
Teodora Macchia
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L'integrazione multimodale delle moderne tecniche di neuroimmagine può rappresentare un validostrumento, per meglio comprendere la variabilità neurobiologica che caratterizza i complessi tratti comportamentali di ciascun individuo. In particolare le tecniche d'analisi genetica possono avere profonde implicazioni nel campo delle dipendenze. L'impulsività descritta in soggetti tossicodipendenti e le differenze individuali riscontrate a livello cerebrale nei circuiti della gratificazione, sono un esempio di come le variazioni genetiche possono portare a variazioni del fenotipo comportamentale. Nell'uomo, i comportamenti complessi come l'assunzione di sostanze stupefacenti, possono essere spiegate da un punto di vista genetico identificando i fenotipi comportamentali, i circuiti neurali associati e i substrati molecolari. In una recente revisione della letteratura, alcuni autori americani hanno identificato quali variazioni genetiche e neurobiologiche siano sottese a differenze individuali predisponenti alla vulnerabilità per i comportamenti assuntivi. L'impulsività sembra collegata ad alterazioni funzionali del circuito di gratificazione cerebrale nel nucleo striato ventrale (VS), a variazioni del segnale dopaminergico e ad un polimorfismo dei geni DRD2 e DAT1. Il livello di severità della dipendenza da nicotina nei fumatori, sembra essere associata proprio al cambiamento nell'attivazione funzionale del VS durante l'astinenza dalla sostanza.
Fonte: Redazione Drog@news
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