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Pègaso, il cavallo alato caro a Zeus, ha preso il volo ancora una volta. La seconda edizione del concorso artistico - letterario "Il Volo di Pègaso, raccontare le malattie rare", oltre alla narrativa, la poesia, la fotografia, la pittura, il disegno e la scultura, comprende anche una sezione dedicata alle opere video.
Il tema del concorso di quest'anno è la relazione tra le malattie rare e l'ignoto. C'è una cosa, infatti, che accomuna e rende peculiari tutte le malattie rare: la difficoltà della diagnosi e, molto spesso, di cura. Le persone in attesa di diagnosi vivono settimane, talvolta mesi o anni, prima di capire quale sia il male che li rende tanto fragili e deboli. È un limbo, una condizione di sospensione: si sa che si sta male ma se ne ignorano le cause e le ragioni; la malattia è dentro di noi e nello stesso tempo ci è estranea, ignota.
Le opere narrative e figurative prendono le mosse da questa condizione di sospensione e attesa che caratterizza le prime fasi della malattia rara. Portano alla luce il dialogo interiore che la malattia innesta nelle persone. Un dialogo di certo drammatico che diviene però grande occasione di introspezione e di conoscenza di sé: "Solo noi malati sappiamo qualche cosa di noi stessi", scrive infatti Italo Svevo ne "La coscienza di Zeno".
I candidati sono stati dunque invitati a percorrere questo sentiero metaforico e ad illuminarlo con la parola o con il gesto artistico, perché, come ricorda il premio Nobel Rita Levi-Montalcini, "non è l'assenza di difetti che conta, ma la passione, la generosità, la comprensione e simpatia del prossimo e l'accettazione di noi stessi con i nostri errori, le nostre debolezze, le nostre tare e le nostre virtù così simili a quelle di chi ci ha preceduto o di chi verrà dopo di noi".