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Clima, ambiente e salute

Clima, ambiente e salute

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce la salute uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale. Anche il concetto di ambiente ha avuto la sua evoluzione e, oggi, indica la rete di relazioni tra le comunità viventi, incluso l’uomo, e l’ambiente fisico, rendendo inscindibile il binomio ambiente/salute.

L’ambiente, l’inquinamento, le variazioni del clima giocano un ruolo prioritario sul benessere e la salute delle popolazioni. L’OMS stima che nel mondo 1 caso di morte su 4 sia attribuibile a fattori ambientali che contribuiscono a un ampio spettro di malattie e infermità con effetti maggiori su bambini e anziani, fasce vulnerabili della popolazione. La strategia globale per la salute, l'ambiente e i cambiamenti climatici prevede un approccio convergente e multisettoriale al fine di assicurare ambienti sicuri e accessibili secondo principi di equità e di sostenibilità.

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) è in prima linea per identificare e promuovere adeguate strategie per prevenire il rischio d’insorgenza di malattie dovute a fattori ambientali e per trasferire le evidenze scientifiche nei programmi e nelle politiche di sanità pubblica. Le attività condotte in questo ambito riguardano la qualità dell’acqua, del suolo, dell’aria e degli ambienti indoor, la gestione dei rifiuti, gli effetti di inquinanti emergenti e dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi, l’esposizione umana ad agenti ambientali e i loro meccanismi di tossicità, gli effetti sulla salute dell’esposizione a fattori di rischio ambientali. Le attività di ricerca convergono verso un approccio valutativo integrato che comprende l’ambiente fisico, sociale, economico, ecologico e culturale del contesto territoriale al fine di promuovere la salute umana e la sostenibilità ambientale secondo gli obiettivi integrati dell’Agenda 2030.
 


null Il Programma di Sorveglianza sulla Salute della Popolazione residente nei pressi del Termovalorizzatore di Torino (SPoTT): lo studio di biomonitoraggio

Il piano di sorveglianza SPoTT nasce per volontà della Provincia di Torino a seguito della costruzione in zona Gerbido (To) di uno dei più grandi impianti per combustione di rifiuti in Europa. L’impianto, in funzione dal 2014, ha la capacità di bruciare oltre 100 000 tonnnelate/anno di rifiuti e trasforma il calore in energia elettrica e termica.
Lo studio, attuato da ASL-TO1 e ASL-TO3 con ARPA Piemonte e ISS, ha lo scopo di creare un sistema di sorveglianza per valutare eventuali effetti avversi correlabili alle attività del termovalorizzatore. Il programma prevede la determinazione dell’esposizione della popolazione a metalli, IPA, diossine e PCB. L’esposizione è misurata tramite biomonitoraggio su residenti nell’area previsionale di ricaduta delle emissioni (gruppo di esposti) e su residenti in altra area (gruppo di controllo), per un totale di circa 400 persone. Lo studio prevede la determinazione degli inquinanti prima dell’entrata in funzione del termovalorizzatore, e a distanza di uno, tre e sette anni dalla sua entrata in funzione. Ad oggi non è stato evidenziato alcun impatto delle attività del termovalorizzatore sull’esposizione della popolazione.