TEMA

Salute Mentale

Interazione gene ambiente nella salute mentale

Sulla salute mentale agiscono sia fattori genetici che esposizioni ambientali concomitanti i cui effetti possono modificarsi reciprocamente in modo complesso. L’ambiente può infatti influenzare attraverso modifiche chimiche il modo in cui il DNA viene letto e trascritto, in questo modo regolando in modo diretto l’attivazione funzionale dei geni (epigenetica). L’epigenetica svolge un ruolo fondamentale nei processi di plasticità cerebrale.

Quando gli effetti genetici sono modulati da fattori esogeni, ad esempio stili di vita, esistono opportunità di prevenzione e di promozione della salute mentale.

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) affronta il tema delle interazioni geni-ambiente nella salute mentale sia utilizzando modelli sperimentali, sia con un approccio di popolazione, ad esempio su campioni di gemelli (stima dell'ereditabilità dei tratti in diverse categorie di esposizione) e su coorti di nascita nelle quali si indagano gli effetti delle interazioni tra il genoma e i fattori ambientali sullo sviluppo neurocomportamentale.


null Studio di Prevenzione degli Episodi depressivi e pSicotici (SPES) dalla interazione gene-ambiente alla fenomenologia

Il 30 novembre 2016 è ufficialmente giunto a conclusione il progetto finanziato dal Ministero della Salute 'Studio di Prevenzione degli Episodi depressivi e pSicotici (SPES): dall’interazione gene-ambiente alla fenomenologia”“, di cui è responsabile il Prof. Paolo Brambilla, psichiatra presso l’Università di Milano. Il Registro Nazionale Gemelli ha partecipato a questo progetto come Unità Operativa (UO), di cui è responsabile il Dott. Corrado Fagnani, Ricercatore che opera presso il Registro stesso, con l’obiettivo di reclutare un campione di gemelli monozigoti (MZ) e dizigoti (DZ), di età 8-30 anni, parallelamente al reclutamento di bambini e adolescenti non gemelli da parte delle altre UO coinvolte nel progetto. Tale campione di gemelli rappresenta un contesto ideale per investigare le interazioni geni-ambiente e identificare markers (immunologici, genetici e cerebrali) predittivi del rischio di psicosi, mediante l’applicazione del “metodo gemellare” e sfruttando i notevoli vantaggi epidemiologici e statistici di questo particolare disegno di studio (“twin study design”). Il reclutamento ha interessato alcune aree del Friuli Venezia Giulia e della Lombardia e ha fatto registrare una adesione maggiore di quella prevista. Le coppie selezionate sono state indirizzate ai colleghi dei centri clinici di riferimento, l’IRCCS “E. Medea” di Bosisio Parini e del Polo Friuli Venezia-Giulia, per le valutazioni cliniche, strumentali e per le successive indagini di laboratorio. L’analisi dei dati è in corso e i risultati verranno presto diffusi.

Nel corso del 2017, le coppie in esubero parteciperanno invece direttamente alla fase successiva del progetto SPES, denominata “Why Me Project (WM?P). Investigating white matter connectivity in schizophrenia at imaging, cellular and transposone levels in monozygotic discordant twins”, una nuova Ricerca Finalizzata finanziata dal Ministero della Salute, di cui è responsabile lo stesso Prof. Brambilla. In questo progetto, particolarmente focalizzato sul rischio di psicosi e relativi markers neurobiologici, saranno coinvolti anche altri gemelli che verranno reclutati ex novo in aree strategiche della Lombardia, tra cui Monza e Milano. Tutti riceveranno, prima dell’adesione, informazioni dettagliate sulla nuova ricerca da parte del personale del centro clinico di riferimento, l’IRCCS “E. Medea” di Bosisio Parini, Responsabile Dott.ssa Maria Nobile, e del Polo Friuli Venezia-Giulia, Responsabile Prof. Franco Fabbro. Sicuramente, il progetto avrà importanti ricadute per la salute mentale, poiché i risultati consentiranno di mettere a punto strategie innovative per la prevenzione, la diagnosi ed il trattamento della schizofrenia in bambini, adolescenti e giovani adulti.