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Farmaci, vaccini e terapie avanzate

Farmaci, vaccini e terapie avanzate

L'attività che l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) svolge nel settore dei farmaci, inclusi i vaccini e le terapie avanzate, è molteplice e copre tutte le fasi della vita di questi medicinali, dal momento in cui essi vengono ideati e sviluppati attraverso la ricerca di laboratorio, fino alla sperimentazione clinica e al loro successivo utilizzo da parte del cittadino sia a scopo profilattico che terapeutico

L'attività dell’ISS si svolge a due diversi livelli. Il primo riguarda l’ideazione, il controllo, la valutazione e la sperimentazione dei farmaci prima dell’immissione in commercio. Fanno parte di tale livello la ricerca svolta in laboratorio al fine di mettere a punto nuove strategie terapeutiche, la verifica delle ipotesi sperimentali attraverso la sperimentazione preclinica e clinica, la definizione della qualità dei farmaci, la valutazione delle sperimentazioni (sia precliniche che cliniche, con particolare riferimento alla sperimentazione clinica di fase I) proposte da enti esterni, la verifica della conformità dei parametri di qualità alle regole vigenti, sino a fornire un supporto all'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) nelle fasi finali del processo di sviluppo quando il farmaco ottiene l'Autorizzazione per l’immissione in commercio (AIC) a livello nazionale o internazionale (EMA, Agenzia europea per i medicinali).

Il secondo livello di attività riguarda i farmaci già in commercio. In questa fase l'ISS continua a monitorare la qualità dei farmaci che sono già a disposizione dei pazienti, contribuendo anche alla promozione delle attività di contrasto alla falsificazione. Inoltre, considerando che i dati di efficacia e sicurezza disponibili al momento della commercializzazione sono ottenuti su un numero di persone limitato rispetto all'intera popolazione che poi utilizzerà il farmaco, l’ISS, accanto al proprio ruolo in materia di sorveglianza e farmacovigilanza, svolge attività di ricerca farmacoepidemiologica contribuendo al costante monitoraggio degli effetti dei farmaci sulla popolazione.


null Botulismo iatrogeno

Il Botulismo iatrogeno è dovuto all'uso non corretto delle tossine botuliniche per scopi terapeutici o cosmetici. Le tossine botuliniche, infatti, vengo utilizzate per la cura di una serie di malattie: strabismo, blefarospasmo, spasmo emifacciale, cefalee croniche, distonie focali, acalasia esofagea, ragadi anali, discinesia del muscolo destrusore della vescica, vescica neurogena, lesioni del midollo spinale, prostratismo e ritenzione urinaria cronica, scialorrea, ipeidrosi facciale, ipeidrosi delle mani e dei piedi.
Nei trattamenti estetici, quando la tossina botulinica viene iniettata in un muscolo mimico, ne antagonizza la contrazione. Ne consegue un allungamento del muscolo stesso che provoca uno spianamento della cute sovrastante riducendo l'entità delle rughe. L'effetto è visibile generalmente entro 3 giorni dalla somministrazione, ma scompare con la ripresa della funzione muscolare che solitamente avviene dopo circa 6 mesi.
Un loro uso non corretto, effettuato da personale non medico o con tossine prive di licenza, può essere pericoloso per la salute.
Questa forma di botulismo è fortemente sottostimata a causa della reticenza dei pazienti e dei medici a dichiarare la malattia.