
Teodora Macchia
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Il 19 maggio scorso è stata la giornata mondiale contro la diffusione dell'epatite e dall'European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction giungono alcune riflessioni sul fenomeno. Dalle informazioni pubblicate sul sito istituzionale EMCDDA, emerge che in Europa siano in aumento i casi di trasmissione del virus dell'Epatite C (HCV) per via parenterale.
L'epatite C è una forma di epatite (infezione del fegato) causata dal virus Hepatitis C Virus (HCV). Una volta penetrato nel fegato il virus causa una epatite acuta che però, nella maggior parte dei casi, è asintomatica. Ciò fa sì che la malattia possa divenire cronica (nell'80% dei casi) senza che il paziente se ne accorga, né possa quindi curarla precocemente. Si presume che su 100 persone infettate dal virus HCV solamente il 15% non sviluppa alcuna patologia cronica liberandosi dal virus grazie al proprio sistema immunitario, il restante 85% sviluppa forme croniche della malattia con complicanze che nel 17% dei casi evolvono in cirrosi epatica, mentre nel 2% in carcinoma epatocellulare.
Ad oggi le stime indicano che nell'Unione europea, siano circa 1 milione le persone che hanno utilizzato sostanze stupefacenti iniettandosele. Fra essi, dunque, un'ampia percentuale potrebbe aver contratto il virus HCV.
In generale fra il 40% ed il 90% di coloro che utilizzano presidi medici chirurgici come la siringa, hanno poi un'elevata possibilità di contrarre la patologia subito dopo la prima iniezione. Infatti la pratica parenterale, prevede la condivisione di aghi, siringhe e altro materiale.
L'alta prevalenza di infezione rappresenta un serio problema per la salute pubblica nell'Unione Europea, situazione aggravata dal fatto che molti fra coloro che hanno contratto il virus non sono consapevoli del loro status di infezione.
www.emcdda.europa.eu