TEMA

Sostanze chimiche e tutela della salute

Tatuaggi

La pratica del tatuaggio è un fenomeno in crescente diffusione specialmente fra le fasce più giovani della popolazione ed è spesso legata all'idea del corpo umano come strumento di comunicazione.

Esiste anche il tatuaggio con finalità mediche per coprire condizioni patologiche della cute.

L’applicazione del tatuaggio richiede l’iniezione di inchiostri colorati nel derma comportando l’esposizione a lungo termine a sostanze chimiche potenzialmente pericolose.

Il problema della mancanza di normative specifiche in materia di inchiostri per tatuaggi è stato affrontato a livello dell'Unione europea (UE) con l’elaborazione di un regolamento di prossima emanazione che introdurrà limitazioni nella loro composizione.


null La normativa sui tatuaggi

Il Regolamento europeo N. 1907/2006 (REACH) concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche è stato modificato con l’integrazione di una nuova restrizione relativa agli inchiostri per tatuaggi e PMU per la cui proposta l’Istituto Superiore di Sanità, di concerto con il Ministero della Salute (Autorità Competente REACH), ha svolto un ruolo di primo piano. Secondo questa misura regolatoria, sono stati limitati l’utilizzo intenzionale o le concentrazioni di circa 4000 sostanze classificate come pericolose negli inchiostri (sostanze cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione, sostanze sensibilizzanti/corrosivi/irritanti per la pelle, sostanze irritanti/lesive per gli occhi, sostanze vietate nei prodotti cosmetici). Relativamente all'esecuzione dei tatuaggi, in Italia sono abilitati ad effettuare tale pratica solo coloro che sono in possesso dell’attestato di frequenza di uno specifico corso di formazione regionale e che operino nel rispetto dei requisiti igienico-sanitari previsti dalle linee guida del Ministero della Salute.