
Centro Nazionale di Epidemiologia,
Sorveglianza e Promozione della Salute
Istituto Superiore di Sanità
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La banca dati è stata elaborata dall' Ufficio di Statistica dell'ISS, in collaborazione con il Settore Informatico del SIDBAE dell'ISS. Essa fornisce una descrizione della mortalità osservata in Italia nel periodo 1980-2003 e 2006-2008. Vengono presentati, in totale e separatamente per uomini e donne, sia il numero assoluto di decessi che la popolazione cui essi si riferiscono ed i corrispondenti tassi di mortalità. Tali dati possono essere analizzati per anno di morte, regione di residenza, causa di morte e classe di età. La pagina di selezione permette di scegliere le modalità di interesse di queste quattro variabili
Fonte dei dati
I dati sui decessi sono ottenuti dalla
rilevazione ISTAT sulle cause di morte che raccoglie, controlla e codifica le schede di certificazione
di morte. I dati relativi alla popolazione derivano da stime effettuate in collaborazione tra l’Ufficio di
statistica dell’ISS e l’ISTAT.
Presentazione dei risultati
Le tabelle riportano separatamente per uomini, donne e totale, e per ciascuna
combinazione selezionata delle altre variabili (età, anno, causa e regione) le seguenti informazioni:
numero di decessi osservato;
Popolazione media annua;
tasso di mortalità, calcolato come rapporto tra decessi e popolazione, per 100,000.
per la categoria Tasso standardizzato, viene presentato il tasso di mortalità aggiustato per età utilizzando come riferimento la popolazione mondiale, ed il corrispondente errore standard.
Avvertenze
Per una corretta interpretazione dei dati qui presentati, vanno tenute presenti
le seguenti considerazioni:
La mortalità è un indicatore parziale dello stato di salute di una popolazione.
Molte malattie di grande diffusione ed impatto sociale (artrosi, diabete, ipertensione, ecc ),
presentano bassi o addirittura trascurabili livelli di mortalità. Inoltre, importanti diminuzioni
della mortalità di alcune gravi patologie, come alcuni tumori, possono essere dovute a
progressi nella diagnosi o nel trattamento, anche se la frequenza della malattia rimane stabile
o è addirittura in aumento.
L’attribuzione della causa di morte, così come riportata nelle schede della
rilevazione, si basa sulla diagnosi del medico curante o del medico necroscopo e non necessariamente
sulla completa documentazione clinica. La validità dei dati di mortalità per causa non è quindi
assoluta, ma dipende strettamente dalla correttezza della certificazione.
Si intende convenzionalmente come causa di morte la causa iniziale, cioè la
malattia che ha dato inizio a quel concatenamento di eventi, il cui esito finale è stato il decesso.
Vengono qui presentati i dati relativi alla mortalità generale
(per tutte le cause) ed alla mortalità per 56 cause selezionate. Queste comprendono le principali
cause di morte. Molte altre cause, caratterizzate da bassi livelli di mortalità o da gravi incertezze nella
diagnosi e nella classificazione, non vengono prese in considerazione.
Le cause considerate non sono tra loro mutuamente esclusive. Ad esempio, i
decessi per malattie ischemiche figurano, oltre che nella categoria specifica, anche in quella più
ampia delle malattie del sistema cardiocircolatorio. Lo stesso dicasi per i singoli tumori maligni
nell’ambito della categoria generale dei tumori, ecc.
I valori numerici associati alle cause di morte nel quadro di selezione rappresentano i relativi codici secondo la nona o decima revisione della Classificazione Internazionale delle Malattie.
La numerosità della popolazione si riferisce alla popolazione media residente
stimata, per classe di età, genere e regione, nell’anno considerato. Essa è ottenuta aggiornando i
valori rilevati ai censimenti con i dati riguardanti le nascite, i decessi, ed i trasferimenti di
residenza relativi al periodo tra il censimento e l’anno di riferimento. I dati di popolazione sono
quindi il risultato di stime e non coincidono perciò necessariamente con analoghi valori ottenuti
con differenti metodi di stima.
Il tasso standardizzato è calcolato con il metodo diretto, ed è sempre riferito
a tutte le età. Esso si utilizza per confrontare i livelli di mortalità tra popolazioni diverse, o
della stessa popolazione in periodi diversi, eliminando il possibile effetto delle diverse strutture
per età.
In ultimo, va fatto osservare che qualora il risultato di una interrogazione
(per qualsivoglia combinazione di età, anno, causa e regione) dia luogo ad un numero di decessi
inferiori o uguali a 3, nel rispetto della legge sulla privacy (decreto legislativo 196/03), il numero di decessi
verrà indicato solamente con il simbolo "<= 3" e i tassi e le somme ad esso riferite
saranno calcolati come se il valore suddetto fosse uguale a 3.