Tecnologie innovative per persone fragili e per quelle con disabilità, all’ISS lo stato dell’arte

ISS, 7 giugno 2019 – Rendere più fruibili le tecnologie innovative in grado di migliorare la condizioni di vita delle persone fragili e di quelle con disabilità. Questo il tema al centro del Convegno “Tecnologie innovative a sostegno della fragilità e disabilità” organizzato in ISS dal Centro Nazionale Tecnologie Innovative in Salute Pubblica (TISP) il 6 e il 7 giugno.

I dati ISTAT e l’Osservatorio nazionale sulle disabilità evidenziano che sono 4,5 milioni le persone classificate come disabili mentre a causa dei differenti criteri e indicatori utilizzati a livello nazionale e internazionale non è nota la prevalenza delle persone con fragilità che oscilla su un’ampia e poco indicativa forbice tra il 4 e il 59%.

Una criticità che mira ad essere colmata anche attraverso importanti azioni di comunicazione e di informazione tra tutti i soggetti interessati (dalle associazioni di volontariato, agli stakeholders, agli Istituti scientifici di cura e riabilitazione socio sanitaria) per arrivare ad un maggiore e migliore utilizzo delle tecnologie innovative spesso già disponibili nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale.

Il Centro TISP ha avviato una fondamentale collaborazione con il GLIC (Gruppo di lavoro Interregionale Centri Ausili Elettronici e Informatici per disabili) che costituisce una strategica infrastruttura anche per la sua preziosa diffusione su tutto il territorio nazionale.

Il GLIC opera sulla base delle 6P promosse dall’OMS (People, Place, Policy, Products, Personnel, Provision) nella complessa sfida che punta ad incrementare ed incentivare l’uso di tecnologie quali ad esempio gli smart speaker, robot conversazionali utilizzati dall’85% dei cinesi e solo dal 10% della popolazione europea.

L’evento ha anche ospitato la  Consensus Conference CICERONE che ha discusso sui possibili indirizzi per la robotica in riabilitazione, alla luce dell’importantissimo risultato pubblicato dalla Cochrane basato su 45 studi che hanno dimostrato in 1619 soggetti arruolati un alto tasso di beneficio nell’uso dei robot per l’arto superiore.

 

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