TEMA

Genere e salute

Differenze di genere in diagnosi, prognosi e risposta alle terapie e ai vaccini

La medicina di genere si propone di garantire a ogni individuo l'appropriatezza nella prevenzione, nella diagnosi, nella cura e nella riabilitazione. I principali obiettivi sono:

  • identificazione di biomarcatori e sviluppo di nuove tecnologie (test diagnostici, prognostici e predittivi di risposta ai trattamenti) sesso-specifiche
  • individuazione di nuovi bersagli terapeutici sesso-specifici
  • studio dell’impatto del sesso/genere sull'efficacia dei farmaci e sui relativi eventi avversi, sulla risposta e le reazioni avverse ai vaccini e sulla efficacia e validità dei dispositivi medici


null Emicrania: una patologia di genere

La Medicina di Genere (MdG) rappresenta un approccio biomedico finalizzato a prevenire, diagnosticare e curare tutte le malattie comuni ai due sessi e che spesso incidono diversamente su uomo e donna. L’emicrania è una di queste: è una patologia molto diffusa e invalidante che colpisce il 12% degli adulti in tutto il mondo con una prevalenza tre volte maggiore nelle donne, rappresentando quindi una patologia di grande interesse nell’ambito della MdG. L’emicrania ha un forte impatto sia sulla qualità della vita che sui costi diretti e indiretti sostenuti dalla società e viene ormai considerata un importante problema di salute pubblica. La valutazione delle caratteristiche cliniche di questa patologia e del suo impatto sia economico che sociale potrebbe fornire informazioni molto importanti sulle possibili azioni da intraprendere da parte dei decisori e del Servizio Sanitario Nazionale. Per questi e per molti altri motivi il Centro di Riferimento per la Medicina di Genere dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha voluto presentare i risultati conseguiti grazie alla collaborazione con il CERGAS SDA Bocconi School of Management sull’impatto di questa patologia sulla società da un punto di vista socio-economico e sanitario, con particolare attenzione alle differenze di genere.

La ricerca epidemiologica, che studia la differente distribuzione e frequenza delle malattie e di eventi di rilevanza sanitaria in una popolazione, ha svolto un ruolo fondamentale nell’evidenziare quante e quali difformità siano riscontrabili tra uomini e donne. I dati derivanti da questo tipo di ricerche, effettuate negli anni in tutti i Paesi occidentali, indicano chiaramente come le differenze tra donne e uomini nell’incidenza della maggior parte delle patologie siano rilevanti. Su queste basi, la ricerca biomedica in questo campo sta quindi affrontando tutte quelle patologie (degenerative, metaboliche, infettive, immunitarie e tumorali) che, pur manifestandosi sia nelle donne che negli uomini, presentano differenze nell’incidenza, nelle caratteristiche cliniche o nelle risposte alle terapie. E l’emicrania è proprio una di queste.

Proprio per mettere in evidenza le differenze di genere all’interno di una patologia considerata tra le più invalidanti al mondo, l’ISS ha deciso di collaborare con un’importante istituzione come il CERGAS SDA Bocconi School of Management per cercare di chiarire quanto essere uomo o donna contribuisca:

  • all’onere sociale e individuale della patologia emicranica;
  • ai costi diretti non sanitari e alle perdite di produttività associate all’emicrania;
  • all’impatto dell’emicrania sulla qualità della vita dei pazienti;
  • all’effetto dei diversi percorsi di gestione sulla qualità della vita dei pazienti e sulla relativa ricaduta sanitaria.

Visto il ruolo fondamentale che l’Istituto Superiore di Sanità svolge nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale, il complesso delle attività realizzate potrebbe contribuire alla definizione di nuove strategie di prevenzione e di cura genere-specifiche di rilevanza nelle politiche sanitarie e nello sviluppo dell’appropriatezza terapeutica.