
Teodora Macchia
Istituto Superiore di Sanità
Viale Regina Elena 299
00161 - Roma (I)
Telefono: 06 4990 2070 - 2735
Fax: 06 4990 3110
paolo.berretta@iss.it
Data l'ampia e rapida crescita dell'etnia ispanica all'interno della popolazione americana, molte ricerche si sono concentrate sui modelli di dipendenza da droghe e alcol negli ispanici rispetto alle altre etnie. Focalizzando l'attenzione sulle donne di etnia ispanica, è emerso che i loro tassi di consumo di droga e alcol non sono differenti da quelli di donne di altre etnie. Le ispaniche tuttavia hanno maggiori difficoltà nell'accesso ai trattamenti e ad altri servizi per la salute, inclusi quelli per l'abuso di droghe, e corrono maggiori rischi di morti droga-correlate, lesioni volontarie o involontarie, esposizione alla violenza, aumento dei costi per curare la propria salute, alti tassi di abbandono scolastico e coinvolgimento in attività criminali.
Il Dipartimento di Psichiatria e Scienze comportamentali dell'università UCLA di Los Angeles ha realizzato uno studio per analizzare l'utilizzo di sostanze da parte di donne ispaniche che, tra il 2000 e il 2002, hanno partecipato a uno dei 40 programmi di trattamento per uso di sostanze dedicati esclusivamente a donne e realizzati in California. I risultati, comparati con quelli di programmi misti, sono stati quindi valutati dieci anni dopo le dimissioni dal trattamento.
Comparate con quelle presenti nei programmi misti, le donne ispaniche dei programmi specifici hanno dimostrato una più forte necessità di trattamenti,indicata dal pesante uso di alcol e droghe, dai problemi di salute fisica e mentale e dal coinvolgimento in problemi giudiziari al momento dell'ammissione in trattamento. Queste donne risultavano avere inoltre minori risorse economiche e un più basso livello d'istruzione.
In sintesi, concludono gli autori, i risultati di lungo periodo tra le donne ispaniche sono comparabili con quelli relativi alle donne inserite in programmi misti, nonostante le forti differenze nel bisogno di servizi al momento dell'ingresso in trattamento.
Fonte: Redazione Drog@news