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   Responsabile: Marina Torre
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Il progetto

Come è nato il RIAP

Le patologie dell’apparato muscolo-scheletrico sono la causa più nota e più comune di malattie croniche ad alto potenziale di disabilità, rappresentando il 50% nei soggetti di età superiore a 65 anni. Nel caso di patologie riguardanti l’articolazione di ginocchio o di anca è ampiamente riportato nella letteratura internazionale che l’impianto di un dispositivo protesico ha come risultato, nella quasi totalità dei casi, un miglioramento della qualità della vita dei pazienti in quanto viene ripristinata la funzionalità articolare e abolita la sintomatologia dolorosa.

In Italia, ogni anno si effettuano oltre 160 mila interventi di artroprotesi. L’esplosione di questo fenomeno e il notevole impatto che esso produce sulla spesa sanitaria, ha suscitato l’interesse delle autorità sanitarie all'organizzazione di registri, necessari per monitorare l’utilizzo dei dispositivi protesici valutando come end point la loro sopravvivenza in vivo.

Sulla base di positive esperienze condotte nei paesi scandinavi dagli anni '70, a partire dal 2000 alcune regioni italiane hanno organizzato in maniera autonoma registri degli interventi di sostituzione protesica dell'anca. I risultati positivi ottenuti in ambito regionale hanno suggerito la possibilità di ampliare la raccolta dati su scala nazionale. Nel 2005 tutte le regioni hanno convenuto sulla necessità di istituire un registro nazionale e si sono dimostrate favorevoli ad adottare un'architettura come federazione di registri regionali con il coordinamento di un'istituzione super partes come l'Iss.

L’Iss ha quindi rappresentato la sede ideale per la raccolta centralizzata dei dati, per l'esperienza acquisita con l'organizzazione di vari registri epidemiologici, tra cui quelli dedicati alla sorveglianza e al monitoraggio di specifiche patologie.

A partire dal 2006, sulla base di queste indicazioni il Ministero della salute, Direzione generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico, ha finanziato una serie di studi, che hanno considerato in primis la protesi di anca e successivamente la protesi di ginocchio, con l'obiettivo di:

1. eseguire un'analisi epidemiologica e una mappatura a livello nazionale degli interventi di sostituzione protesica dell'anca proponendo un modello di flusso informativo;

2. sviluppare e testare il modello proposto, basato sull'utilizzo delle Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO), integrate da un set minimo di informazioni aggiuntive relative al paziente;

3. avviare un arruolamento progressivo delle Regioni e vagliare, limitatamente ad alcuni specifici contesti, la possibilità di effettuare valutazioni dell'esito mediante la misura della qualità della vita dei pazienti operati.

Pubblicato il 20-10-2014 in Il progetto , aggiornato al 07-04-2016

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