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Genere e salute

Genere e salute

Lo studio delle differenze tra i sessi e lo sviluppo di una medicina genere-specifica rappresentano oggi una pietra miliare di grande importanza nel progresso delle scienze della vita. La medicina di genere, o meglio la medicina genere-specifica, consiste nello studio dell’influenza del sesso e del genere, termine che comprende anche aspetti socioculturali e psicologici, sulla fisiologia e sulle malattie che colpiscono sia gli uomini che le donne. Differenze tra i sessi, infatti, si osservano nella frequenza, nei sintomi, nella gravità di numerose malattie e anche nella risposta alle terapie e nelle reazioni avverse ai farmaci. Determinanti di salute molto rilevanti sono anche le differenze di genere negli stili di vita, spesso diversi tra uomini e donne, e nella risposta a nutrienti e contaminanti ambientali.

Un approccio di genere nella pratica clinica può contribuire notevolmente alla promozione della salute tramite un miglioramento dell'appropriatezza delle cure in grado di produrre vantaggi sia per i malati, sia per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale (SSN).  

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) è impegnato in attività di ricerca di base e traslazionale, nella definizione di percorsi di sensibilizzazione, formazione e aggiornamento degli operatori sanitari e nella promozione di campagne di comunicazione e informazione rivolte al cittadino allo scopo di diffondere informazioni sulla salute di genere.


null Differenze di genere e salute nei caregiver familiari

Studio pilota: “Differenze di genere e salute nei Caregiver familiari”, approvato dal Comitato Etico ISS il 10 Febbraio 2020.

Con il termine "Caregiver" (CG) familiari, si intendono tutti i familiari che, in maniera gratuita e per un lungo periodo di tempo, si prendono cura di un loro congiunto malato e/o disabile non autosufficiente. In Italia non si ha un dato ufficiale sul loro numero, ma un’indagine multiscopo su campione dell’ISTAT nel 2011, ha riportato una percentuale pari a circa l’8% della popolazione nazionale. Così come nel resto del mondo, anche in Italia è la donna la principale CG familiare (fino a circa il 75% del totale). Di solito sono donne di età compresa tra 45 e 64 anni, che spesso svolgono anche un lavoro fuori casa o che nella maggioranza dei casi hanno abbandonato la propria attività per dedicarsi a tempo pieno alla cura, nel contesto familiare, di chi non è autonomo. 

Il Centro di Riferimento per la Medicina di Genere, si propone di effettuare, nel biennio 2020-2021, uno studio pilota dal titolo: “Differenze di genere e salute nei caregiver familiari, con l’obiettivo principale di ricercare: 

  • se la condizione di CG aumenta il rischio di sviluppare determinate patologie rispetto alla popolazione generale 
  • se esistono differenze genere-specifiche in termini di incremento di rischio e/o sviluppo di determinate patologie

A tal fine, si intende procedere con l’arruolamento dei Caregiver e la somministrazione di questionari relativi alla misurazione di alcuni determinanti di salute mentale (depressione, ansia, stress), della salute percepita in generale e della qualità di vita. Inoltre, i caregiver che rientrano nel criterio di inclusione dello studio pilota, sono quelli sottoposti ad alto carico assistenziale, come nel caso dei caregiver di familiari con demenza e/o Alzheimer e di familiari con disturbo pervasivo dello sviluppo (ASD). Saranno utilizzati anche i dati clinici del caregiver, disponibili presso lo studio del medico di famiglia e/o del medico specialista. 

I risultati attesi dallo studio pilota sono:

  • valutazione dello stato di salute dei CG Alzheimer/Demenze e dei CG ASD e differenze fra loro e rispetto alla popolazione generale
  • valutazione delle differenze genere-specifiche nello stato di salute dei CG
  • comunicazione dei risultati dello studio ai decisori delle politiche socio-sanitarie regionali al fine di prevedere in futuro percorsi sanitari standardizzati che tengano conto dei potenziali rischi collegati alla figura del “caregiver” e anche al fine di poter dare indicazioni utili alla creazione di percorsi di prevenzione ad hoc

 

Bibliografia

Petrini M, Cirulli F, D'Amore A, Masella R, Venerosi A, Carè A. “Health issues and informal caregiving in Europe and Italy.” Ann Ist Super Sanita. 2019 Jan-Mar;55(1):41-50. doi: 10.4415/ANN_19_01_08. Review.