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null Epatiti virali croniche in Italia, al via il secondo meeting PITER

ISS, 14 ottobre 2021

Si svolge a Roma, in modalità mista, il 15 ottobre 2021, il secondo meeting dedicato a PITER, la Piattaforma Italiana per lo Studio della Terapia delle Epatiti Virali, organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) con l’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF) e la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT).

PITER è un progetto di ricerca nato nel 2014, coordinato dall’ISS, che coinvolge circa 80 clinici sia universitari che ospedalieri (Unità di Gastroenterologia, Malattie Infettive e Medicina Interna), distribuiti su tutto il territorio nazionale, con più di 10 mila pazienti in cura per l’infezione cronica da HCV e oltre 2500 pazienti con infezione cronica da HBV/HDV monitorati.

La piattaforma prevede anche la raccolta di dati sull’infezione SARS CoV-2 al fine di valutare il ruolo della pregressa epatopatia sul trattamento e sull’esito di Covid-19 e, viceversa, il ruolo dell’infezione sugli esiti dell’epatopatia.

Sono state instaurate collaborazioni molto proficue con la Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze (FederSerd) e con la Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria, (SIMSPe) ai fini di studiare anche le popolazioni chiave per l’infezione da virus epatitici. Gli obiettivi principali dello studio PITER, infatti, sono la caratterizzazione del profilo epidemiologico-clinico della malattia cronica correlata alle epatiti virali (infezione da HCV e HBV/HDV), sfruttando la rete nazionale già esistente, nei pazienti in cura in Italia (includendo anche popolazioni chiave, quali migranti, utenti SerD e detenuti) e la valutazione prospettica dell’impatto clinico (morbidità e mortalità) ed economico (costi legati alla malattia) dei farmaci antivirali grazie al disegno di sottostudi ad hoc.

Cosa si è fatto finora

Grazie alla collaborazione con il Center for Disease Analysis (Colorado USA), centro di rilievo internazionale per stime epidemiologiche, e con il CEIS-EEHTA dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata sono state prodotte evidenze sia cliniche che economiche per le politiche sanitarie introdotte in Italia ai fini del raggiungimento degli obbiettivi dell’eliminazione dell’epatite virale entro l’anno 2030 come target OMS.

PITER è anche e soprattutto uno strumento utile per i decisori politici, proprio perché grazie alla conoscenza dei “numeri” consente di prendere decisioni strategiche “informate”. I dati real-life della coorte PITER hanno consentito di ottenere risposte cliniche rilevanti su argomenti dibattuti inerenti il trattamento dei pazienti con infezione da HCV e proseguirà anche per i pazienti con infezione da HBV e HDV. I dati real-life di PITER hanno sostenuto da un punto di vista scientifico le politiche sanitarie messe in atto dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), come il trattamento universale dell’infezione cronica da HCV in Italia dal 2017 e l’implementazione dello screening HCV in Italia per raggiungere l’obiettivo dell’OMS di eliminazione dell’HCV entro il 2030. È stato dedicato un fondo ad hoc di 71,5 milioni per lo screening gratuito per fasce di età e in popolazioni chiave secondo una strategia che rispecchia perfettamente i risultati pubblicati nell’ambito dello studio PITER, coordinato dalla Dott.ssa Loreta Kondili dell’ISS, Optimization of hepatitis C virus screening strategies by birth cohort in Italy. L’attività programmatica futura si focalizzerà sulle singole regioni italiane, sfruttando la rete nazionale già esistente di esperti clinici e di stakeholder coinvolti.