Genere e Salute

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Genere e Salute

Genere e salute

Lo studio delle differenze tra i sessi e lo sviluppo di una medicina genere-specifica rappresentano oggi una pietra miliare di grande importanza nel progresso delle scienze della vita. La medicina di genere, o meglio la medicina genere-specifica, consiste nello studio dell’influenza del sesso e del genere, termine che comprende anche aspetti socioculturali e psicologici, sulla fisiologia e sulle malattie che colpiscono sia gli uomini che le donne. Differenze tra i sessi, infatti, si osservano nella frequenza, nei sintomi, nella gravità di numerose malattie e anche nella risposta alle terapie e nelle reazioni avverse ai farmaci. Determinanti di salute molto rilevanti sono anche le differenze di genere negli stili di vita, spesso diversi tra uomini e donne, e nella risposta a nutrienti e contaminanti ambientali.

Un approccio di genere nella pratica clinica può contribuire notevolmente alla promozione della salute tramite un miglioramento dell'appropriatezza delle cure in grado di produrre vantaggi sia per i malati, sia per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale (SSN).  

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) è impegnato in attività di ricerca di base e traslazionale, nella definizione di percorsi di sensibilizzazione, formazione e aggiornamento degli operatori sanitari e nella promozione di campagne di comunicazione e informazione rivolte al cittadino allo scopo di diffondere informazioni sulla salute di genere.



Differenze di genere e salute nei caregiver familiari

Studio pilota: “Differenze di genere nello stato di salute di due popolazioni di Caregiver familiari”, approvato dal Comitato Etico ISS il 28/06/2021.

Con il termine "Caregiver" familiari si intendono tutti i familiari che, in maniera gratuita e continuativa nel tempo, si prendono cura di un loro congiunto malato e/o disabile non autosufficiente. In Italia non si ha un dato ufficiale sul loro numero, ma una indagine multiscopo su campione dell’ISTAT, nel 2018 ha riportato una percentuale pari a circa l’8% della popolazione nazionale. Così come nel resto del mondo, anche in Italia è la donna ad assumersi maggiormente il ruolo di Caregiver familiare (fino a circa il 75%). Di solito sono donne di età compresa tra 45 e 64 anni, che svolgono anche un lavoro fuori casa o che nella maggioranza dei casi hanno abbandonato la propria attività lavorativa per dedicarsi, a tempo pieno, alla cura.

Il Centro di Riferimento per la Medicina di Genere, sta effettuando, nel biennio 2021-2022, uno studio pilota dal titolo: “Differenze di genere nello stato di salute di due popolazioni di Caregiver familiari”, con l’obiettivo principale di ricercare: 

  • se il ruolo di Caregiver familiare possa, in alcuni casi, far aumentare il rischio di sviluppare determinate patologie rispetto alla popolazione generale 
  • se esistano differenze genere-specifiche

A tal fine, è in corso il reclutamento dei Caregiver familiari tramite le associazioni di pazienti e loro familiari e i centri medici partecipanti allo studio, su tutto il territorio nazionale. Ai Caregiver familiari viene chiesto di compilare un questionario on line volto a misurare alcuni determinanti di salute sia mentale (depressione, ansia, stress) che fisica (percezione dello stato di salute e dati soggettivi riguardanti la presenza di determinate patologie da quando è iniziata l’attività di cura). I Caregiver familiari che rientrano nel criterio di inclusione di questo studio pilota, sono coloro che si prendono cura di familiari con demenza e/o malattia di Alzheimer o di familiari con disturbo del neurosviluppo e/o autismo.  

I risultati attesi dallo studio pilota sono:

  • valutazione dello stato di salute dei Caregiver familiari appartenenti ai due gruppi: demenze/ Alzheimer e disturbi del neurosviluppo/autismo e differenze fra loro e rispetto alla popolazione generale
  • valutazione delle differenze genere-specifiche sullo stato di salute dei due gruppi di Caregiver familiari
  • comunicazione dei risultati dello studio ai decisori delle politiche socio-sanitarie regionali, al fine di prevedere in futuro percorsi sanitari standardizzati che tengano conto dei potenziali rischi collegati alla figura del “Caregiver” e anche al fine di poter dare indicazioni utili alla creazione di percorsi di prevenzione ad hoc

 


Dipartimenti/Centri/Servizi

Centro di riferimento per la medicina di genere

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Operatore Sanitario Operatore dell'informazione

Tematica

Genere e salute Fisiologia, patologia Malattie neurodegenerative demenze Salute Mentale