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   Responsabile: Domenica Taruscio
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Test genetici e Malattie Rare

Glossario (M - Z)

M Malattia Mendeliana o da singolo gene Malattia dovuta a mutazione di un allele/i la cui ereditarieta' segue le leggi di Mendel. Puo' essere autosomica dominante o recessiva o legata ai cromosomi del sesso.

Mappa di restrizione
Mappa di una sequenza di DNA indicante la localizzazione dei siti di restrizione. Dal momento che tali enzimi sono molto specifici nelle loro caratteristiche e modalita' di taglio, questa tipo di mappa puo' essere predetta sulla base della sequenza di un frammento noto di DNA.

Mappa fisica
Schema rappresentante la posizione reciproca dei geni o dei marcatori genetici in un cromosoma, ottenuta mediante la misurazione diretta della distanza in paia di basi (bp) di DNA genomico. La misurazione puo' essere basata su analisi di citogenetica (distanze fra bande cromosomiche) o su analisi molecolari (mappe di restrizione).

Mappa genetica
Mappa delle posizioni relative dei geni o dei marcatori genetici lungo un cromosoma. La distanza tra i geni si misura attraverso il linkage, sulla base delle frequenze di ricombinazione genica. Le mappe genetiche sono elaborazioni grafiche che evidenziano le posizioni reciproche dei vari geni su un cromosoma, con le corrispondenti distanze espresse in centimorgan (vedi).

Marcatore
Elemento di identificazione o di riferimento (gene, enzima, determinante antigenico, locus polimorfico, ecc.). di cui si studia la modalita' di trasmissione.

Meiosi
Divisione cellulare caratteristica degli organismi a riproduzione sessuata, che avviene solo a livello delle cellule germinali. E' il processo attraverso cui si realizza la ricombinazione genetica e la divisione riduzionale di una cellula germinale immatura diploide (2n) a formare quattro gameti immaturi aploidi (n).

Metacentrico (cromosoma)
Detto di un cromosoma con centromero in posizione mediana.

Metafase
Stadio intermedio del ciclo mitotico e meiotico, durante il quale la membrana nucleare si dissolve, i cromosomi si allineano sul piano equatoriale della cellula con i centromeri uniti alle fibre del fuso e i cromatidi pronti a migrare ai due poli del fuso.

Metilazione del DNA
Legame covalente di gruppi metilici alle basi azotate del DNA. Negli eucarioti consiste principalmente nella metilazione delle citosine, ed e' associata a ridotti livelli di trascrizione dei geni. Nei procarioti, oltre alle citosine, vi puo' essere metilazione a livello di alcune adenine, atta a proteggere il batterico dall'azione delle sue stesse endonucleasi di restrizione.

Minisatellite
Vedi DNA fingerprinting.

Mitocondri
Organelli delimitati da una doppia membrana fosfolipidica, presenti nel citoplasma di tutte le cellule eucariotiche e deputati ad attuare le trasformazioni energetiche della cellula. I mitocondri sono strutture semiautonome in quanto contengono un proprio genoma (un doppio filamento di forma circolare, non legato a proteine istoniche), ribosomi e sono in grado di effettuare sintesi proteica. I mitocondri sono trasmessi esclusivamente dalla madre ai figli senza ricombinazione. Polimorfismi del DNA mitocondriale sono particolarmente utili in genetica di popolazione.

Mitosi
Processo di divisione nucleare di tutte le cellule eucariotiche, mediante il quale il numero dei cromosomi caratteristico della specie e' mantenuto costante durante le successive divisioni delle cellule. Le fasi principali della mitosi sono: profase, metafase, anafase e telofase.

Monosomia
Tipo di aneuploidia consistente nella mancanza, in un organismo diploide, di un elemento in una coppia di cromosomi omologhi (2n -1) e, quindi, nella presenza del cromosoma omologo spaiato (per es. la sindrome di Turner nell'uomo, 45 X0)

Monozigote
Vedi Gemello monozigotico.

Mosaico
Organismo costituito da due o piu' popolazioni di cellule geneticamente differenti.

Mutageno
Agente chimico o fisico che aumenta il tasso di mutazione causando modificazioni permanenti nel DNA.

Mutazione
Cambiamento permanente nella sequenza nucleotidica del DNA, che puo' esercitare un'influenza sul fenotipo. Le mutazioni sono classificate come mutazioni spontanee, se insorgono in assenza di agenti mutageni, o indotte, se dovute all'azione di agenti chimici, fisici o biologici; sono ancora suddivise in mutazioni germinali, se colpiscono i gameti e quindi possono essere trasmesse alla prole, o somatiche, se colpiscono le cellule somatiche. In base all'effetto fenotipico, possono essere letali, quando l'organismo che ne e' colpito muore prima di aver raggiunto l'eta' riproduttiva o appena la raggiunge, subletali o deleterie, neutre, se non si conosce un effetto di danno o di vantaggio genetico, e vantaggiose. Negli organismi diploidi possono esservi mutazioni dominanti o recessive, a seconda che l'effetto della mutazione sia la manifestazione di un fenotipo dominante o recessivo. In base alla topologia e all'estensione le mutazioni possono essere: geniche (es. mutazioni puntiformi, inserzioni e delezioni intrageniche), cromosomiche (es. delezioni, inversioni, traslocazioni) e genomiche (es. monosomie, trisomie).

Mutazione cromosomica
Vedi Aberrazione cromosomica; mutazione.

Mutazione di senso (missense)
Sostituzione di una singola base del DNA che causa la comparsa di una tripletta, codificante un aminoacido diverso da quello codificato dalla tripletta originale.

Mutazione di sfasamento del registro di lettura (frameshift)
Mutazione costituita dalla delezione o inserzione di un numero di coppie di basi (bp) che non e' un multiplo di 3, e che altera quindi il registro con cui vengono letti i codoni di un gene. Le regioni codificanti al 3' di una tale mutazione verranno lette come codificanti aminoacidi diversi e spesso presenteranno codoni stop.

Mutazione germinale
Mutazione presente negli spermatozoi o nella cellula uovo (o nei loro precursori) di un individuo e che puo' essere trasmessa alla prole. Quando una mutazione nella linea germinale si verifica per la prima volta, nella famiglia interessata non ci saranno portatori ne' storia clinica precedente. Una volta trasmesse alla discendenza, le mutazioni germinali saranno presenti in tutte le cellule della prole, incluse le cellule della linea germinale, e possono essere trasmesse alle generazioni successive, a meno che non interferiscano con la riproduzione.

Mutazione non senso
Mutazione nella sequenza nucleotidica in cui il cambio di uno o piu' nucleotidi, una inserzione o una delezione, provocano la terminazione prematura della traduzione di un mRNA in seguito alla comparsa, nella corretta fase di lettura, di uno o piu' codoni di terminazione (UAA, UAG, UGA).

Mutazione puntiforme
Mutazione consistente in un'alterazione, quale una sostituzione, una delezione o un'inserzione, di una singola coppia di basi del DNA.

Mutazione somatica
Mutazione a livello del DNA di una qualunque cellula del corpo (cellule somatiche), eccezion fatta, quindi, per le cellule della linea germinale; questo tipo di mutazione non e' trasmessa alla discendenza. Nel caso in cui l'elemento colpito sia una cellula ancora in grado di dividersi, la mutazione viene trasmessa a tutte le cellule figlie per mitosi. In questo caso l'organismo diviene un mosaico, cioe' sara' costituito da una popolazione di cellule normali ed una di cellule mutate.

Mutazione spontanea
Mutazione che compare spontaneamente (cioe' in assenza di mutageni) in un organismo, comunemente dovuta ad errori nei processi di replicazione, ricombinazione o riparo del DNA. N <a name="nnn"></a><a href="#top"><big><big><big>N</big></big></big></a> Non-disgiunzione
Anomalia nella segregazione dei cromosomi durante la divisione cellulare. I cromosomi restano uniti e, all'anafase, migrano allo stesso polo cosicche' entrambi passano alla stessa cellula figlia, mentre l'altra non ne riceve alcuno. La mancata separazione e' stata osservata durante la divisione mitotica ma molto piu' frequentemente durante la meiosi. La non-disgiunzione nelle cellule germinali portera' all'insorgenza, nell'individuo portatore, di una trisomia o di una monosomia. La non-disgiunzione nelle cellule somatiche, invece, puo' causare mosaici con cellule normali, trisomiche o monosomiche.

Northern blot
Tecnica di biologia molecolare mediante la quale molecole di RNA, separate elettroforeticamente, sono trasferite da un gel di agarosio ad una membrana (solitamente di nitrocellulosa o di nylon). L'RNA e' successivamente ibridato con una specifica sonda marcata che evidenzia l'RNA di interesse. La tecnica permette l'analisi dell'RNA, ad esempio stabilendo l'avvenuta trascrizione (presenza o assenza, lunghezza e quantita' dell'RNA).

Nucleoside
Base purinica (adenina, guanina) o pirimidinica (citosina, timina o uracile nell'RNA) legata covalentemente ad una molecola di pentosio (desossiribosio nel DNA, ribosio nell'RNA).

Nucleosoma
Unita' strutturale della cromatina eucariotica. Consiste di un nucleo centrale di otto molecole di istoni attorno al quale si avvolge un segmento di DNA (di circa 148 coppie di basi). I nucleosomi sono le unita' ripetitive che compongono il filamento cromatinico.

Nucleotide
Unita' di base degli acidi nucleici (DNA e RNA) costituita da una base purinica (adenina e guanina) o pirimidinica (citosina, timina o uracile nell'RNA), un pentosio (desossiribosio nel DNA, ribosio nell'RNA) ed un gruppo fosfato. O Odd
Rapporto tra una probabilita' (di essere malato o di essere portatore di un fattore di rischio) e il suo complemento a 1.

"Odd Ratio"
Misura epidemiologica, tipica dello studio caso-controllo, che definisce il grado di associazione fra un fattore di rischio ed una specifica malattia. Viene calcolato mediante la tabella di contigenza (vedi) come rapporto tra gli odds di prevalenza del fattore di rischio tra i casi (malati o morti) con gli stessi odds osservati tra i controlli. E' utilizzato come stima del rischio relativo.

Oligonucleotide
Sequenze generalmente di DNA a singolo filamento, di lunghezza limitata a qualche decina di nucleotidi e sintetizzate mediante apparecchiature computerizzate. Gli oligonucleotidi sono utilizzati come sonde sia in esperimenti di genetica molecolare che in diagnostica.

Omologo
Vedi Cromosomi omologhi.

Omozigote
Individuo che porta due alleli identici di un determinato gene allo stesso locus sui due cromosomi omologhi.

Oncosoppressore
Vedi Gene oncosoppressore.

ORF (open reading frame)
Vedi Fase di Lettura Aperta.

Origine di replicazione
Sito di una molecola di DNA al livello del quale ha inizio la replicazione della stessa. P PCR (polymerase chain reaction, reazione a catena della polimerasi)
Tecnica di biologia molecolare utilizzata per amplificare, in breve tempo, tratti specifici di DNA, purche' se ne conosca, almeno in parte, la sequenza. Si basa su cicli di denaturazione e riassociazione amplificando di oltre 10 milioni di volte il numero di copie della sequenza di DNA bersaglio. Questa tecnica trova un grande numero di applicazioni in campi diversi, dalla ricerca alla diagnostica alla medicina legale.

Penetranza
Il termine si riferisce all'espressione o non espressione di un fenotipo. E' completa (100%) quando si esprime sempre il fenotipo corrispondente al genotipo, mentre e' incompleta o ridotta, quando l'espressione fenotipica e' di grado variabile.

Peptide
Catena di aminoacidi legati tra loro mediante il gruppo aminico (-NH2) di un aminoacido con il gruppo carbossilico (-COOH) di un altro, attraverso un legame detto legame peptidico (-NH-CO-).

Plasmide
Elemento genetico extracromosomico, presente in cellule batteriche, in grado di replicare indipendentemente dal DNA dell'ospite. La maggior parte dei plasmidi e' costituita da molecole circolari di DNA a doppia elica e spesso contengono geni per la resistenza agli antibiotici. Un plasmide non e' fisicamente concatenato al/ai cromosomi, e puo' cosi' essere perso dalle cellule ospiti. Numerosi plasmidi, naturali, o parzialmente sintetici, trovano largo impiego in ingegneria genetica come vettori di clonazione.

Polimorfismo genetico
Carattere presente nella popolazione con piu' di un fenotipo. Per definizione, la frequenza dell'allele raro deve essere almeno dell'1-2%; quando e' inferiore a tale valore arbitrario, si preferisce parlare di varianti genetiche rare che in molti loci sono presenti in aggiunta ai polimorfismi.

Poliploidia
Condizione caratterizzata dalla presenza, nella cellula, di un numero di cromosomi superiore al valore diploide, corrispondente a un multiplo esatto del corredo aploide (es. 3n = corredo triploide, 4n = corredo tetraploide, ecc.).

Portatore
Individuo eterozigote per un gene recessivo che puo' essere trasmeso ai figli senza mostrare manifestazioni a livello fenotipico.

Predisposizione genetica
Aumentata suscettibilita', dipendente dal genotipo ad uno o piu' loci, a sviluppare una specifica malattia; perche' questa si manifesti e' spesso necessario anche il concorso di fattori ambientali.

Prevalenza
In epidemiologia, e' il rapporto (o tasso) tra il numero di persone, che in una popolazione sono affette da una certa malattia in un determinato intervallo o punto temporale, e il numero totale di persone della popolazione considerata. La prevalenza fornisce tutti i casi di malattia, vecchi e nuovi, a differenza dell'incidenza (vedi), ed e' un valido indicatore sanitario per le patologie croniche a lungo decorso.

Probando (proposito, caso indice)
Persona con specifico fenotipo dalla quale viene identificata una famiglia con determinate caratteristiche genetiche.

Probe
Vedi Sonda.

Procarioti
Organismi (esempio batteri), privi di membrana nucleare, con DNA circolare privo di proteine basiche, delimitati da una parete rigida contenente particolari strutture glicoproteiche, dette peptidoglicani. I procarioti non presentano organelli citoplasmatici (quale per es. mitocondri).

Prodotto genico
RNA messagero o proteina codificata da uno specifico gene.

Profase
Stadio precoce della divisione nucleare, mitotica e meiotica, durante il quale i cromosomi si condensano e diventano visibili all'interno dell'involucro nucleare. La profase meiotica, durante la quale avviene l'appaiamento dei cromosomi omologhi, e' complessa e viene a sua volta suddivisa in cinque fasi: leptotene, zigotene, pachitene, diplotene, diacinesi.

Progetto Genoma Umano (Human Genome Project)
Progetto formalmente iniziato nel 1990, si basa su una collaborazione scientifica a livello internazionale (Unione Europea, USA, Giappone) ed e' intesa a coordinare tutte le conoscenze sul materiale genetico sin qui acquisite. Scopo finale del Progetto Genoma Umano e' di codificare tutti gli oltre 80.000 geni umani e di renderli "accessibili" per i futuri studi biologici. Per facilitare le future interpretazioni della funzione dei geni, si stanno svolgendo studi paralleli su organismi-modello selezionati. Il termine del sequenziamento e' stato fissato entro il 2003. Il Progetto Genoma e' ulteriormente integrato dal Progetto Variazione del Genoma Umano (Human Genome Diversity Project) che studia la variazione genetica nella specie umana, dalla genetica delle popolazioni alle differenze nelle suscettibilita' a determinate patologie. Vi sono preoccupazioni su potenziali conseguenze negative a livello sociale e/o legislativo dell'uso dei risultati, riguardanti, ad es., possibili discriminazioni, garanzie di riservatezza, uso delle informazioni di possibile interesse commerciale, ecc. A tale proposito sono state adottate nel 1996 le raccomandazioni della Human Genome Organization (HUGO), un'associazione internazionale, senza fini di lucro, di ricercatori che svolgono ricerche sul genoma umano. Le raccomandazioni riguardano soprattutto la competenza scientifica, la comunicazione dei risultati, la possibilita' di completa consultazione, il consenso informato, la riservatezza dell'informazione genetica, la collaborazione ed il conflitto di interessi.

Promotori
Sequenze nucleotidiche conservate, presenti a monte (5') di ogni gene espresso che interagiscono con la RNA polimerasi e sono la sede del sito di inizio della sintesi dell'RNA messaggero. I promotori spesso contengono sequenze denominate TATA box, che determinano l'esatto sito di inizio della trascrizione. Un'altra sequenza importante e' quella CAAT, sito di riconoscimento per la RNA polimerasi.

Proteina
Polimero organico di elevato peso molecolare e struttura molto complessa costituito da una sequenza di aminoacidi legati tra loro con legami peptidici.

Proto-oncogeni
Geni normali presenti nelle cellule eucariotiche, altamente conservati durante l'evoluzione e coinvolti nella regolazione della proliferazione e differenziamento cellulare; se alterati (amplificati, mutati, sovraespressi, riarrangiati ecc.) danno origine ad oncogeni attivati capaci di causare trasformazione neoplastica.

Pseudogeni
Sequenze di DNA, con struttura analoga a geni espressi, che hanno acquisito una o piu' mutazioni durante l'evoluzione divenendo incapaci di produrre una proteina. Un tipo di pseudogeni, gli pseudogeni processati, sono privi di introni e presentano una coda di poliadenina al 3', suggerendo che possano derivare da una trascrizione inversa di molecole di RNA messaggero. R Reazione a catena della polimerasi
Vedi PCR.

Recessivo
(Carattere) Carattere ereditario espresso solo negli individui omozigoti per il gene che lo controlla.

Replicazione semi-conservativa
Meccanismo di replicazione del DNA a doppia elica in cui ciascuna delle due doppie eliche neoformate contiene un filamento proveniente dalla doppia elica parentale e un filamento neosintetizzato, complementare al primo.

Retrotrascrizione
Processo di trascrizione dell'RNA in DNA complementare ad opera dell'enzima trascrittasi inversa.

Retrotrasposone
Tipo di trasposone che si integra nel genoma con un meccanismo che implica un processo di trascrizione inversa.

Retrovirus
Virus ad RNA, il cui genoma e' costituito da RNA a singolo filamento costituito da una sequenza regolativa (LTR), i geni (GAG) per le proteine strutturali, il gene (POL) per la trascrittasi inversa, i geni (ENV) per le glicoproteine di superficie ed un'altra sequenza regolativa (LTR). Non appena le particelle virali penetrano nella cellula, la trascrittasi inversa produce DNA copia dell'RNA del genoma virale. Tale DNA, una volta integratosi nel genoma della cellula ospite (provirus), la induce a produrre RNA e proteine necessari per l'assemblaggio di nuove particelle virali.

Riarrangiamento cromosomico
Aberrazione cromosomica che origina da una o piu' rotture del cromosoma. Puo' coinvolgere uno stesso cromosoma (riarrangiamento intracromosomico: ad es., delezioni, inversioni, vedi) oppure cromosomi diversi (riarrangiamento intercromosomico: traslocazioni, vedi).

Ribosomi
Particelle cellulari submicroscopiche costituite da RNA ribosomiale (rRNA) e proteine. I ribosomi dirigono le fasi del processo di sintesi delle proteine coordinando l'interazione tra RNA messaggero, RNA transfer ed altri cofattori proteici.

Ricombinante
E' detto di un organismo, cellula, locus genico o DNA che sia andato incontro a ricombinazione.

Ricombinazione
Processo che porta alla comparsa, nella progenie, di combinazioni di geni non presenti in nessuno dei due genitori. La ricombinazione genica avviene sia attraverso il crossing-over, sia con l'assortimento indipendente dei geni presenti sui cromosomi durante la gametogenesi, sia durante la successiva riunione casuale dei differenti tipi di gameti cosi' formati nella fecondazione. La ricombinazione puo' essere genica, quando un frammento di cromosoma viene sostituito con un frammento equivalente di un cromosoma omologo o mitotica, quando deriva da crossing-over somatico.

Ricombinazione non omologa
Tipo di ricombinazione genetica tra sequenze di DNA non omologhe.

Ricombinazione omologa
Tipo di ricombinazione genetica tra sequenze di DNA omologhe.

Ricombinazione sito-specifica
Ricombinazione che avviene tra due sequenze specifiche non necessariamente omologhe.

Riparazione del DNA
Correzione, attraverso vari meccanismi, di danni provocati alla doppia elica del DNA da agenti chimici o fisici, o di errori avvenuti durante la replicazione. La riparazione dell'integrita' strutturale del DNA puo' ripristinare l'informazione genetica corretta, oppure determinarne una mutazione.

Rischio attribuibile
In epidemiologia ha due significati: a) rischio attribuibile negli esposti e' la differenza fra l'incidenza della patologia nei soggetti esposti al fattore di rischio e l'incidenza della stessa nei non esposti (A/A+B)-(C/C+D); b) rischio attribuibile di popolazione e' la frazione dell'incidenza totale della patologia in una popolazione che e' dovuta al (o associata con il) fattore di rischio.

Rischio relativo
In epidemiologia, misura dell'associazione tra fattore di rischio e malattia: rapporto tra l'incidenza della malattia nei soggetti esposti e nei non esposti (A/A+B)/(C/C+D). In particolare, per i test genetici misura il rischio di malattia in soggetti con test positivo o con specifico marcatore (Vedi odd ratio, tabella di contigenza).

RNA (acido ribonucleico)
Acido nucleico a singolo o a doppio filamento, la cui composizione biochimica e' simile a quella del DNA ma con un ribosio al posto del desossiribosio, e uracile al posto della timina. In base alla funzione si distinguono vari tipi di RNA: RNA eterogeneo nucleare (hnRNA), RNA messaggero (mRNA), RNA ribosomiale (rRNA), RNA nucleare piccolo (snRNA) e RNA transfer (tRNA). Queste forme di RNA sono coinvolte nel processo di trascrizione, traduzione e sintesi di nuove proteine codificate dal DNA. L'RNA, inoltre, costituisce il genoma di alcuni virus ad RNA a singola elica (es. Picornavirus, retrovirus) o virus a RNA a doppia elica (es. reovirus).

RNA eterogeneo nucleare (hnRNA)
Lunga molecola di RNA a singolo filamento, che costituisce il prodotto primario della trascrizione (trascritto primario) nel nucleo cellulare degli Eucarioti. Il trascritto primario, prima di passare nel citoplasma, va incontro a un processo di maturazione comprendente diverse modificazioni chimiche e strutturali: aggiunta all'estremita' 5' di un cap o cappuccio, rimozione degli introni (splicing, vedi) e aggiunta all'estremita' 3' di una coda di poliadenina (AAAA...). Il trascritto primario viene cosi' trasformato in mRNA maturo.

RNA messaggero (mRNA)
Prodotto di trascrizione di un gene che trasporta dal DNA al citoplasma l'informazione che codifica la sequenza di una particolare catena polipeptidica. Ogni differente catena polipeptidica che la cellula sintetizza richiede la presenza di un tipo corrispondente di mRNA. Negli eucarioti, l'mRNA in genere differisce dal trascritto iniziale, a causa della eliminazione di determinate sequenze non codificanti (splicing). L' mRNA maturo, a livello ribosomiale, serve quindi da matrice per il processo di traduzione, in cui viene sintetizzata la catena polipeptidica.Vedi mRNA.

RNA nucleare piccolo (small nuclear RNA, snRNA)
Tipo di RNA di piccole dimensioni presente nel nucleo delle cellule eucariotiche. Le molecole di snRNA si trovano associate a specifiche proteine nucleari formando le ribonucleoproteine nucleari (snRNP) che rivestono un ruolo importante nelle funzioni nucleari (per esempio una di esse, U1 agisce come sequenza guida esterna per facilitare la corretta rimozione delle sequenze introniche dai precursori dell' RNA messaggero).

RNA polimerasi
Enzimi che catalizzano la biosintesi di molecole di RNA a partire dai singoli nucleotidi trifosfati, con liberazione di pirofosfato inorganico. La biosintesi dell'RNA puo' avvenire su uno stampo di DNA (RNA-polimerasi DNA-dipendente) o di RNA (RNA-polimerasi RNA-dipendente).

RNA ribosomiale (rRNA)
Acido ribonucleico a singolo filamento presente nei ribosomi, dove svolge strutturali e catalitiche. E' il tipo di RNA piu' abbondante nella cellula e ricopre un ruolo basilare, per quanto non ancora del tutto chiarito, nella biosintesi proteica.

RNA transfer (tRNA)
Piccola molecola di RNA che trasporta aminoacidi specifici ai ribosomi, localizzandoli nella posizione esatta a livello di una molecola polipeptidica in costruzione. L'aminoacido e' inserito correttamente grazie alla complementarieta' tra la tripletta di nucleotidi presente ad un'estremita' del tRNA (anticodone) e quella presente sulla molecola di mRNA (codone). S Screening genetico
Intervento diagnostico a livello di popolazione per l'identificazione di soggetti ad elevato rischio per una particolare malattia o per un' eventuale trasmissione alla discendenza.

Sensibilita' analitica di un test
Percentuale di campioni positivi al test sul totale dei campioni che effettivamente contengono l'analita che si vuole ricercare; permette quindi di valutare i risultati "falsi negativi".

Sensibilita' clinica di un test
Probabilita' che il test sia positivo in individui con la patologia in esame.

Sensibilita' di un test
E' la misura di accuratezza data dalla proporzione di persone realmente malate che vengono riconosciute tali dal test. Viene calcolata, in una tavola di contigenza 2x2 (vedi), dal rapporto tra veri positivi ed il totale degli individui realmente malati (a/a+c) (vedi anche specificita' di un test e valore predittivo).

Sequenza codificante
Vedi Esone

Sequenziamento del DNA
Determinazione della sequenza con cui i vari nucleotidi si susseguono in una molecola di DNA.

Sonda (probe)
Sequenza di DNA o RNA marcata con un isotopo radioattivo o in maniera non radioattiva (es. digossigenina), utilizzata per riconoscere la presenza di una sequenza complementare (in una miscela di numerosi frammenti di DNA o RNA) tramite ibridazione molecolare.

Southern blot
Tecnica di biologia molecolare mediante la quale frammenti di DNA, generalmente ottenuti mediante digestione con enzimi di restrizione, vengono separati elettroforeticamente su gel di agarosio e trasferiti ad una membrana (di nylon o nitrocellulosa). Il DNA trasferito su membrana e' successivamente ibridato con una sonda marcata (radioattivamente o non) che evidenzia le sequenze di interesse.

Specificita' analitica di un test
Percentuale di campioni che sono negativi al test sul totale dei campioni che effettivamente non contengono l'analita che il test vuole ricercare; permette quindi di valutare i risultati "falsi positivi".

Specificita' clinica di un test
Probabilita' che il test sia negativo in individui senza la patologia in esame.

Specificita' di un test
E' la misura di accuratezza che indica la proporzione di individui realmente sani, riconosciuti tali dal test. Viene calcolata, in una tavola di contingenza 2x2 (vedi), in base al rapporto tra veri negativi riconosciuti come tali ed il totale degli individui realmente sani (d/b+d) (vedi anche sensibilita' di un test e valore predittivo).

Splicing dell'RNA
Una delle fasi della maturazione delle molecole di RNA negli eucarioti. Consiste nella rimozione degli introni (vedi) e nella saldatura dei tratti di RNA corrispondenti agli esoni (vedi). Le reazioni attraverso cui si realizza questo processo sono catalizzate da numerosi enzimi (splicasi) e da piccole particelle ribonucleoproteiche contenenti RNA nucleare piccolo (vedi). T Tasso di mutazione
Numero di eventi mutazionali di un gene per unita' di tempo (per esempio, per una generazione cellulare). Il tasso di mutazione in una cellula germinale e' definito, convenzionalmente, dal rapporto tra il numero di gameti in cui sia avvenuta la mutazione e quello totale di gameti che danno origine alla generazione successiva.

Tavola (o tabella) di contigenza o Tavola 2x2
E' una tabella a due entrate utilizzata in epidemiologia per effettuare misure di associazione. Nei test genetici, con la tabella di contigenza, e' possibile misurare l'associazione tra un marcatore o il risultato di un test e la presenza/assenza di una malattia. In particolare da' indicazioni sia sulla sensibilita' e la specificita' (vedi) di un test, sia sul suo valore predittivo (positivo e negativo) (vedi) che sul rischio attribuibile e relativo (vedi) associati alla presenza di un marcatore.
-MARCATORE Presente -MARCATORE Assente

- TEST Positivo/Presente
a
b
- TEST Negativo/Assente
c
d


Tecnologia del DNA ricombinante
Complesso delle tecniche sperimentali e delle loro applicazioni basate sugli esperimenti di DNA ricombinante (vedi DNA ricombinante, ingegneria genetica).

Telocentrico
Cromosoma con un centromero in posizione terminale.

Telofase
Stadio finale della divisione nucleare, mitotica e meiotica. Durante la telofase i cromosomi, raggiunti i poli del fuso, subiscono un processo di despiralizzazione e intorno alla cromatina di ognuno dei due nuclei figli si organizza un nuovo involucro nucleare.

Telomero
Porzione terminale di un cromosoma eucariotico.

Terapia genica somatica
Correzione di un difetto genetico in cellule somatiche mediante il trasferimento di DNA codificante il prodotto genico funzionale nelle cellule deficitarie dell'organismo. Il DNA esogeno non entra quindi a far parte della linea germinale e non viene trasmesso alle generazionni successive. Lo scopo della terapia genica somatica e' quello di sostituire solo il gene difettivo, evitando le complicazioni derivanti dal rigetto dei trapianti. Le possibilita' di un uso pratico di tale terapia sono, al momento, assai limitate.

Teratogeno
Agente chimico, fisico o biologico che interferisce con il normale sviluppo embrionale, causando malformazioni congenite o aumentandone l'incidenza.

Test cieco
Uso di un campione i cui contenuti sono sconosciuti ai tecnici del laboratorio che effettuano il test, per verificare la capacita' del laboratorio stesso nell'eseguire un test correttamente. Normalmente il personale tecnico e' a conoscenza del fatto che il campione viene usato per i controlli di qualita', ma non conosce (cioe' e' cieco) il suo contenuto. Nei controlli di qualita' piu' rigorosi, il campione arriva al laboratorio come un campione di routine.

Test di predisposizione
Test per identificare una condizione di particolare suscettibilita' dell'organismo a sviluppare un carattere o una data malattia. Non tutte le persone con un risultato positivo manifesteranno pero' quel carattere o quella data malattia.

Test di prestazione
Uso di test ciechi per determinare se i laboratori clinici possono effettuare correttamente un'analisi. Abitualmente i campioni utilizzati per il test sono forniti da una organizzazione indipendente rispetto ai laboratori che effettuano le analisi.

Test presintomatico
Test volto a stabilire se un soggetto asintomatico abbia o meno ereditato un allele mutato responsabile di una data patologia non congenita, ma che puo' insorgere successivamente.

Tipo selvatico
E' il genotipo o fenotipo (considerato "normale") prevalente in natura o nel ceppo standard di laboratorio.

Traduzione
Processo di trasferimento dell'informazione contenuta in una molecola di RNA messaggero in una sequenza corrispondente di aminoacidi durante la biosintesi proteica.

Transgenico
Organismo il cui genoma e' stato modificato mediante l'introduzione di geni estranei con la tecnica del DNA ricombinante. Il nuovo gene puo' aggiungersi o sostituirsi al gene originario presente nell'organismo ricevente, oppure annullarne l'espressione (knock-out genico). Per ottenere un animale transgenico e' possibile prelevare da una femmina l'oocita fecondato e introdurre all'interno del nucleo il gene di interesse clonato in un vettore, di solito retrovirale. In alternativa, il gene puo' essere inserito in colture di cellule embrionali dalle quali sara' possibile ottenere successivamente un embrione. In ambedue gli approcci lo zigote o l'embrione, nel caso di mammiferi, vengono inseriti nell'utero di un'altra femmina dove prosegue lo sviluppo sino al termine della gravidanza. Se l'organismo e' in grado di riprodursi, il gene trasferito potra' essere trasmesso alla progenie anch'essa portatrice del nuovo fenotipo.

Trascrittasi inversa (DNA polimerasi RNA-dipendente)
Enzima presente in alcuni virus a RNA (retrovirus) che catalizza la biosintesi di molecole di DNA su stampi di RNA a catena singola. L'enzima viene impiegato in ingegneria genetica per produrre molecole di cDNA da una preparazione purificata di RNA.

Trascritto
Molecola di RNA prodotta dalla trascrizione di un gene ad opera della RNA polimerasi. Il trascritto primario di solito deve subire una serie di modificazioni prima di trasformarsi nelle molecole mature di RNA messaggero, ribosomiale o transfer funzionalmente attive.

Trascritto primario
Primo prodotto non elaborato del processo di trascrizione del DNA contenente le sequenze corrispondenti sia agli esoni che agli introni. Negli eucarioti corrisponde all'RNA eterogeneo nucleare (hnRNA).

Trascrizione
Processo di trasferimento dell'informazione contenuta nel DNA in una sequenza complementare di RNA, la cui reazione e' catalizzata dall'enzima RNA polimerasi DNA-dipendente.

Trascrizione inversa
Processo di biosintesi di filamenti di DNA su stampi di RNA ad opera dell'enzima DNA polimerasi RNA-dipendente o trascrittasi inversa. Si verifica in cellule infettate da virus a RNA della classe dei retrovirus. Negli esperimenti di ingegneria genetica la trascrizione inversa viene condotta in vitro a partire da RNA purificato e porta alla sintesi di DNA complementare (cDNA).

Trasfezione
Meccanismo mediante il quale cellule eucariotiche in coltura acquistano nuovi marcatori genetici mediante incorporazione di DNA eterologo.

Trasformazione
1) Trasformazione batterica: acquisizione di nuovi marcatori genetici mediante l'incorporazione di DNA esogeno in un batterio in stato di competenza. 2) Trasformazione delle cellule eucariotiche: conversione di cellule in coltura da uno stato normale ad uno stato di crescita non controllata, simile o identica alla condizione neoplastica.

Traslocazione
Aberrazione cromosomica strutturale che consiste nel trasferimento di un segmento di cromosoma fra cromosomi diversi. Le traslocazioni comprendono: le traslocazioni reciproche, scambio simmetrico di segmenti di cromosoma fra cromosomi diversi; le traslocazioni robertsoniane (fusioni centriche), originano da due rotture sui cromosomi acrocentrici, a livello del centromero o in una regione vicina al centromero e dalla successiva fusione delle braccia lunghe; le traslocazioni non reciproche (traslocazioni per inserzione), originano da tre rotture cromosomiche, due delle quali sullo stesso cromosoma e la terza su un altro cromosoma; il segmento di cromosoma compreso tra le due rotture viene trasferito ed inserito sul cromosoma non omologo senza che si verifichi scambio reciproco di materiale.

Trasposone
Sequenza di DNA in grado di promuovere il proprio spostamento in punti diversi del genoma. I trasposoni generalmente contengono numerosi geni e sono forniti alle estremita' di sequenze di inserzione identiche che permettono loro di spostarsi facilmente da una posizione all'altra del genoma. Sinonimi: Elementi genetici trasponibili; elementi di inserzione

Tripletta
Vedi Codone.

Trisomia
Tipo di aneuploidia caratterizzata dalla presenza, in una cellula o un organismo diploide, di un cromosoma in sovrannumero (extracromosoma) in una coppia di omologhi (2n+1). Condizione piu' rara e' la doppia trisomia (2n+1+1) che consiste nella presenza di un extracromosoma in due coppie omologhe diverse. U Unita' di mappa o centimorgan (cM)
Unita' di misura in base alla quale viene espressa la distanza di due geni su un cromosoma e la lunghezza dei cromosomi nelle mappe genetiche. Un'unita' di mappa corrisponde alla distanza di due geni che presentano una frequenza di crossing over dell'1%, e, quindi, ad un tratto di cromosoma nel quale in media si verifica un crossing-over ogni 50 meiosi.

Utilita' clinica di un test
Rapporto tra i benefici ed i danni associati alle opzioni mediche effettuate sulla base del risultato del test. Nel caso dei test genetici, l'utilita' clinica di un test deve essere valutata tenendo in considerazione anche i benefici ed i danni di tipo non medico, cioe' psicologici e sociali. V Validita' analitica
Sensibilita' e specificita' analitica di un test. Vedi anche sensibilita' analitica e specificita' analitica.

Validita' clinica
Sensibilita' clinica, specificita' e valore predittivo di un test nei confronti di una malattia. Vedi anche sensibilita', specificita', valore predittivo.

Valore predittivo
In un test, percentuale dei positivi al test che sono veri positivi (valore predittivo positivo, VPP), oppure percentuale di persone con test negativo che sono veri negativi (valore predittivo negativo, VPN). In una tavola di contingenza 2x2 (vedi), VPP=a/a+b, VPN=d/c+d. Il VP di un test e' determinato, oltre che dalla sua sensibilita' e specificita', anche dalla probabilita' a priori di essere portatori della malattia.

Variabilita'
Insieme delle differenze fenotipiche piu' o meno marcate esistenti tra gli individui di una stessa specie, animale o vegetale, con l'esclusione di quelle correlate al sesso o dipendenti da momenti diversi del ciclo vitale.

Variante
Organismo che presenta uno o piu' caratteri differenti (biochimici, morfologici, antigenici, ecc.) da quelli tipici della specie o del gruppo di appartenenza, per quanto mantenga i tratti fondamentali di questi .

Vettore
Nelle tecniche di DNA ricombinante, un plasmide, un batteriofago o altro elemento di DNA con capacita' di replicazione autonoma, in cui e' stato inserito del DNA estraneo (inserto). Con il vettore viene replicato anche l'inserto che puo' pertanto essere moltiplicato (clonato) e successivamente recuperato per svolgere tutte le analisi del caso. Un vettore deve contenere uno o piu' siti di restrizione, geni che conferiscano un qualche carattere fenotipico alle cellule destinate a ospitarlo (formazione di placche, resistenza ad un antibiotico o ad un farmaco, ecc.) e essere capace di replicazione autonoma in tali cellule.

Pubblicato il 25-03-2006 in Test genetici e Malattie Rare , aggiornato al 06-02-2015

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