TEMA

Genere e salute

Genere e salute

Lo studio delle differenze tra i sessi e lo sviluppo di una medicina genere-specifica rappresentano oggi una pietra miliare di grande importanza nel progresso delle scienze della vita. La medicina di genere, o meglio la medicina genere-specifica, consiste nello studio dell’influenza del sesso e del genere, termine che comprende anche aspetti socioculturali e psicologici, sulla fisiologia e sulle malattie che colpiscono sia gli uomini che le donne. Differenze tra i sessi, infatti, si osservano nella frequenza, nei sintomi, nella gravità di numerose malattie e anche nella risposta alle terapie e nelle reazioni avverse ai farmaci. Determinanti di salute molto rilevanti sono anche le differenze di genere negli stili di vita, spesso diversi tra uomini e donne, e nella risposta a nutrienti e contaminanti ambientali.

Un approccio di genere nella pratica clinica può contribuire notevolmente alla promozione della salute tramite un miglioramento dell'appropriatezza delle cure in grado di produrre vantaggi sia per i malati, sia per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale (SSN).  

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) è impegnato in attività di ricerca di base e traslazionale, nella definizione di percorsi di sensibilizzazione, formazione e aggiornamento degli operatori sanitari e nella promozione di campagne di comunicazione e informazione rivolte al cittadino allo scopo di diffondere informazioni sulla salute di genere.


null I microdomini lipidici della membrana plasmatica influenzano la suscettibilità delle cellule di linfoma alla terapia

I tumori del sistema linfatico sono comunemente noti come linfomi e si sviluppano nei linfociti B residenti in linfonodi, milza, midollo osseo e sangue. Tra quelli pediatrici troviamo per la maggior parte i linfomi di Hodgkin (HL), mentre il resto è rappresentato dai linfomi non Hodgkin (NHL). Entrambi hanno la caratteristica di sviluppare resistenza alla terapia con la conseguenza che le cellule tumorali non sono più in grado di morire seguendo un processo comunemente noto come “apoptosi” oppure “morte cellulare programmata”. La molecola TRAIL è diventata negli ultimi decenni un attraente bersaglio terapeutico per gli oncologi perché capace di indurre l’apoptosi nelle cellule tumorali risparmiando le cellule sane. Tuttavia, un importante limite nella terapia anticancro basata su TRAIL è che un certo numero di pazienti è resistente all'induzione dell'apoptosi. 
Lo scopo di questo studio è quello di comprendere i meccanismi molecolari coinvolti nella resistenza dei linfomi pediatrici alla morte cellulare indotta da TRAIL, nel tentativo di aggirarli e quindi di migliorare la risposta cellulare alla chemio e radioterapia. Questo passo fondamentale consentirebbe di identificare nuove possibili proteine bersaglio sulle quali sviluppare terapie farmacologiche innovative oppure perfezionare i protocolli terapeutici attualmente in uso, in particolare per i tumori per i quali non esiste una terapia efficace.
Quello che abbiamo osservato finora è che i rafts, microdomini lipidici della membrana plasmatica ricchi in colesterolo e sfingolipidi, potrebbero svolgere un ruolo chiave nell’indurre sensibilità a TRAIL facilitando la trasmissione del segnale apoptotico dalla membrana all’interno della cellula tumorale. Infatti, l’utilizzo di sostanze in grado di aumentare la formazione o di stabilizzare questi microdomini di membrana provocava un aumento della sensibilità a TRAIL. Al contrario sostanze in grado di alterare i microdomini lipidici incrementava la resistenza alla morte delle cellule tumorali. Sono attualmente in corso ulteriori studi per meglio comprendere i meccanismi molecolari coinvolti in tali fenomeni. La comprensione dei meccanismi molecolari responsabili della resistenza alla terapia delle cellule tumorali è il primo, ma fondamentale, passo per lo sviluppo di terapie mirate dirette contro specifici bersagli molecolari, quindi più efficaci e meno tossiche per i pazienti.