Alzheimer, al via lo studio IPREA
Pubblicato 14/05/2004
- Modificato 10/02/2020
Si comincia a perdere la memoria, a rimaner confusi, a parlare e a pensare con difficoltà. E si può arrivare a non riconoscere le persone, a non sapersi orientare nel tempo e nello spazio, a dipendere dagli altri per tutti quei gesti della vita quotidiana, quali il lavarsi, il vestirsi e il mangiare. E' questo il dramma di molti anziani affetti dalla malattia di Alzhemeir, la forma più comune di demenza senile, che colpisce 18 milioni di persone nel mondo e circa 700mila in Italia. Per monitorare la malattia e giungere a prevenirla, l'Istituto Superiore di Sanità coordina uno studio prospettico multicentrico denominato IPREA (Italian PRoject on the Epidemiology of Alzheimer's disease).
Lo studio si propone di identificare i segni precursori della malattia e i fattori di rischio associati a differenti decorsi clinici. A tale scopo, verranno arruolati 4800 individui di entrambi i sessi tra i 65 e gli 84 anni, iscritti nei registri anagrafici di 12 unità operative nazionali. Il campione sarà sottoposto a diverse indagini: interviste mediante questionari, esami fisici e neurologici, analisi di laboratorio, marcatori genetici e una risonanza magnetica nucleare cerebrale nei soggetti risultati positivi per deficit cognitivo in assenza di demenza.