
Teodora Macchia
Istituto Superiore di Sanità
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Tabacco, sesso, internet, cibo, shopping…ognuno ha le proprie debolezze. Ma cosa succede se queste "debolezze", diventano una vera e propria ossessione fino a tramutarsi in dipendenza? Come ci si accorge di aver perso il controllo delle proprie azioni?
La dipendenza viene definita come l’incapacità di rinunciare a qualcosa, a qualcuno o ad una sensazione, che soddisfa i nostri desideri procurandoci piacere. Per porre fine ad un disagio interiore, spesso si mettono in atto dei comportamenti che assicurano benessere e serenità. Col passare del tempo però, può accadere che questi comportamenti si tramutino in impulsi difficilmente controllabili. In caso di non soddisfazione di questi impulsi, se cioè le stesse azioni che prima procuravano piacere, ora risultano inefficaci, la persona dipendente inizierà a provare un enorme vuoto che presto diventerà irritabilità, tristezza, e potrà portare nei casi più gravi, alla depressione.
Diventando dipendente, infatti, la persona perde la propria capacità di decidere e di agire, e benché spesso riconosca questa situazione difficile e desideri uscirne, i tentativi che mette in atto possono verificarsi spesso fallimentari.
I fattori che possono scatenare un comportamento dipendente sono molteplici, così come gli effetti della dipendenza possono essere più o meno dannosi a seconda della gravità della stessa. Alcuni atteggiamenti possono essere facilmente gestibili, altri meno, altri ancora possono portare ad una dipendenza patologica o celare un disturbo di personalità dipendente.
Fra le dipendenze più frequenti troviamo quelle da sostanze psicoattive legali e socialmente accettate (come l’alcol, il tabacco o alcuni medicinali), quelle illegali (come le droghe sintetiche, l’eroina o la cocaina) e le dipendenze da attività ed abitudini che, agite in modo compulsivo, scombussolano la vita quotidiana.
Fare shopping, mangiare, pulire, fare sesso, lavorare, fare sport o giocare d’azzardo, infatti, sono attività che creano dipendenza nel momento in cui la persona non può più rinunciarvi e si sente obbligata a compierle, pena la frustrazione e l’angoscia.
Molto frequenti e purtroppo limitanti per la persona, sono anche le dipendenze affettive.
Quanti di noi hanno amici che non fanno nulla senza la loro dolce metà perché soli si sentono "persi", amiche che vivono rapporti simbiotici con i loro compagni e che sono disposte ad annullarsi pur di non rimanere sole oppure genitori che non riescono a "lasciare andare" i loro figli e li coccolano e li proteggono morbosamente fino all’età adulta, perché solo così si sentono utili e vivi, e ancora figli che seppur non più giovanissimi hanno il costante bisogno di sentirsi supportati e sostenuti dai genitori? Ecco, questi sono solo alcuni dei tanti esempi di relazioni affettive potenzialmente dipendenti.
Testo redatto dalla Dott.ssa Daniela Zaza
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