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Tumori

Tumori

I tumori prendono origine dall'alterazione di cellule che si moltiplicano e si diffondono sfuggendo ai meccanismi che mantengono l’equilibrio dei diversi organi. Esistono numerosi tipi di tumori che possono interessare praticamente qualunque organo e sono in genere classificati in benigni o maligni a seconda della capacità di invadere le strutture circostanti e organi più lontani. Il termine neoplasie comprende oltre ai tumori degli organi solidi anche quelli delle cellule del sangue come linfomi e leucemie. Alcuni tumori sono esclusivi o più frequenti nel genere maschile o in quello femminile e anche nella risposta alle terapie si possono osservare delle differenze tra i generi.

Nonostante i grandi successi ottenuti negli ultimi decenni con misure di prevenzione, diagnostica precoce e terapia, i tumori maligni continuano ad essere tra le prime cause di morte e di deterioramento della qualità della vita, complice anche l’allungamento della vita media poiché, in molti casi, l’incidenza aumenta con l’età. Per alcune neoplasie la mortalità si è ridotta marcatamente; per altre, nonostante il grande impegno della ricerca, rimane il bisogno di trovare nuove terapie più efficaci e specifiche.

La terapia dei tumori si basa essenzialmente su chirurgia, soprattutto nelle forme localizzate, radioterapie e farmaci. Individuando alterazioni molecolari (la genetica del tumore) o bersagli che siano presenti in misura esclusiva, o prevalente, sulle cellule tumorali, negli ultimi anni sono stati sviluppati farmaci mirati a colpire selettivamente le cellule tumorali. La prevenzione è fondamentale, studiando l’epidemiologia dei tumori si possono individuare fattori di rischio ambientali o legati agli stili di vita che si possono correggere per ridurre il rischio di sviluppare la malattia tumorale. 

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) svolge attività di ricerca nel campo dell’oncologia, dell’ematologia e delle malattie genetiche, anche con indirizzo traslazionale.


null Rete nazionale dei tumori rari (RNTR)


Per rispondere ai bisogni di assistenza e continuità delle persone con tumore raro,alla fine degli anni '90 si è avviata una collaborazione permanente tra diversi centri del territorio nazionale, coordinata dalla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

Molti anni dopo, con "Intesa, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo, le regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano per la realizzazione della Rete Nazionale dei Tumori Rari (RNTR)", recepita  in data 21 settembre 2017, si è siglato un documento che prospetta soluzioni su alcuni aspetti di carattere prioritario.

In particolare su:

- Collegamento con le Reti oncologiche, non solo per la condivisione degli obiettivi (in relazione alle specifiche Linee-guida), ma anche per consulti tramite l’utilizzo della telemedicina per garantire un alto livello di informazione appropriata, facilitare lo scambio di competenze specializzate e contenere la mobilità sanitaria.
- Collegamento con gli European Reference Networks - Reti di riferimento europee - ERN. Spetta infatti alla Rete Nazionale dei Tumori Rari creare un sistema organizzativo e dare impulso e qualità all'assistenza clinica e alla ricerca per tutte le 12 famiglie di tumori rari inclusi nelle Reti Europee di Riferimento (ERN). 

Coordinatori della Rete:
- per i tumori solidi dell’adulto dall'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano,
- per i tumori ematologici dell’adulto dal Policlinico Umberto I di Roma
- per i tumori pediatrici dal Presidio Infantile Regina Margherita di Torino.

L'attività di monitoraggio e implementazione è affidata al Tavolo di Coordinamento della Rete Nazionale dei Tumori Rari, che include rappresentanti dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, del Ministero della Salute, delle Regioni, da esperti dell’Agenzia Italiana del Farmaco, dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’associazionismo oncologico.

Infine, la Legge 29 del 22 marzo 2019 "Istituzione e disciplina della Rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza e del referto epidemiologico per il controllo sanitario della popolazione" (Gazzetta Ufficiale n. 81 del 5 marzo 2019), esplicita fra i principali obiettivi la prevenzione, la diagnosi, la cura, la riabilitazione, la programmazione sanitaria, la verifica della qualità delle cure e la valutazione dell'assistenza sanitaria.