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Dipendenze

Dipendenze

Le dipendenze da sostanze quali tabacco, alcol, droghe (comprese le Nuove sostanze psicoattive - NPS) e le dipendenze comportamentali (gioco d’azzardo, cibo, internet e nuove tecnologie, doping) sono importanti fattori di rischio per la salute pubblica.

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) opera per la prevenzione e il contrasto di tali dipendenze, contribuendo alla conoscenza dei fenomeni dal punto di vista epidemiologico, all'ottimizzazione dei percorsi di diagnosi e cura e al miglioramento degli interventi socio-educativi, attraverso specifici settori di ricerca, controllo, vigilanza, informazione, formazione e consulenza. Svolge anche attività di counselling attraverso il Telefono Verde sulle dipendenze e il doping e offre supporto per il miglioramento della qualità della prestazione dei laboratori di farmacotossicologia del Servizio sanitario nazionale (SSN).

In particolare, il consumo di tabacco è uno dei maggiori fattori di rischio nello sviluppo di malattie tumorali, cardiovascolari e respiratorie. Fenomeno emergente è anche l’assunzione di nicotina attraverso prodotti del tabacco di nuova generazione e sigaretta elettronica. L’alcol costituisce la prima sostanza in grado di causare dipendenza ad alto impatto sociale. La tossicodipendenza oggi è rappresentata dal fenomeno dell’assunzione di più sostanze d’abuso classiche, compreso l’alcol e le nuove sostanze psicoattive.

Il disturbo da gioco d'azzardo, la dipendenza da cibo e da internet sono dipendenze di tipo comportamentale che oltre a causare disagio e/o disturbi clinicamente significativi costituiscono un problema di sanità pubblica di crescente importanza con un alto impatto nella vita quotidiana. 


null Relazione del direttore dell'European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA) al Parlamento Europeo

Lo scorso 4 giugno, Alexis Goosdeel - direttore dell'European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA) - ha presentato al Committee on Civil Liberties, Justice and Home Affairs (LIBE) del Parlamento Europeo i risultati di una ricerca sul SARS-CoV-2 e le sue ripercussioni sul fenomeno la droga nel vecchio continente.

Dai primi di marzo, la propagazione del virus ha messo a dura prova le istruzioni europee deputate alla tutela della salute. Nondiméno, l’EMCDDA con le difficoltà del momento, ha proseguito la sua attività di monitoraggio dell’uso di sostanze psicoattive durante la pandemia ed ha continuato il coordinamento operativo con gli organismi dei diversi paesi (ad esempio con l’Italia tramite il Sistema Nazionale d’Allerta contro la droga – SNAP).

Dalla relazione del direttore Goosdeel è emerso come l’osservatorio di Lisbona, attraverso un intenso lavoro di “web-survey” e di monitoraggio del “darknet”, abbia analizzano i rischi a cui sono stati esposti i tossicodipendenti, i trend di mercato e come si stanno adattando in questi mesi i soggetti coinvolti nel traffico e spaccio di sostanze.

Un intenso lavoro che si è tradotto nella pubblicazione di un set di approfondimenti sulla circolazione di cannabis, eroina, cocaina, anfetamine e NPS; con l’analisi della domanda, della produzione, del traffico e della disponibilità.

Dallo studio emerge un aumento generalizzato dell'uso di cannabis, così come di alcol e benzodiazepine. Al contrario, i risultati indicano un calo della domanda di sostanze  comunemente usate in ambito ricreativo (ad esempio cocaina o MDMA), questo in virtù dell’assenza di momenti aggregativi.

SARS-CoV-2 ha avuto un certo impatto (in alcuni stati membri) tradotto nelle difficoltà d’accesso ai percorsi terapeutici, in un calo della disponibilità di farmaci e in generale del numero di persone in cerca di aiuto presso le strutture sanitarie. Ma i servizi hanno saputo reagire e si sono adattati durante la crisi, cogliendo delle opportunità che in termini strategici potrebbero esser riproposte nel prossimo futuro. Ad esempio, la telemedicina è stata adottata come alternativa agli incontri interpersonali, o l’introduzione di modalità di trattamento più flessibili ed informatizzate a seconda della tipologia di paziente.

In riferimento alle ripercussioni sui mercati illeciti, la criminalità organizzata è rimasta attiva nel corso del lockdown. L’anello debole della catena di approvvigionamento di stupefacenti è stata principalmente lo spaccio nelle piazze, in virtù delle stringenti misure di allontanamento sociale all'interno dell'UE.

Con il traffico su strada fortemente compromesso dalle restrizioni alla circolazione, i pusher e i consumatori hanno utilizzato metodi alternativi (ad esempio il darknet, le piattaforme social o le app di comunicazione crittografate), con pagamenti senza contanti e con meno interazioni dal vivo. Tuttavia, vi sono poche prove (dati Criminalpol ed Europol) sull’interruzione di importazione all'ingrosso; i sequestri effettuati sui canali marittimi confermano gli stessi trend di traffico del periodo pre-pandemico.