
Teodora Macchia
Istituto Superiore di Sanità
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Gli studi effettuati in questo settore sono prevalentemente riferiti a casi di incidenti stradali mortali a seguito dei quali, e solo in tal caso, sono stati effettuati accertamenti tossicologici. Resta in ogni caso nella pratica totalmente sconosciuta la prevalenza dei soggetti che fanno uso saltuario o abituale di sostanze, che poi guidano, e con quale esito. Una particolare attenzione in tal senso meritano gli psicostimolanti (come cocaina, amfetamine e derivati) che, sempre più diffusi nel consumo, rappresentano un ulteriore rischio alla guida per lo stato di euforia ed alterata percezione delle proprie capacità indotto anche da singole assunzioni.
Tale conoscenza diventa oggi indispensabile anche a causa delle abitudini assuntive sempre più a rischio e sempre più diffuse soprattutto tra i giovani che rappresentano lo zoccolo duro di ogni intervento e campagna di prevenzione in termini di sicurezza stradale.
Sulla base degli studi epidemiologici oggi disponibili, si è raggiunto un grado di ragionevole convinzione che le sostanze psicoattive (di cui alcol e droghe fanno parte) influenzano attenzione, concentrazione ed adeguatezza di risposta ad un dato stimolo, o riducendo i tempi di reazione, o esasperandoli per eccessiva fiducia, per aumento dell'aggressività o sottostima del rischio per effetto ad es. di stimolanti.
L'associazione di sostanze tra loro, abitudine che si va consolidando anche tra i giovani, comporta il manifestarsi di un "effetto" anche a concentrazioni limitate di sostanza nel sangue; di conseguenza una condotta di guida inadeguata o pericolosa può essere riferita a livelli di concentrazione modesti e difficilmente rilevabili con gran parte dei metodi analitici utilizzati nella routine.
Il controllo e l'accertamento di comportamenti di guida a rischio per effetto di sostanze risultano di conseguenza, oggi più che mai, necessari nonostante le concrete difficoltà concettuali ed operative che comportano; occorre sviluppare una conoscenza di riferimento sulla prevalenza di soggetti incorsi in incidente, ma non esclusivamente sui deceduti, con positività alle droghe e, su questa conoscenza dimensionare le procedure e le metodologie di accertamento più adeguate.
Studi di questo tipo presentano però una notevole complessità di ordine operativo-procedurale e tecnico-analitico come rilevato attraverso una ricerca da noi condotta nell'area romana. Questa ricerca pilota, condotta nell'ambito del progetto "Alcol, sostanze e sicurezza stradale", finanziata dall'allora Ministero dei Lavori Pubblici è stata effettuata in collaborazione con le Tossicologie Forensi dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e dell'Università La Sapienza presso le quali sono ubicati i due Obitori comunali cui afferiva la totalità dei soggetti deceduti per infortunio stradale.
Su un campione di oltre 200 soggetti arruolati secondo un protocollo stabilito, gli esami biochimico-tossicologici rilevava positività all'etanolo nel 19.2% dei casi (il 40% con concentrazioni superiori ai 50 mg/100 ml di sangue; il 60% con alcolemie superiori agli 80 mg/100 ml di sangue, superiori cioè al limite legale stabilito dalla normativa al tempo vigente). Il 18.6% dei casi testati era positivo per sostanze psicotrope diverse dall'alcol: cannabinoidi (su sangue), cocaina, amfetamine (su urine) benzodiazepine. Erano inoltre positivi per i cannabinoidi i 2 pedoni deceduti esaminati. In sintesi, è risultato positivo per alcol e/o altre sostanze quasi il 40% (37.8%) del totale dei casi analizzati. Questo risultato, anche se preliminare, sottolinea l'urgenza di approfondire la conoscenza del fenomeno dell'uso di sostanze psicoattive (così rilevanti per l'aspetto cognitivo - comportamentale) in relazione alla insicurezza di guida, non solo per l'applicazione dell'art. 187 del Codice della Strada ma anche per finalità di tipo squisitamente sanitario.
A tale riguardo l'Istituto Superiore di Sanità è impegnato in ricerche finalizzate alla diagnostica per il Nuovo Codice della strada puntando anche l'attenzione su procedure, approcci analitici e dispositivi adeguati in termini di sensibilità, specificità, e non ultimo di praticabilità. In termini di prevenzione, particolare interesse rivestono sia l'informazione (particolarmente su sostanze psicotrope e ricreazionali a torto considerate di scarsa o nulla influenza sulle performance di guida) che la formazione (del personale del SSN e delle Forze dell'Ordine). Alla luce di quanto detto, ed in risposta alle specifiche richieste che pervengono al nostro Istituto, in questa sezione del sito si renderanno disponibili riferimenti normativi, materiale didattico, sintesi di lavori di particolare interesse tratti dalla letteratura scientifica internazionale, schede tecniche e quant'altro possa essere utilizzato da operatori socio-sanitari e insegnanti a fini informativi e didattici.
Nella sezione "Area Laboratorio", inoltre, sono disponibili schede tecniche ed approfondimenti dedicati specificamente alla diagnostica nel Codice della strada.