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Per i trattamenti abbronzanti sono utilizzate due categorie, nettamente distinte, di sorgenti di RUV, l'una diversa dall'altra sia per le caratteristiche di emissione di RUV, sia per i filtri necessari ad eliminare le lunghezze d'onda indesiderate; esse sono:
- I tubi fluorescenti a bassa pressione, che emettono prevalentemente radiazioni UVA o prevalentemente radiazioni UVB, con emissione a banda larga o a banda stretta;
- Le lampade a scarica ad alta pressione e ad alta intensità, che emettono virtualmente solo UVA o una combinazione di UVA e UVB.
Le apparecchiature impiegate nell'abbronzatura della pelle sono attualmente oggetto di una norma tecnica internazionale che in alcune nazioni è recepita nella legislazione, elaborata dalla Commissione Elettrotecnica Internazionale (IEC 1995). Detta norma individua e definisce quattro tipi di apparecchiature:
- Apparecchiature UV di tipo 1; sono quelle che emettono RUV tale che l'effetto biologico viene prodotto dalla radiazione avente lunghezza d'onda maggiore di 320 nm e la cui irradianza*, nell'intervallo spettrale compreso fra 320 e 400 nm, è relativamente elevata (≥15mW m-2 ). L'irradianza a lunghezza d'onda inferiore a 320 nm è limitata a 0.5 mW m-2 ;
- Apparecchiature UV di tipo 2; sono quelle che emettono RUV tale che l'effetto biologico viene prodotto dalla radiazione di lunghezza d'onda sia inferiore sia superiore a 320 nm e sono caratterizzate da una relativamente elevata irradianza (≥ 150 mW m-2 ) fra 320 e 400 nm. L'irradianza a lunghezza d'onda inferiore a 320 nm è compresa tra 0.5 e 150 mW m-2 ;
- Apparecchiature UV di tipo 3; sono quelle che emettono RUV tale che l'effetto biologico viene prodotto dalla radiazione di lunghezza d'onda sia inferiore sia superiore a 320 nm e sono caratterizzate da una irradianza limitata. (≥ 150 mW m-2 ) in ciascuna regione spettrale della RUV;
- Apparecchiature UV di tipo 4; sono quelle che emettono RUV tale che l'effetto biologico viene prodotto prevalentemente da radiazione di lunghezza d'onda inferiore a 320 nm (con valori d'irradianza superiori a di 150 mW m , mentre nell'intervallo spettrale 320 - 400 nm l'irradianza non deve superare 150 mW m-2 ).
Fig. 1: Spettro d'azione normalizzato (standard) dell'eritema
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I rischi sanitari associati con l'uso di ciascun tipo di apparecchiatura sono differenti come le caratteristiche delle emissioni (Gies et al. 1986).
Le apparecchiature di tipo 4, caratterizzate da elevati livelli di emissioni nella regione UVB (280÷315 nm) devono essere usate su prescrizione del medico e non a scopo abbronzante, principalmente a causa della ben nota associazione tra UVB e tumori della pelle. La maggior parte delle apparecchiature oggi utilizzate emettono UVA (315-400nm), e sono apparecchiature UV di tipo 1, 2 e 3. In questo documento il termine “lettino solare” si riferisce ad apparecchiature UV di tipo 1, 2 e 3, anche se quelle di tipo 4 vengono ancora vendute agli esercizi commerciali che effettuano trattamenti abbronzanti.
Nell'ultimo decennio la crescente evidenza scientifica di rischi a lungo termine indotti dalla radiazione UVA su occhi e pelle ha indotto i costruttori ad aumentare il contenuto di UVB emesso dalle lampade abbronzanti allo scopo di simulare maggiormente l'esposizione naturale al sole. Questo cambiamento ha permesso di ottenere l'abbronzatura con tempi di esposizione più brevi.
E' noto che il rapporto tra UVA e UVB nello spettro solare cambia nel corso del giorno e presenta ampie variazioni a seconda della stagione e della latitudine. Inoltre è importante ammettere che non vi è una solida evidenza scientifica a sostegno di un minor rischio dell'abbronzatura ottenuta con sorgenti che emettano prevalentemente UVA oppure prevalentemente UVB; e, d'altra parte, l'uso di sorgenti che simulano lo spettro solare non è necessariamente “più sicuro” di altre sorgenti artificiali.
* Tutti i valori di irradianza indicati sono espressi in unità efficaci, perché sono pesati in base all'efficacia eritemigena (Fig. 1). Nello standard internazionale, la Commissione Elettrotecnica Internazionale (IEC) ha usato, per caratterizzare la radiazione UV, lunghezze d'onda tra 320 e 400 nm e< 320 nm.
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