La vaccinazione è il metodo più efficace per prevenire le malattie infettive e rappresenta il contributo più rilevante dell'immunologia alla salute dell'uomo. Il Dipartimento è fortemente coinvolto nello studio dei vaccini sia per aspetti riguardanti il controllo che la ricerca.
I vaccini costituiscono a tutt'oggi il principale strumento di lotta nei confronti delle malattie virali. L'efficacia della loro utilizzazione, nella prevenzione delle infezioni virali che, successivamente all'infezione acuta, inducono immunità di lunga durata, è stata considerevole e paragonabile a quella dell'utilizzazione degli antibiotici nella lotta alle infezioni batteriche.
I progressi nella conoscenza dei meccanismi patogenetici di numerose malattie infettive d’origine batterica e del sistema immunitario negli ultimi dieci anni, nonché gli avanzamenti biotecnologici hanno reso possibile lo sviluppo di nuovi vaccini ad elevata sicurezza ed efficacia.
Inaspettate difficoltà incontrate nello sviluppo di vaccini parassitari hanno fatto riemergere la consapevolezza delle strategie di sopravvivenza che i parassiti hanno sviluppato durante la loro coevoluzione con l'ospite per milioni di anni.
Negli ultimi quindici anni, il netto aumento d'incidenza delle infezioni fungine opportunistiche gravi e la sempre più ampia diffusione del fenomeno della farmaco-resistenza ha dato un nuovo impulso alla ricerca di vaccini antifungini.
Gli adiuvanti (dal latino "adiuvare" = aiutare) sono delle sostanze che amplificano la risposta immunitaria e sono presenti nei vaccini. Perché i vaccini necessitano di queste sostanze? Quando veniamo a contatto con agenti infettivi in modo naturale nel corso della vita, il nostro sistema immunitario risponde alle proteine o ad altre strutture dell'agente infettivo attivando i linfociti e producendo varie sostanze tra cui gli anticorpi. In questo modo si crea una difesa contro quell'agente infettivo che ci proteggerà anche da futuri incontri con esso. Con la vaccinazione si vuole mimare il più possibile l'infezione naturale e proteggere da futuri incontri con agenti patogeni.
Niente può illustrare meglio che un po’ di numeri il drammatico rapporto fra povertà e malattie infettive. Stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, dell’UNAIDS e di altri Enti Internazionali indicano in più di tre miliardi le persone infette da uno o più dei tre agenti più diffusi , cioè il plasmodio della malaria, il micobatterio della tubercolosi ed il retrovirus dell’immunodeficienza acquista.
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