatisi in Europa, di leucoencefalopatia progressiva multifocale (progressive multifocal leukoencephalopathy, PML ) rara malattia cerebrale, a volte fatale.&lt;br /&gt;
L’ingrediente è contenuto nel Fumaderm farmaco approvato in Germania nel 1994 per il trattamento della psoriasi, ed è nel Tecfidera approvato dalla Food and Drug Administration lo scorso marzo per il trattamento della sclerosi multipla. E’ conosciuto come un estere dell’acido fumarico che viene comunemente utilizzato come additivo alimentare e utilizzato in Germania per 30 anni.&lt;br /&gt;
Secondo il report pubblicato sul &lt;a title="" href="http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMc1211805"&gt;New England Journal of Medicine&lt;/a&gt; del 25 aprile, tre pazienti che stavano assumendo  Fumaderm per il trattamento della psoriasi hanno sviluppato leucoencefalopatia progressiva multifocale. Un altro paziente ha sviluppato il disturbo cerebrale dopo aver preso un altro medicinale che conteneva dimetilfumarato.
Nella risposta ai report, la Biogen, l’azienda produttrice di entrambi i farmaci, sostiene che Tecfidera è più sicuro perché contiene solo dimetilfumarato, mentre il Fumaderm contiene anche tre altri esteri dell’acido fumarico. HealthDay – 10 giugno 2013
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			<link>http://www.iss.it/			farm/index.php?id=3775&amp;tipo=9&amp;lang=1</link>
			
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			<title>Osservatorio - HealthDay - Il male oscuro e il disturbo post-traumatico da stress</title> 
			<description>Oltre la metà delle persone affette da disturbo post-traumatico da stress, DPTS, soffrono di depressione. Nella ricerca pubblicata online su &lt;a title="" href="http://onlinelibrary.wiley.com/journal/10.1002/(ISSN)1573-6598"&gt;Journal of Traumatic Stress&lt;/a&gt; di giugno sono stati  revisionati  57 studi che hanno compreso oltre 6.600 civili e personale militare con DPTS: il 52% di loro aveva sofferto di depressione.
Il DPTS è un disordine ansiogeno che normalmente si origina da un evento traumatico: tra i sintomi che possono variare dalla “sensazione di blu” ai pensieri suicidari, sono compresi comportamenti di fuga e cattivi ricordi, malinconia opprimente e mancanza di fiducia.&lt;br /&gt;
Nell’articolo vengono  mostrati  i valori percentuali di depressione simili tra uomini e donne con DPTS. Secondo i ricercatori del Dipartimento di scienze psicologiche della Western Reserve University’s i risultati mostrano la necessità di valutare con regolarità i pazienti sia per la depressione che per il DPTS.&lt;br /&gt;
“Se  non si ottiene una valutazione complessiva  del disturbo, si possono perdere importanti elementi conoscitivi” sostiene Nina Rytwinski capo dei ricercatori.
I risultati mostrano anche la necessità di migliorare il trattamento degli uomini. I medici tendono a identificare la depressione con le donne, mentre i sintomi della depressione negli uomini vengono attribuiti,  erroneamente, al DPTS, per cui “i pregiudizi nei confronti degli uomini con disturbo post traumatico da stress, li mettono a rischio di sottodiagnosi e sottotrattamento” ha affermato la Rytwinski. HealthDay - 6 giugno 2013
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			<link>http://www.iss.it/			farm/index.php?id=3774&amp;tipo=9&amp;lang=1</link>
			
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			<title>Osservatorio - HealthDay - Intossicazione da farmaci in età pediatrica. Studio su Pediatrics</title> 
			<description>Come cresce il numero di adulti che assumono farmaci da prescrizione medica, così aumenta il numero di bambini che accidentalmente  subiscono un’intossicazione.
“Tra il 2000 e il 2009 le percentuali d’esposizione pediatrica ai farmaci degli adulti è aumentata” ha dichiarato, su &lt;a title="" href="http://pediatrics.aappublications.org/"&gt;Pediatrics&lt;/a&gt; edizione online del 3 giugno, la dr.ssa Lindsey Burghardt della divisione di pronto soccorso al Boston’s Children Hospital.&lt;br /&gt;
Si è registrata, sottolinea la ricercatrice, l’associazione tra il numero di prescrizioni scritte di medicinali per adulti e l’incremento delle intossicazioni da farmaco.
“Malgrado le precauzioni consigliate (es. i farmaci lontani dalla portata dei bambini, specie per quelli di età inferiore ai 5 anni) e messe in atto per prevenire  incidenti pericolosi, il problema persiste. Il numero delle intossicazioni da farmaco in età pediatrica aumenta.” Il rischio maggiore è quello dell’abuso che gli adolescenti possono fare degli antidolorifici narcotici a scopo ricreazionale, o peggio nei tentativi di suicidio.&lt;br /&gt;
Il dr. Vincenzo Maniaci medico di pronto soccorso pediatrico presso il Miami Children’s Hospital, sottolinea che i medicinali devono essere tenuti in scatole chiuse, perché  “i bambini tendono a prendere qualsiasi cosa, lontano dal piano della cucina, nella borsa o sul comodino accanto al letto”: se un genitore sospetta che il proprio figlio abbia ingerito un farmaco, occorre che chiami immediatamente il pronto soccorso.&lt;br /&gt;
Per provare ad avere una soluzione al problema, che è in aumento, il team coordinato dalla Burghardt ha utilizzato l’indagine del National Poison Data System dal 2000 al 2009  sull’avvelenamento da farmaci prescritti tra i bimbi di 5 anni, e nelle fasce d’età  6-12 e 13-19 anni.&lt;br /&gt;
Sono stati osservati gli avvelenamenti  da farmaci per diabete, colesterolo e pressione alta, e delle intossicazioni da narcotici anti dolorifici: i bambini rischiano, e subiscono lunghi ricoveri, per ingestione di anti diabetici (60.2%) e di farmaci per il controllo della pressione (59.7%).&lt;br /&gt;
Un recente studio di &lt;a title="" href="http://archpedi.jamanetwork.com/journal.aspx"&gt;Jama Pediatrics&lt;/a&gt; edizione online, ha accertato che anche a causa della legalizzazione nello Stato del Colorado dell’uso della marijuana per uso medico, oltre una dozzina di bambini sono rimasti intossicati dal consumo improprio di alimenti (brownies, bevande gassate o dolciumi) corretti con lo stupefacente. HealthDay - 3 giugno 2013


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			<link>http://www.iss.it/			farm/index.php?id=3771&amp;tipo=9&amp;lang=1</link>
			
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			<title>Osservatorio - CDC Features - Mani, piedi e bocca, attenzione al cambio di stagione</title> 
			<description>Le malattie di mani, piedi e bocca sono disturbi contagiosi da virus che di solito colpiscono neonati e bambini. Non esistono vaccini per la prevenzione, ma solo piccole precauzioni per la riduzione del rischio (lavaggio delle mani, evitare di toccarsi occhi, naso e bocca con le mani sporche, evitare contatti stretti con le persone malate, disinfettare spesso le superfici di giochi o i pomelli delle porte, etc, etc). &lt;br /&gt;
Dai &lt;a title="" href="http://www.cdc.gov/Features/handfootmouthdisease/"&gt;Centers for Disease Control and Prevention&lt;/a&gt; ricordano come negli Stati Uniti, e in altre Nazioni, al cambio di stagione, dalla primavera all’autunno, si verificano in molti le infezioni che colpiscono mani, piedi e bocca che si manifestano con  febbre, riduzione di appetito, mal di gola e malessere generale. Uno o due  giorni dopo l’inizio della febbre si sviluppa il dolore in bocca. Si può sviluppare sul palmo delle mani e sulla pianta dei piedi un’eruzione cutanea con macchie rosse, qualche volta su ginocchia, gomito e natiche.&lt;br /&gt;
Sono malattie contagiose specie durante la prima settimana, solitamente non sono  gravi, collocate nel naso, nelle secrezioni  della gola (saliva, sputo, muco nasale), nel fluido delle bolle, nelle feci. I virus si possono diffondere tramite contatto stretto (bacio, abbraccio) o con la condivisione  di tazzine o di altri utensili, con la tosse o lo starnuto, da contatto con le feci nel cambio dei pannolini; tramite il fluido delle bolle o dal contatto con oggetti e superfici. CDC Features - 3 giugno 2013

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			<link>http://www.iss.it/			farm/index.php?id=3772&amp;tipo=9&amp;lang=1</link>
			
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			<title>Osservatorio - Lancet - La salute mentale nel mondo</title> 
			<description>Il 27 maggio 2013, la World Health Assembly ha adottato il &lt;a title="" href="http://www.who.int/mental_health/mhgap/consultation_global_mh_action_plan_2013_2020/en/"&gt;Comprehensive Mental Health Action Plan 2013-2020&lt;/a&gt; con grandi potenzialità per cambiare e indirizzare, nei prossimi 8 anni a livello globale, le politiche a favore della salute mentale.&lt;br /&gt; Su &lt;a title="" href="http://www.thelancet.com/journals/lancet/issue/current"&gt;Lancet&lt;/a&gt; pubblicato l’action plan con  le decisioni che lo affiancano,  primo nella storia dell’OMS/WHO, ricognizione formale dell’importanza della salute mentale per i 194 Stati membri delle Nazioni Unite, oltre che un impegno internazionale a intraprendere azioni specifiche per migliorare la salute mentale e per contribuire al conseguimento di un set di obiettivi concordati. Lancet - 8 giugno 2013
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			<link>http://www.iss.it/			farm/index.php?id=3768&amp;tipo=9&amp;lang=1</link>
			
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			<title>Osservatorio - N Engl J Med - Eculizumab per sindrome emolitico-uremica atipica
</title> 
			<description>La sindrome emolitico-uremica atipica è una malattia genetica rara cronica caratterizzata da microangiopatia trombotica mediata dal complemento.
Ad un anno dalla diagnosi può essere necessario ricorrere a plasmaferesi (scambio di plasma) o ad infusione, trattamento rivelatosi non particolarmente efficace per l’insorgenza di insufficienza renale terminale con danno permanente fino al decesso.&lt;br /&gt;
Eculizumab inibisce la microangiopatia trombotica e migliora la funzionalità renale nei pazienti. &lt;a title="" href="http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa1208981?query=featured_home"&gt;N Engl J Med&lt;/a&gt; - 6 giugno 2013
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			<link>http://www.iss.it/			farm/index.php?id=3769&amp;tipo=9&amp;lang=1</link>
			
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			<title>Osservatorio - HealthDay - Subire atti di bullismo da bambini significa cadere nell'autolesionismo da adolescenti
</title> 
			<description>I bambini vittime del bullismo hanno una probabilità cinque volte maggiore di compiere, col passar degli anni, atti di autolesionismo.
Uno studio condotto da ricercatori dell’University of Bristol, e pubblicato su &lt;a title="" href="http://www.jaacap.com/"&gt;Journal of the American Academy of Child &amp; Adolescent Psychiatry&lt;/a&gt;, ha esaminato quasi 5mila bambini per determinare se vittime  di bullismo all’età di 7-10 anni. All’età di 16-17 anni, è stato loro domandato se  attratti dall’autolesionismo.
Nonostante i bambini  che compivano atti autolesionistici  cercavano di alleviare le tensioni o di interiorizzare la loro angoscia, la ricerca ha accertato che quasi il 27% di quelli che si procuravano dolore  si sentivano di “voler morire”.&lt;br /&gt;
Partendo dai risultati dello studio, i ricercatori britannici hanno concluso che nessuna forma di bullismo e di abuso fisico, dovrebbe essere vista come un innocuo “rito di passaggio”: il medico dovrebbe chiedere sistematicamente al bambino se vittima di prepotenze.&lt;br /&gt;
Secondo  Dieter Wolke, professore alla University of Warwick, “se siamo in grado di eliminare il bullismo, si può abbassare la soglia dell’autolesionismo del 20%”.
Dopo aver valutato altri fattori, come la violenza domestica, l’ambiente e le condizioni economiche della famiglia, i risultati hanno dimostrato il collegamento tra l’essere vittima di bullismo da giovane e l’autolesionismo durante l’adolescenza. Il bullismo, dicono i ricercatori, può  aumentare nei bambini il rischio di depressione  o peggiorare gli effetti negativi di una situazione familiare già critica. Molti sono quelli che soffrono in silenzio e non parlano mai delle violenze che subiscono, ha considerato Wolke secondo cui sono le  ragazze le più probabili a sviluppare sintomi di depressione e di cadere nell’autolesionismo.&lt;br /&gt;
“Mentre il bullismo aumenta il rischio depressione, molti adolescenti nel nostro studio risultano compiere autolesionismo senza essere depressi. E’ importante quindi che se i bambini o gli adolescenti mostrano segnali di autolesionismo o manifestano sintomi non specifici come mal di testa, di stomaco o fuga dalla scuola, dobbiamo considerare il bullismo come una possibile causa. E dobbiamo fornir loro sostegno”. HealthDay - 31 maggio 2013


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			<link>http://www.iss.it/			farm/index.php?id=3770&amp;tipo=9&amp;lang=1</link>
			
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			<title>Osservatorio - MMWR Morbidity and Mortality Weekly Report - I messaggi contro il fumo, la volontà di smettere. Studio dei CDC</title> 
			<description>Le campagne mass-mediatiche contro il fumo aiutano a ridurre la prevalenza di fumatori scoraggiando i giovani ad iniziare, e incoraggiando quelli che già fumano, a smettere. Smettere di fumare è un processo non immediato,  costituito da vari livelli: l’intenzione precede i tentativi. I CDC hanno analizzato nel periodo 2008-2011  i dati provenienti da 17 Paesi che hanno partecipato al &lt;a title="" href="http://www.who.int/tobacco/surveillance/gats/en/"&gt;Global Adult  Tobacco Survey, GATS&lt;/a&gt;, e valutato se la consapevolezza delle informazioni contro il fumo presenti su televisione, radio, tabelloni pubblicitari, e giornali, veniva associata con l’intenzione del fumatore di smettere.&lt;br /&gt;
L’informazione contro il tabagismo sui media aiuta a ridurre il consumo di tabacco incoraggiando i fumatori a smettere, e risulta più efficace se presentata su più canali mediatici. &lt;a title="" href="http://www.cdc.gov/mmwr/preview/mmwrhtml/mm6221a2.htm#tab2"&gt;MMWR Morbidity and Mortality Weekly Report&lt;/a&gt; - 31 maggio 2013
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			<link>http://www.iss.it/			farm/index.php?id=3764&amp;tipo=9&amp;lang=1</link>
			
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		<item>
			<title>Osservatorio - HealthDay - Il disturbo post traumatico da stress dopo una crisi cardiaca è collegato alla scadente qualità del sonno notturno
</title> 
			<description>Chi ha vissuto il disordine da stress post traumatico (post traumatic stress disorder, PTSD) conseguente l’attacco cardiaco, può avere difficoltà nel riposo notturno.
Secondo i ricercatori della &lt;a title="" href="http://www.cumc.columbia.edu/"&gt;Columbia University Medical Center&lt;/a&gt; il sonno insufficiente è tipico dei pazienti con PTSD che può aiutare a spiegare l’associazione con l’attacco cardiaco e la scarsa qualità del sonno.&lt;br /&gt;
Jonathan Shaffer, autore dello studio con i colleghi della Columbia’s Center for Behavioral Cardiovascular Health, ha esaminato la relazione tra disturbo post traumatico e il sonno di  200 pazienti che hanno avuto una crisi di cuore:  la maggior quantità di sintomi legati al PTSD i pazienti li provano dopo la crisi cardiaca. Oltre al sonno insufficiente, vissuto nel mese successivo all’attacco di cuore, si verificano ansia, comportamenti di fuga e la ricorrenza di cattivi ricordi.&lt;br /&gt;
Inoltre, i sintomi peggiori di PTSD sono stati collegati ad una qualità del sonno più scadente, ad un riposo più breve, al sonno interrotto, all’uso di sonniferi e alla sonnolenza durante l’arco della giornata.&lt;br /&gt;
Il genere sessuale sembra avere un ruolo. La ricerca pubblicata su &lt;a title="" href="http://www.springer.com/medicine/journal/12160"&gt;Annals of Behavioral Medicine&lt;/a&gt;, rivela che, dopo l’attacco cardiaco, le donne rischiano di più una cattiva qualità del sonno: chi ha una scarsa qualità del sonno a seguito di un attacco cardiaco è più probabile che soffra di depressione e di aumento dell’indice di massa corporea.&lt;br /&gt;
Gli autori dello studio notano che i problemi funzionali con il “sistema nervoso autonomo”, la parte del sistema nervoso che regola le funzioni e i movimenti involontari del corpo, come la respirazione, sia associata al PTSD e al sonno interrotto. I ricercatori suggeriscono che la disfunzione del sistema nervoso  possa essere la causa di entrambi i problemi. HealthDay – 30 maggio 2013

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			<link>http://www.iss.it/			farm/index.php?id=3767&amp;tipo=9&amp;lang=1</link>
			
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