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Celiachia: pazienti sottostimati, 7 su 10 non sanno di essere celiaci. Attenzione alle auto-diagnosi e alla moda del gluten free

ISS 20 maggio 2016

In Italia il 70% dei celiaci risulta non diagnosticato e soprattutto non trattato. Un dato ben lontano dalle 600.000 diagnosi attese. E se da un lato la celiachia è la malattia più sotto-stimata, dall’altro è anche quella che ha un altissimo numero di diagnosi sbagliate. Questo a causa di diagnosi fai-da-te, risposte cercate su Internet e sui social network, "mode" secondo cui togliere il glutine dalla dieta fa comunque bene, una serie insomma di credenze e falsi miti che fa male alla salute. Per far luce in questo groviglio e trovare la strada per uscire dal labirinto, l’Istituto Superiore di Sanità ha organizzato il convegno "Allergie, intolleranze e celiachia: tra verità scientifiche e falsi miti", in collaborazione con l’Associazione Italiana Celiachia e la Società Italiana di Scienze Applicate alle Piante Officinali e ai Prodotti per la Salute.

"L’esposizione al glutine per un soggetto celiaco, significa non solo la persistenza dei sintomi e segni legati alla malattia e un aumentato rischio di complicanze - spiega Marco Silano, esperto di celiachia dell’ISS - ma anche giorni persi di lavoro e un carico di spese per il SSN. Pertanto la diagnosi precoce di celiachia non è solo un atto dovuto per ciascun paziente, ma anche un intervento di sanità pubblica. In questo senso va considerato l’aggiornamento delle linee guida per la diagnosi e il follow-up della celiachia, pubblicato lo scorso agosto nella Gazzetta Ufficiale"

"Le difficoltà di una diagnosi precoce e corretta - conclude Silano - sono molte: la scarsa conoscenza delle modalità di esordio da parte dei medici che operano sul territorio; le indicazioni che si trovano sui social per ricorrere a test diagnostici di intolleranze ed allergie, privi di alcun fondamento scientifico, che per di più costano molto e portano a diete di esclusione senza motivo; la moda del glutine dannoso per tutti, per la quale si è addirittura arrivati a coniare il termine glutenfobia, e che può portare a mancate diagnosi o a ritardi nelle stesse".

Pubblicato il 20-05-2016 in Primo Piano , aggiornato al 20-05-2016

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