
L’OMS definisce come contraffatto quel farmaco la cui etichettatura è stata deliberatamente e fraudolentemente preparata con informazioni ingannevoli circa il contenuto o l’origine del prodotto.
Il fenomeno della produzione e vendita di farmaci contraffatti, sviluppatosi nell’ultimo decennio con andamento esponenziale, ha ormai raggiunto proporzioni tali da rappresentare un grave problema di salute pubblica oltre che un ingente danno economico.
Nei Paesi in via di sviluppo la contraffazione ha una diffusione estremamente elevata, principalmente a causa delle insufficienti risorse umane e finanziarie e di una legislazione debole relativa alla produzione, distribuzione e importazione dei medicinali. Il fenomeno riguarda soprattutto farmaci salva-vita quali gli antibiotici, gli antimalarici, gli antitubercolari e gli antiretrovirali per la terapia dell’AIDS.
Nei Paesi industrializzati la contraffazione farmaceutica presenta caratteristiche ed entità molto differenti rispetto a quelle dei Paesi in via di sviluppo. Il fenomeno, infatti, riguarda soprattutto i farmaci nuovi e costosi, i cosiddetti "life-style products" (anabolizzanti, ormoni della crescita, alcuni glucocorticoidi, prodotti contro l’impotenza e alcuni psicotropici). Questi prodotti contraffatti sono spesso commercializzati illegalmente nei cosiddetti "afro-shops", nelle palestre e attraverso il mercato in internet.
Ci sono molte tipologie diverse di farmaci contraffatti. (Immagini in allegato)
Alcuni sono copie pressoché indistinguibili di prodotti con marchi originali.
Alcuni hanno l’aspetto di medicinali veri, mentre altri vantano proprietà farmacologiche tipiche di prodotti farmaceutici noti, ma utilizzano marchi di fantasia.
Per tutte queste diverse tipologie di prodotto, non sono garantite la vera composizione e gli effetti terapeutici dichiarati.
Arrivando da canali non controllati, sono da considerarsi pericolosi in quanto la loro produzione e la loro distribuzione non sono effettuate secondo procedure approvate e convalidate.
Inoltre, non sono sottoposti ad alcun controllo da parte delle autorità competenti.
Volendo schematizzare, si possono distinguere almeno quattro categorie differenti di "falso", con crescente pericolosità potenziale:
- prodotti che contengono gli stessi principi attivi (ottenuti legalmente o illegalmente) e gli stessi eccipienti, nella giusta quantità;
- prodotti che contengono le giuste componenti, ma non nelle quantità esatte, e/o le cui formulazioni farmaceutiche non rispettano i requisiti richiesti in relazione, per esempio, all’origine delle materie prime, o alla scadenza e alla biodisponibilità del prodotto finito;
- prodotti che esteriormente appaiono simili a quelli autentici, ma che contengono principi non attivi o contengono altre sostanze in sé non nocive;
- prodotti che esteriormente appaiono simili a quelli autentici, ma che non possiedono gli stessi principi attivi e contengono addirittura sostanze nocive.
È evidente come le diverse tipologie di contraffazione abbiano un impatto differente sulla salute pubblica: ma sia il farmaco senza attività, che quello prodotto senza controlli e con materiali di qualità bassa, o addirittura con ingredienti tossici, causa comunque un danno al paziente, quanto meno per l’assenza di efficacia terapeutica.
Un farmaco contraffatto costituisce sempre un grave rischio per la salute.