
Teodora Macchia
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In un articolo pubblicato sul Journal of Psychopharmacology, Fabrizio Schifano professore all’Hertfordshire's School of Pharmacy ha riportato gli esiti di una ricerca che evidenzia la causa della morte di 1022 persone che hanno utilizzato cocaina o crack fra il 1990 e il 2004.
La ricerca è stata effettuata prendendo in analisi tutti i certificati di decesso nei quali veniva mensionata la cocaina come sostanza assunta dal soggetto (quanto meno nell'ultimo anno di vita). Gli items considerati dal professor Schifano (considerata la disponibilità incrementale della cocaina sul mercato negli ultimi 15 anni) sono state sia la recidività, sia le richieste di trattamento, sia le patologie cerebrali, sia i prezzi della sostanza, che il suo grado di purezza. È dunque evidente come l'abbassamento progressivo del prezzo sul mercato illecito abbia incentivato (negli ultimi anni) all’utilizzo una porzione sempre maggiore di persone. Dalla documentazione presa in esame si è potuto notare come si sia abbassata anche la qualità della cocaina che ha "costretto" i consumatori ad assumerne quantità sempre maggiori al fine di riceverne l'effetto desiderato.
Questa notizia che arriva dalla Gran Bretagna è ovviamente di primario interesse per tutta l'Europa perché la sempre maggiore disponibilità non solo coadiuva l'iniziazione all'utilizzo e la cronicizzazione del consumo, ma spiana la strada a nuove patologie e maggiori decessi correlati all'abuso.
di Paolo Berretta