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null Salute mentale, migliorare l’assistenza delle persone attraverso il “Budget di Salute”: al via la consultazione pubblica delle Linee programmatiche nazionali

Iss 27 luglio 2021 - L’ISS e la Regione Emilia-Romagna hanno coordinato il gruppo di lavoro delle Regioni e province autonome che ha elaborato il documento

Conoscere e attuare il “Budget di Salute” significa ottimizzare le risorse disponibili per favorire l’assistenza sanitaria, sociosanitaria e sociale delle persone con disturbi mentali e delle loro famiglie. Per questo e quindi per facilitare l’utilizzo di questo strumento l’Iss e la Regione Emilia Romagna, in collaborazione con l’Ausl di Parma hanno avviato la consultazione pubblica sulle Linee Programmatiche Nazionali “Progettare il Budget di Salute con la persona”, pubblicata online sul sito .

L’obiettivo è favorire la permanenza delle persone assistite al proprio domicilio, attraverso l’attivazione delle risorse disponibili formali e informali, come alternativa o evoluzione dell’assistenza residenziale. Tale strumento mira a contrastare e, se possibile, a prevenire la cronicizzazione, l’isolamento e lo stigma della persona con disturbi mentali, creando un legame tra il Sistema di Cura ed il Sistema di Comunità, finalizzato ad un utilizzo appropriato e integrato delle risorse di entrambi.

Il documento è stato elaborato nell’ambito del progetto “Soggetto, persona e cittadino”, coordinato da regione Emilia Romagna insieme a Iss e Ausl di Parma e finanziato dalla Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute. Dal 27 luglio al 10 settembre, infatti, gli stakeholder potranno partecipare attivamente alla consultazione pubblica utilizzando il modulo predisposto per la raccolta dei contributi e dei commenti.

Il “Budget di Salute” è stato inizialmente sviluppato come uno strumento integrato socio sanitario a sostegno del “Progetto Terapeutico Riabilitativo Individualizzato” di persone con disturbi mentali gravi e complessi a partire dalla pre-adolescenza (DPCM 12/1/2017), e costituito da risorse individuali, familiari, sociali e sanitarie volte a migliorare la salute, nell’ottica del possibile recupero (recovery), il benessere, il funzionamento psico-sociale, l’inclusione della persona e la sua partecipazione attiva alla vita sociale mediante l’attivazione di percorsi evolutivi e delle risorse di comunità secondo la logica del welfare generativo. Il Budget di Salute è, in altre parole, il paniere di risorse e opportunità per realizzare il progetto di vita di persone con bisogni sociosanitari complessi e per le quali sia appropriato l’intervento capacitante ed evolutivo. Uno strumento che mira a ricomporre la frammentata gamma delle misure e dei sostegni disponibili volto a integrare e gestire risorse diverse – economiche, di tempo, di competenza – delle istituzioni, delle famiglie, della comunità locale, dentro una logica collaborativa e abilitante.

“La procedura di consultazione pubblica - spiega l’assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia Romagna, Raffaele Donini - ha l’obiettivo di raggiungere la più ampia condivisione di questo progetto, acquisendo pareri, suggerimenti e osservazioni da parte degli stakeholders interessati alla messa a punto di questo strumento innovativo di programmazione e razionalizzazione delle risorse, dedicate alla cura socio-sanitaria e all’inclusione di persone particolarmente fragili”.

In seguito al processo di consultazione pubblica, il documento con le Linee Programmatiche Nazionali sul Budget di Salute verrà finalizzato, presentato ufficialmente a fine settembre 2021 e inviato in valutazione alla Conferenza Stato Regioni.

"Dal 27 luglio al 10 settembre, infatti, gli stakeholder potranno partecipare attivamente alla prima consultazione pubblica utilizzando il modulo predisposto per la raccolta dei contributi e dei commenti. “La consultazione degli stakeholder – sottolinea Maria Luisa Scattoni dell’ISS, che, insieme all’AUSL di Parma, guida il gruppo di lavoro nazionale impegnato nel processo di elaborazione delle Linee Programmatiche – va a integrare il lavoro dei rappresentanti di tutte le Regioni e Province autonome che hanno predisposto il documento, per garantire il più ampio coinvolgimento e la partecipazione di tutti i soggetti interessati”.

Gli stakeholder rappresentano gli interessi e i punti di vista specifici e comuni alla propria categoria/gruppo di appartenenza. Possono quindi partecipare alla consultazione presidenti/direttori generali/segretari generali o scientifici/rappresentanti legali di società scientifiche, associazioni e rappresentanti di cittadini, pazienti e familiari/caregiver, imprese del settore industriale, istituzioni pubbliche nazionali e regionali ed enti locali, università, istituti di ricerca pubblici e privati.