
La casistica recente dimostra che la distribuzione illegale di farmaci sul territorio ha una bassa incidenza e sfrutta in maniera discontinua i canali di distribuzione meno controllati, come ad esempio i negozi "etnici" di alcune comunità straniere: il rinvenimento del prodotto sospetto potrebbe quindi avvenire per opera di un investigatore non specializzato, che dovrà rapportarsi agli esperti presenti a livello centrale per poter classificare correttamente il caso.
Laddove le forze di polizia locali rinvengano prodotti sospetti, riportano il fatto nella denuncia, facendo sì che il caso arrivi all’attenzione degli enti di coordinamento centrali, come la Direzione Centrale della Polizia Criminale (DCPC).
Le attività di contrasto alla contraffazione portate avanti dalle diverse forze di polizia operanti sul territorio vengono raccordate attraverso la DCPC, istituita nel 1984, allo scopo di coordinare le attività finalizzate a contrastare i fenomeni criminali.
La Direzione è da sempre uno dei principali attori coinvolti nella lotta alla contraffazione farmaceutica e funge da trait d’union tra IMPACT Italia e gli investigatori delle forze specializzate, come per esempio la Polizia postale, o le forze di polizia locali.
Nella DCPC, il coordinamento informativo anticrimine e per l’analisi strategica interforze sui fenomeni criminali è garantito dal Servizio Analisi Criminale (SAC), che ha istituito appositi "desk interforze", di carattere temporaneo, dedicati a problematiche connesse alla tutela della proprietà industriale ed intellettuale, come la contraffazione farmaceutica.