TEMA

Protezione dalle radiazioni

Protezione dalle radiazioni non ionizzanti

Le radiazioni non ionizzanti comprendono i campi elettromagnetici (dai campi statici alle radiofrequenze), le radiazioni ottiche (ad es. UV e laser) e gli ultrasuoni.

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) svolge attività di ricerca, consulenza, controllo e formazione sulla protezione della salute umana dalle radiazioni non ionizzanti: dalla valutazione dei livelli di esposizione ambientali e occupazionali alla dosimetria personale; dallo studio sperimentale degli effetti biologici in vitro agli studi epidemiologici, per studiare e valutare gli effetti potenziali sulla salute delle persone; dalla valutazione dei rischi per la salute in contesti specifici alla definizione e analisi critica delle normative di protezione.

Linee guida e documenti Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)

Artificial tanning devices: Public health interventions to manage sunbeds 2017

Il documento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità è stato tradotto in italiano con il contributo del dott. Alessandro Polichetti e della dott.ssa Roberta Pozzi del Centro Nazionale per la Protezione dalle Radiazioni e Fisica Computazionale dell’ISS nell’ambito delle attività svolte dal WHO Collaborating Centre for Radiation and Health. Il lavoro è stato svolto in collaborazione con l’AIRP (Associazione Italiana di Radioprotezione). La composizione tipografica del documento tradotto è stata eseguita dal dott. Stefano Bonifazi.

Dispositivi per l’abbronzatura artificiale: interventi di salute pubblica per la gestione dell’uso delle lampade abbronzanti (2019)


null Radiazioni non ionizzanti - Campi elettrici e magnetici statici

Campi elettrici statici
Il campo elettrico statico è generato da ogni corpo elettricamente carico: questo campo, a sua volta, induce una carica elettrica sulla superficie di ogni oggetto che si venga a trovare nel suo campo d'azione (in teoria tutto lo spazio). In vicinanza di apparati elettrici, in particolare in vicinanza di videoterminali, l'intensità del campo elettrico statico raggiunge tipicamente valori compresi fra 1 e 20 kV/m. In moltissimi casi il campo elettrico statico è prodotto per attrito nelle azioni di strofinio fra materiali isolanti. I campi elettrici statici trovano larga applicazione in molti processi industriali e nei mezzi di trasporto alimentati da linee di trasmissione in corrente continua (DC). I dati sperimentali oggi a disposizione non forniscono alcuna base per suggerire l'esistenza di effetti negativi per la salute dell'uomo legati all'esposizione a campi elettrici statici. Gli studi su animali da laboratorio non hanno evidenziato effetti genetici, né effetti sui sistemi endocrino e cardiovascolare né sulla crescita tumorale.

Campi magnetici statici
Campi magnetici statici, cioè la cui ampiezza non varia nel tempo, sono prodotti da movimenti regolari di cariche elettriche (correnti continue). Nei normali ambienti di vita, l’unico campo magnetico statico di rilievo è quello terrestre, di origine naturale. Campi artificiali di intensità notevole sono presenti in particolari ambienti di lavoro. Di particolare importanza per la popolazione sono i campi estremamente intensi utilizzati negli apparati diagnostici a risonanza magnetica. I pazienti sono infatti esposti a livelli di campo magnetico dell’ordine di qualche tesla, centinaia di migliaia di volte superiori a quelli del campo terrestre. Gli effetti documentati si limitano a sensazioni di disturbo, occasionali e comunque temporanei, limitati cioè alla durata dell’esame diagnostico. La tendenza della tecnologia a sviluppare apparati a campi sempre più intensi, per aumentare le potenzialità diagnostiche, giustificano comunque il proseguimento degli studi ed una continua vigilanza sanitaria.