TEMA

Salute della donna, del bambino e dell'adolescente

Gravidanza, parto e puerperio

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda “una mamma e un bambino in perfetta salute con il livello di cure più basso compatibile con la sicurezza”.

La nascita, nonostante la diminuzione del numero dei nati, rimane il motivo più frequente di ricovero nelle strutture sanitarie italiane. Promuovere e validare percorsi di buone pratiche per l'assistenza prenatale, intra partum e postnatale sono aspetti cruciali della pratica ostetrica e una priorità di salute pubblica.

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha contribuito con continuità dagli anni ’80 a produrre conoscenza, offrire sostegno all'aggiornamento dei professionisti sanitari, promuovere il miglioramento dell’assistenza e monitorare gli esiti di salute.


null Sorveglianza Nazionale sul Trattamento Antiretrovirale in Gravidanza

Il Progetto per la Sorveglianza Nazionale sul Trattamento Antiretrovirale in Gravidanza, avviato nel 2001 e coordinato dall’ISS, ha l’obiettivo di monitorare a livello nazionale la sicurezza materna e neonatale dell’uso dei farmaci anti-HIV in gravidanza.

L’applicazione di precise misure preventive specifiche, rappresentate dal trattamento antiretrovirale in gravidanza e nei neonati, lo svolgimento del parto mediante cesareo elettivo in presenza di carica virale rilevabile nel plasma, e la sostituzione dell’allattamento materno con quello artificiale (laddove questo è operativamente possibile), permettono di ridurre il rischio di trasmissione dell’infezione HIV da madre a neonato fino a livelli minimi, inferiori al 2%, e di poco superiori allo zero nelle più recenti casistiche. La somministrazione di farmaci anti-HIV è quindi raccomandata per tutte le donne HIV-positive in gravidanza, al parto e per i loro neonati nelle prime settimane di vita. Tuttavia, per la particolare sensibilità di madre e neonato a potenziali eventi indesiderati, è importante un continuo monitoraggio di questi trattamenti.

A questo scopo è stato avviato nel 2001 In Italia il Progetto di Sorveglianza Nazionale sul Trattamento Antiretrovirale in Gravidanza, a cui collaborano infettivologi, ginecologi e pediatri da oltre 30 centri clinici su tutto il territorio nazionale. Questo progetto, coordinato dall’ISS, rappresenta la casistica nazionale di riferimento su HIV e gravidanza, con dati di esito su oltre 3200 gravidanze in donne con HIV, numerose pubblicazioni internazionali, diverse collaborazioni nazionali ed internazionali, e partecipazione dei referenti del progetto alla definizione delle linee guida nazionali per la gestione dell’infezione da HIV.

I dati raccolti hanno confermato il favorevole rapporto rischio-beneficio del trattamento antiretrovirale in gravidanza anche nel nostro paese, dove l’applicazione delle misure preventive sopra indicate ha portato i tassi di trasmissione dell’infezione da HIV da madre a neonato da livelli superiori al 20% a livelli inferiori al 2% (1.1% nella presente casistica al dicembre 2019), senza un apparente aumento del numero di difetti congeniti. Attraverso la rete dei centri ostetrici partecipanti si è inoltre sostanzialmente confermata la sicurezza del parto vaginale in donne con HIV e carica virale non rilevabile, secondo il protocollo messo a punto dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), recepito dalle Linee Guida Nazionali HIV. La sorveglianza ha carattere continuo, in quanto è importante raccogliere informazioni sulla sicurezza d’uso in gravidanza dei nuovi farmaci che vengono continuamente introdotti nella pratica clinica per il trattamento dell’HIV.

La trasmissione da madre a neonato dell’infezione da HIV rappresenta una situazione oggi sostanzialmente prevenibile, ma richiede una tempestiva diagnosi materna dell’infezione da HIV. È quindi indispensabile assicurare a tutte le donne la disponibilità del test HIV in gravidanza, con particolare riferimento alle popolazioni con maggiore difficoltà di accesso alle strutture ed alle prestazioni sanitarie.