TEMA

Clima, ambiente e salute

Contaminanti chimici e biologici

L’Obiettivo di sviluppo sostenibile n.3 delle Nazioni Unite “Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età” prevede entro il 2030 di ridurre di 1/3 la mortalità prematura da malattie non trasmissibili di natura ambientale, legate a contaminanti di origine naturale (tossine) o prodotti dalle attività umane (industriali, agricole, di allevamento).

Le attività dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) in questo settore si concentrano nel determinare i contaminanti per caratterizzare l’esposizione ambientale della popolazione e quella interna all’organismo (biomonitoraggio) durante le attività quotidiane.

L’ISS studia anche gli effetti sulla salute, i meccanismi di tossicità e valuta i rischi per la popolazione esposta incluse le fasce più vulnerabili per predisporre piani di prevenzione e protezione della salute.


null Il frazionamento isotopico per tracciare il contaminante inorganico dalla fonte di emissione all'uomo

L’esposizione cronica a metalli è legata ad attività antropiche che impattano la qualità dell’aria, nonché alla presenza di sversamenti di rifiuti industriali, urbani e tossici (amianto, vernici, pellame, scarti dell’industria siderurgica, pneumatici, etc.) che determinano la contaminazione di suoli e falde acquifere. La determinazione del rapporto isotopico di metalli quali Hg, Cd, Cr e Tl nei suoli e nelle falde, e la determinazione del rapporto isotopico degli stessi metalli nei campioni biologici, è materia relativamente recente ma in rapidissima espansione grazie all'enorme potenziale che questo strumento offre nella comprensione di processi biogeochimici e di circolazione dei metalli nell'ambiente.  

In particolare gli isotopi del Hg offrono l’opportunità di tracciare la provenienza dell’inquinante e di indagarne il comportamento nell'ambiente, registrando in maniera univoca e specifica i processi coinvolti nelle matrici investigate. L’utilizzo degli isotopi di Hg come traccianti ambientali deriva dall'evidenza che gli specifici pattern di reazione modificano le abbondanze isotopiche naturali dell’elemento, permettendo di rintracciare le sorgenti del metallo nell'ambiente.