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   Responsabile: Elena De Felip
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Gli inquinanti

Policlorobifenili

I Policlorobifenili (PCB) sono contaminanti ambientali di origine industriale prodotti in grandi quantità dal 1930 per vari usi commerciali, principalmente come componenti di fluidi dielettrici. Sebbene la produzione industriale dei PCB sia stata interrotta o drasticamente ridotta fra gli anni ’70 e gli anni ’90 a livello mondiale, essi sono ancora presenti nell’ambiente in conseguenza delle loro caratteristiche chimiche e fisiche. La struttura chimica è caratterizzata dalla presenza di due anelli aromatici su cui sono presenti da 1 a 10 atomi di cloro.
Le diverse combinazioni determinate da numero e posizione degli atomi di cloro possono dare luogo a 209 diversi composti o "congeneri".
I PCB sono scarsamente solubili in acqua, molto solubili nei grassi, resistenti alla degradazione chimica, fisica e biologica. Nell’ambiente si accumulano nella componente organica dei suoli e entrano nella catena alimentare concentrandosi soprattutto nella parte lipidica degli alimenti. Salendo lungo la catena alimentare raggiungono l’uomo che li assume soprattutto attraverso il consumo di grassi animali.
La tossicità dei PCB, dimostrata su animali di laboratorio, e sull’uomo in seguito a esposizione occupazionale e accidentale, si manifesta con disordini cutanei, perdita di peso, danni epatici, disfunzioni endocrine e riproduttive. La IARC ha classificato i PCB come probabili cancerogeni per l’uomo (Gruppo 2A) , ma li ha recentemente inseriti nella lista delle sostanze da valutare o rivalutare fra il 2010 e il 2014 .
La tossicità dei PCB è correlata alla posizione degli atomi di cloro sulla molecola. Alcuni congeneri (PCB diossina simili) hanno una struttura disposta nello spazio in modo simile a quella delle diossine che gli permette di agire con lo stesso meccanismo di tossicità; gli effetti tossici di questi congeneri sono dunque gli stessi della 2,3,7,8-T4CDD , ma di minore intensità. Tutti gli altri congeneri della famiglia dei PCB, i PCB non diossina-simili, prevalenti nelle matrici ambientali e alimentari, hanno meccanismi di tossicità ed effetti tossici propri. Per molti PCB non diossina-simili è stata dimostrata attività immunotossica e la capacità di interferire con l’omeostasi endocrina. In particolare per alcuni congeneri è stata dimostrata in vitro e in vivo un’azione simil-estrogenica e tireostatica . I loro effetti tossici si manifestano soprattutto sul sistema nervoso in fase di sviluppo e sulle funzioni dei neurotrasmettitori.
Riferimenti Bibliografici
EC Europa
IARC Suppl7-129
IARC 08-001
EFSA
European Commission

Pubblicato il 13-12-2010 in Gli inquinanti , aggiornato al 13-03-2012

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