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null Dai gemelli, evidenze sull'origine genetica dell'attitudine positiva verso se stessi, la vita ed il futuro

Autostima, soddisfazione di vita e ottimismo, risorse individuali preziose per affrontare positivamente il mondo che ci circonda, potrebbero condividere una base genetica comune. È quanto emerso da uno studio appena pubblicato sulla rivista Behavior Genetics (RIF) coordinato dal Registro Nazionale Gemelli, il reparto di Salute Mentale del CNESPS, i Dipartimenti di Psicologia delle Università “La Sapienza” e “Milano Bicocca”, e l’Università di Stanford.

Si tratta di un risultato importante che, stando alla definizione di salute mentale dell’OMS come “uno stato di benessere in cui l’individuo ha coscienza delle proprie capacità, riesce ad affrontare il normale stress della vita quotidiana, è in grado di lavorare in maniera produttiva e proficua e di dare un contributo alla propria comunità” (World Health Organization, 2004), può avere implicazioni rilevanti sia in sanità pubblica che nella ricerca genetica.

Un numero crescente di studi è stato dedicato, negli ultimi anni, ai molteplici aspetti del benessere psicologico, comprese le implicazioni a livello biologico. In particolare, alcuni studi di genetica comportamentale hanno utilizzato un approccio di tipo epidemiologico-genetico, e sono stati condotti su campioni di gemelli per valutare il ruolo dei fattori genetici ed ambientali nell’espressione di diverse caratteristiche della personalità, assunte come indicatori di benessere psicologico.
Lo studio dell’ISS, però, è stato il primo in cui siano stati considerati simultaneamente, come indicatori di benessere psicologico, l’autostima, la soddisfazione di vita e l’ottimismo.

La ricerca ha coinvolto 428 coppie di gemelli, monozigoti e dizigoti, di età 23-24 anni, del Registro Nazionale Gemelli. Uno dei risultati dello studio riguarda le stime di “ereditabilità” dei tratti considerati, che sono state del 73% per l’autostima, del 59% per la soddisfazione di vita e del 28% per l’ottimismo.
Dunque, i dati mostrano che l’autostima e la soddisfazione di vita sono influenzate, in larga misura, da fattori genetici, mentre per l’ottimismo il ruolo dell’ambiente sembra essere preponderante.
Ciò può essere dovuto al fatto che l’incertezza del futuro, specialmente in una fascia di età giovane adulta come quella dei gemelli che hanno preso parte alla ricerca, rende il livello di ottimismo particolarmente soggetto all’effetto di esperienze contingenti, quali, ad esempio, il completamento degli studi, l’inizio di un nuovo lavoro oppure il raggiungimento di una migliore posizione economica.

Ma il risultato davvero innovativo dello studio è sicuramente rappresentato da un’elevata correlazione genetica e da una bassa correlazione ambientale stimata tra autostima, soddisfazione di vita e ottimismo. I fattori genetici, quindi, sembrano essere largamente condivisi dai tratti in esame, mentre le esposizioni ambientali potrebbero essere sostanzialmente specifiche per ciascuno dei tratti. In tal senso, i risultati indicano che interventi di tipo ambientale, intesi a promuovere la salute mentale, potrebbero avere una maggiore influenza su specifici aspetti del benessere psicologico.

I risultati di questo studio possono costituire la base per future ricerche finalizzate a individuare varianti geniche predisponenti contemporaneamente all’autostima, alla soddisfazione di vita e all’ottimismo. Questi tratti potrebbero rappresentare, relativamente alla salute mentale, le dimensioni fondamentali di una “sindrome da attitudine positiva”, in grado di proteggere l’individuo dalla depressione, che vede proprio in un atteggiamento negativo verso se stessi, la vita e il mondo le sue caratteristiche peculiari.

Caprara GV, Fagnani C, Alessandri G, Steca P, Gigantesco A, Sforza LL, Stazi MA. Human Optimal Functioning: The Genetics of Positive Orientation Towards Self, Life, and the Future. 2009 Apr 10.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/19360463/

 

Per info scrivere a: registro.nazionale.gemelli@iss.it