Rapporti ISTISAN

Pubblicano studi, ricerche e protocolli tecnici rilevanti in ambito nazionale e/o internazionale, resoconti, attività svolte dall'Istituto, atti di congressi, norme tecniche. La pubblicazione è riservata al personale dell’ISS, anche in collaborazione con ricercatori esterni.


null Rapporto ISTISAN 21/16 - Infezione da virus dell’epatite E nei donatori di sangue in Italia: un’indagine epidemiologica a livello regionale e nazionale. E. Spada, S. Taffon, M. Simeoni, A. Martina, I. Pati, U. Villano, D. Adriani, A. D’Angiò, E. Tritarelli, S. Bellino, S. Boros, R. Urciuoli, F. Masiello, G. Marano, R. Bruni, P. Pezzotti, A.R. Ciccaglione, S. Pupella, V. De Angelis, G. Pisani

Istituto Superiore di Sanità
Infezione da virus dell’epatite E nei donatori di sangue in Italia: un’indagine epidemiologica a livello regionale e nazionale.
Enea Spada, Stefania Taffon, Matteo Simeoni, Antonio Martina, Ilaria Pati, Umbertina Villano, Daniela Adriani, Agnese D’Angiò, Elena Tritarelli, Stefania Bellino, Stefano Boros, Roberta Urciuoli, Francesca Masiello, Giuseppe Marano, Roberto Bruni, Patrizio Pezzotti, Anna Rita Ciccaglione, Simonetta Pupella, Vincenzo De Angelis, Giulio Pisani
2021, 49 p. Rapporti ISTISAN 21/16

Nei Paesi sviluppati l’infezione da virus dell’epatite E (Hepatitis E Virus, HEV) è essenzialmente una zoonosi di origine alimentare, sebbene possa essere trasmessa col sangue per via trasfusionale. Durante il 2017-2019 determinammo la prevalenza dell’infezione da HEV in 7172 donatori di sangue italiani; di essi 6.235 compilarono un questionario sui fattori di rischio per l’infezione. La prevalenza di anti-HEV IgG, IgM e HEV RNA fu rispettivamente dell’8,3%, 0,5% e 0%. La prevalenza anti-HEV IgG mostrava un’ampia variabilità regionale (1,3-30,0%) e in alcune province di Abruzzo e Sardegna si riscontravano tassi iperendemici (>40%). L’età avanzata, la nazionalità straniera, la caccia, l’assunzione di certi alimenti di origine suina (salame e salsicce di fegato di maiale, salsicce artigianali) erano tutti predittori indipendenti di infezione da HEV. La prevalenza nei donatori di sangue italiani era dunque moderata/bassa in confronto ad altri Paesi. Nelle aree ad alta prevalenza, sarebbero opportune misure preventive individuali e ambientali.
Parole chiave: Donatori di sangue; HEV; Fattori di rischio; Italia; Prevalenza; Zoonosi


Istituto Superiore di Sanità
Hepatitis E virus infection in blood donors in Italy: an epidemiological survey at regional and national level
Enea Spada, Stefania Taffon, Matteo Simeoni, Antonio Martina, Ilaria Pati, Umbertina Villano, Daniela Adriani, Agnese D’Angiò, Elena Tritarelli, Stefania Bellino, Stefano Boros, Roberta Urciuoli, Francesca Masiello, Giuseppe Marano, Roberto Bruni, Patrizio Pezzotti, Anna Rita Ciccaglione, Simonetta Pupella, Vincenzo De Angelis, Giulio Pisani
2021, 49 p. Rapporti ISTISAN 21/16 (in Italian)

In developed countries, hepatitis E virus (HEV) infection is essentially a food-borne zoonosis, although it can be transmitted by transfusion. During 2017-2019 we determined the prevalence of HEV infection markers in 7172 Italian blood donors; 6,235 of them filled out a questionnaire on risk factors for infection. The prevalence of anti-HEV IgG, IgM and HEV RNA was 8.3%, 0.5%, and 0%, respectively. The anti-HEV IgG prevalence showed a wide regional variability (1.3-30.0%) and hyperendemic rates (> 40%) were found in some provinces of Abruzzo and Sardinia. Advanced age, foreign nationality, hunting, consumption of certain foods of swine origin (salami, pork liver sausages, artisanal sausages) were all independent predictors of HEV infection. The prevalence in Italian blood donors was therefore moderate/low compared to other countries. In high prevalence areas, individual and environmental preventive measures would be appropriate
Key words: Blood donors; HEV; Italy; Prevalence; Risk factors; Zoonosis

Pubblicato il 08/10/2021