TEMA

Protezione dalle radiazioni

Protezione dal radon

Il radon è un gas nobile radioattivo, inodore ed incolore, prodotto dal decadimento radioattivo del radio.

Il radon è presente in diverse quantità nell'aria interna di tutti gli edifici e proviene principalmente dal suolo e, in misura minore, dai materiali di costruzione dell’edificio.

Molti studi epidemiologici hanno accertato che l’esposizione continua al radon aumenta il rischio di contrarre un tumore polmonare. L’entità del rischio dipende dalla concentrazione di radon a cui si è esposti e dalla durata dell’esposizione. A parità di esposizione al radon, i fumatori sono più a rischio dei non fumatori. In Italia l’esposizione al radon è responsabile (secondo le stime dell’Istituto Superiore di Sanità, ISS) di oltre 3000 casi di tumore polmonare ogni anno.

L’ISS coordina dal 2005 il Piano nazionale radon italiano (promosso nel 2002 dal Ministero della Salute) e gestisce l’Archivio nazionale radon.

Maggiori informazioni sul radon e sul complesso di attività svolte in Italia (da enti regionali e nazionali) per la riduzione del rischio sanitario connesso all'esposizione della popolazione sono disponibili sul sito dedicato Il radon e il Piano Nazionale Radon (PNR).

Linee guida e documenti Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)

Handbook on Radon Indoor: a public health perspective 2009


null Radon e Piano Nazionale Radon (Italian National Radon Program)

Il Piano Nazionale Radon (PNR) - predisposto in Italia nel 2002 in analogia a quanto fatto in altri Paesi - consiste in un piano pluriennale per realizzare, in modo coordinato a livello nazionale, il complesso di azioni necessarie per ridurre il rischio di tumore polmonare associato all’esposizione al radon.
 

Il PNR rappresenta uno strumento necessario per:  

a) programmare azioni finalizzate alla riduzione del rischio radon ottimizzando le risorse a disposizione;

b) programmare e mettere in atto tali azioni in modo coordinato; 

c) valutare l’efficacia delle azioni intraprese per valutarne quantitativamente l’impatto ed effettuare eventuali correzioni alla programmazione.

La predisposizione di un Piano Nazionale Radon è stata inclusa nel 2001 in due Accordi tra il Ministro della sanità e le Regioni e province autonome di Trento e Bolzano:
 

1) le Linee-guida concernenti la prevenzione, la diagnostica e l'assistenza in oncologia (8-03-2001. Suppl. Ordinario n.102 della G.U. n.100 del 2-05-2001.);
 

2) le Linee-guida per la tutela e la promozione della salute negli ambienti confinati (27-09-2001, Suppl. Ordinario della G.U. n.276 del 27-11-2001).
 

Il testo del PNR è stato quindi preparato (e pubblicato nel 2002) da una commissione del Ministero della Salute, composta da esperti di diversi enti nazionali e regionali.
 

La realizzazione del PNR ha preso il via tre anni dopo attraverso il progetto Avvio del Piano Nazionale Radon per la riduzione del rischio di tumore polmonare in Italia (acronimo PNR-CCM), approvato nel 2005 dal CCM (Centro Nazionale per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie).
Il coordinamento di tale progetto è stato affidato all’Istituto Superiore di Sanità (ISS), e le attività hanno coinvolto, oltre all'ISS, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA, ex-APAT), l’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro (ISPESL, ora INAIL), le Regioni (ARPA e assessorati alla sanità), nonché alcune università.

 

Per dare continuità alle attività intraprese nell’ambito del progetto PNR-CCM, nel 2012, il Ministero della Salute ha approvato il progetto biennale Piano Nazionale Radon per la riduzione del rischio di tumore polmonare in Italia: seconda fase di attuazione (acronimo PNR-II), anch’esso affidato all’ISS.
 

Con la pubblicazione (avvenuta il 17 gennaio 2014) della nuova direttiva europea sulla protezione dalle radiazioni ionizzanti, approvata il 5 dicembre 2013, diviene obbligatorio per tutti gli Stati Membri dell’UE dotarsi di un piano nazionale radon.
Inoltre, il piano dovrà essere periodicamente aggiornato sulla base delle valutazioni di efficienza delle azioni adottate per la riduzione del rischio associato all’esposizione al radon.